Napoli ieri oggi e domani

Umberto Saba – La capra

Ho parlato a una capra.

Era sola, sul prato, era
legata.

Sazia d’erba, bagnata

dalla pioggia, belava.

Quell’uguale belato era
fraterno

al mio dolore. E io
risposi, prima

per celia, poi perché il
dolore è eterno,

ha una voce e non varia;

questa voce sentiva

gemere in una capra
solitaria.

In una capra dal viso
semita

Sentivo querelarsi ogni
altro male,

ogni altra vita.

da Il Canzoniere

La fratellanza degli
uomini, degli animali e delle cose che Saba sente come essenza dell’universo
intero, trova in questa poesia compiuta espressione: il belato di una capra può
senz’altro, ove ci sia qualcuno capace d’intenderlo, diventare la voce dell’universale
dolore e dell’universale fraternità.

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