Amarti

306869_2248186251439_1451674653_2569965_2205353_nAmarti è come stare sulle nuvole

sognare ed essere felici e adoranti…

Sei come un frutto maturo

pronto da raccogliere e baciare.

Il tuo viso così sognante e radioso

si riflette dentro me

come dentro un lago pieno d’ amore

e felicità…

Sei come un’alba dentro me

che luccica tra i mie sensi…

Il tuo sguardo amore mio

farà sempre parte di me

come il mio cuore vivrò

solo del tuo amore.

La Valle dei templi di Agrigento, di Grazia Denaro

In una valle incantata, coi mandorli fioriti, vicino ad Agrigento si trova il più imponente insieme monumentale di tutta la Magna Grecia, un’eccezionale testimonianza storica iscritta nel 1997 nel Patrimonio dell’Umanità UNESCO.

I resti della città ellenistica e poi punico-romana, gli imponenti mpli dorici quasi intatti, le agorà, le necropoli pagane e cristiane e la fitta rete di acquedotti sotterranei, costituiscono la ricchezza di un sito che si estende su circa 1300 ettari e racconta una storia millenaria iniziata nel VI secolo a.C. con la fondazione dell’antica colonia greca di Akragas.

I TEMPLI

Il tempio di Castore e Polluce (Dioscuri), dedicato ai leggendari gemelli nati dall’unione della regina di Sparta con Giove, è divenuto il simbolo della città di Agrigento.

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Il tempio della Concordia. Foto / Shutterstock.com

Il tempio della Concordia si trova lungo la via Sacra, anch’esso eretto verso il V secolo, oggi è quello meglio conservato. Nel VI secolo fu trasformato in edificio sacro. Il nome Concordia deriva da un’iscrizione latina ritrovata nelle vicinanze del tempio stesso.

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Il tempio di Zeus Olimpico (Giove) venne edificato per ringraziare il dio Zeus in occasione della vittoria del 480 a.C. degli Agrigentini sui Cartaginesi. Qui si trovano i telamoni, gigantesche statue con sembianze umane.

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Barosini si sfoga sui giornali che è stato lasciato solo ad affrontare i problemi della città. Chi ha operato come manager nel privato lo può capire.

Barosini si sfoga sui giornali che è stato lasciato solo ad affrontare i problemi della città. Chi ha operato come manager nel privato lo può capire.

di Pier Carlo Lava 

Alessandria today: Ieri mattina sui giornali e sui blog della città sono apparsi articoli in cui l’Assessore ai lavori pubblici e al verde urbano Giovanni Barosini si lamenta di essere solo ad affrontare i numerosi problemi della città in questo periodo.

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Barosini fa riferimenti ai dipendenti comunali di taluni uffici, da cui dipendono l’efficienza dei lavori più sopra menzionati e rientranti nelle sue deleghe di Assessore, che in questo periodo estivo sono andati in vacanza.

E questo nonostante i vari problemi esistenti in città, le strade sventrate dai lavori di Open Fiber ed inoltre basta sfogliare Il Piccolo di martedì 30 luglio per vedere moltissime foto inviate dai lettori dalle quali si evince una serie di problematiche riguardanti non solo le strade e i marciapiedi, ma anche le erbacce che dilagano e quindi la questione del verde urbano, l’abbandono rifiuti, ecc.. ecc. Tutto questo in un contesto di difficoltà economica dovuta ai problemi di bilancio del Comune…

Leggi anche:

https://alessandria.today/2019/07/26/tre-panchine-pericolose-finalmente-rimesse-a-nuovo-in-via-piacentini-elenco-lavori-effettuati-e-da-effettuare/

https://alessandria.today/2019/07/24/panchine-nuove-e-manutenzione-area-verde/

https://alessandria.today/2019/07/25/finalmente-si-asfalta-via-moccagatta/

Pertanto mi permetto di affermare che lo sfogo dell’Assessore Barosini, a seguito delle quotidianamente lamentele ricevute dei cittadini, che si pone principalmente lo scopo di sensibilizzare chi di dovere è ampiamente giustificato, come ex manager nel settore privato comprendo benissimo la situazione di impotenza che talvolta si prova ad operare nel settore pubblico, dove purtroppo le logiche gestionali e operative sono molto diverse.

Questa situazione nella quale manca palesemente il personale in servizio con conseguenti penalizzazioni in termini di efficienza e redditività, che forse con un attenta verifica da parte dei Dirigenti del calendario delle ferie dei dipendenti con i relativi provvedimenti in merito si poteva evitare, nel settore privato solitamente non succede.

Panino a scuola, CaroMensa: “Non esistono ragioni logiche e giuridiche per fare un passo indietro”

Panino a scuola, CaroMensa: “Non esistono ragioni logiche e giuridiche per fare un passo indietro”

di Redazione QP 31 Luglio 2019 https://www.quotidianopiemontese.it

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“La coesistenza del pasto da casa col servizio comunale è stata per tre anni gestita in tutte le scuole, non esistono ragioni logiche e giuridiche per fare un passo indietro”. Lo afferma su Facebook  il comitato torinese CaroMensa, dopo la sentenza della Cassazione. “Come genitori – è il suo invito – dovete pretendere la stessa organizzazione. In caso diverso, dovranno assumere provvedimenti in consiglio di istituto. Mandateceli per valutare se impugnarli. Non mollate. Tutti insieme possiamo farcela”.

