Con più di 3000 visitatori, Sul Fienile, uno dei primissimi capolavori di Giuseppe Pellizza, si congeda da Volpedo, dove è stato esposto all’interno dello studio del pittore per tutto il mese di giugno. Anche l’ultimo giorno di mostra ha visto la presenza nel borgo tortonese di centinaia di visitatori, accolti e guidati nella comprensione del quadro dai curatori dell’Associazione Pellizza da Volpedo.

La tela di importanti dimensioni (133×243,5 cm) era tornata, infatti, dal 2 al 30 giugno nel luogo dove fu concepita e dipinta, a pochi metri dal fienile di casa, ancora esistente, servito da ispirazione per l’artista. Sul fienile fu eseguito nel corso del 1893 ed esposto a Milano nel 1894, senza incontrare troppo i favori della critica. Pelizza lo riprese poi tra 1895 e 1896 per attenuare un “cielo troppo bluastro”.

Insieme al quasi contemporaneo Processione, fu il primo quadro pienamente divisionista di Pellizza. Per l’autore fu l’inizio di una nuova fase pittorica, attenta ai temi sociali e capace di rappresentare adeguatamente il “vero” grazie all’utilizzo della nuova tecnica. La fiducia di Pellizza nel valore di questa sua opera fu, per altro, confermata dalla medaglia d’oro vinta alla mostra internazionale di Monaco di Baviera nel 1901.

I visitatori hanno potuto ammirare il dipinto riportato all’originario splendore, grazie a un attento intervento di restauro, e inserito nella splendida cornice dorata voluta appositamente dal pittore per far risaltare l’opera a lui cara; questa cornice, assente persino nell’ultima delle rare esposizioni dell’opera, avvenuta nel corso della monografica alla GAM di Torino nel 1999- 2000, è stata rimontata proprio in occasione dell’evento di Volpedo.

La mostra, curata da Aurora Scotti, da molti anni studiosa dell’opera di Pellizza e autrice del Catalogo generale del pittore alessandrino, e dall’Associazione Pellizza da Volpedo, è stata organizzata dalle Gallerie Maspes di Milano, col patrocinio del Comune di Volpedo.

Significativo anche il catalogo, Edizioni Gallerie Maspes, contenente un saggio introduttivo della curatrice e una serie di approfondimenti sulla fortuna critica dell’opera, rimasta in una collezione privata per oltre un secolo e quindi raramente visibile, e sui risultati delle indagini diagnostiche condotte per comprendere la genesi dell’opera e permetterne il restauro.