Di seguito il post completo:

“Questo post invece è dedicato a tutti i genitori i cui figli, nel corso degli anni passati, hanno regolarmente esercitato il diritto al pasto domestico nelle scuole in cui la materia è stata regolamentata e disciplinata. Come scrive anche la Corte di Cassazione, il diritto al pasto da casa non è un diritto assoluto ma è un diritto sociale all’istruzione condizionato alle scelte (che devono essere legittime) dei dirigenti scolastici chiamati a ricercare soluzioni che realizzino un bilanciamento dei contrapposti interessi. Visto che la coesistenza del pasto da casa con il servizio comunale è stata per tre anni gestita serenamente in tutte le scuole della città, non esistono ragioni logiche e giuridiche per fare un passo indietro. Quindi come genitori dovete pretendere il mantenimento della stessa organizzazione del tempo mensa. Diversamente, qualora le amministrazioni dovessero fare delle scelte diverse, dovranno assumere dei provvedimenti da adottarsi in consiglio di istituto. Continua a leggere “Panino a scuola, CaroMensa: “Non esistono ragioni logiche e giuridiche per fare un passo indietro””

Terremoto all’alba a Creta in Grecia: scossa di magnitudo 5.2, panico tra turisti

Terremoto all’alba a Creta in Grecia: scossa di magnitudo 5.2, panico tra turisti

Una scossa di terremoto di magnitudo 5.2 è stata registrata alle 7.40 ora locale (le 6.40 in Italia) sulla costa centrosettentrionale dell’isola greca di Creta.

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Secondo i dati dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) italiano e del servizio geologico statunitense Usgs, il sisma ha avuto ipocentro a 75 km di profondità ed epicentro vicino Malevizi.

Non si hanno al momento notizie di eventuali danni a persone o cose.  – See more at: http://www.rainews.it/dl/rainews/articoli/Terremoto-all-alba-a-Creta-in-Grecia-scossa-di-magnitudo-5-panico-tra-turisti-308c58da-ff33-41ee-9c55-9da939a67eba.html

Firenze, il camion si incastra nel soffitto del sottopasso – corrierefiorentino.corriere.it

Firenze, il camion si incastra nel soffitto del sottopasso

Il mezzo è rimasto incastrato con la gru retro-cabina al soffitto all’ingresso del sottopassaggio e rimasto con la parte anteriore del mezzo sospeso in aria

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https://corrierefiorentino.corriere.it

Firenze, un camion si blocca e resta incastrato in un sottopasso, a testa in su. I Vigili del fuoco del comando di Firenze, distaccamento di Fi-Ovest, sono intervenuti nel sottopasso di via Giuliani Panciatichi, per la messa in sicurezza di un mezzo pesante adibito al trasporto di materiale edile che per cause in corso di accertamento, è rimasto incastrato con la gru retro-cabina al soffitto all’ingresso del sottopassaggio e rimasto con la parte anteriore del mezzo sospeso in aria. All’arrivo sul posto, i due occupanti del mezzo incastrato, erano già stati presi in carico dal personale sanitario del 118 intervenuto con due ambulanze. Sul posto 7 unità e 3 automezzi di cui una autogru.

La circolazione è stata interrotta durante le operazioni di messa in sicurezza, al termine delle quali, il personale dei vigili del fuoco ha provveduto alla verifica con l’autoscala di eventuali parti di cemento armato distaccate a seguito della collisione del braccio della gru ed è stata riaperta alla circolazione.

Addio Raffaele Pisu, l’attore dai mille volti

Addio Raffaele Pisu, l’attore dai mille volti

E’ morto a 94 anni il popolare conduttore e comico televisivo bolognese che raccontò l’Italia dal dopoguerra a oggi. Prigioniero dei nazisti, recitò nel capolavoro drammatico “Italiani brava gente” e ha fatto ridere gli italiani con il Giaguaro, Provolino e Striscia la notizia fino all’ultimo “Nobili bugie”. I funerali venerdì 2 agosto alle 15.40 nella chiesa di Santo Spirito a Imola

31 luglio 2019 repubblica.it

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BOLOGNA – Si è spento nella notte all’hospice di Castel San Pietro, nel Bolognese, l’attore Raffaele Pisu. Aveva 94 anni. Nato a Bologna il 24 maggio del 1925 è stato uno dei più popolari comici e conduttori radiofonici e televisivi nell’Italia del Dopoguerra, nell’epoca del boom televisivo, partecipando a trasmissioni di grande successo nazionale degli Anni Sessanta come “L’amico del giaguaro”, “Ma che domenica amici” e “Senza rete”. I funerali si terranno venerdì 2 agosto nella chiesa di Santo Spirito a Imola, alle 15.40. Il feretro partirà alle 15.30 dalla camera mortuaria dell’ospedale Civile… continua su: https://bologna.repubblica.it/cronaca/2019/07/31/news/addio_raffaele_pisu_italiano_bravo_attore-232424741/

Bomba acqua in Veneto, paese invaso fango

Bomba acqua in Veneto, paese invaso fango

A Piovene Rocchette fiume fango e sassi invade paese

Redazione Ansa VICENZA 31 luglio 2019 http://www.ansa.it/

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(ANSA) – VICENZA, 31 LUG – Bombe d’acqua e colate di fango e sassi hanno colpito oggi, con un nuovo forte episodio di maltempo, la provincia di Vicenza. Situazione difficile in particolare a Piovene Rocchette, dove da un bacino formato dalla forte pioggia sul monte Summano, si è scaricato un fiume detritico che ha invaso le strade del paese, bloccando alcune case, i cui occupanti, anziani, sono stati raggiunti e soccorsi dai vigili del fuoco. Non si registrano comunque feriti.
Nell’arco di due ore, tra le 13 e le 15, violenti temporali hanno spazzato l’intera provincia berica, con grandinate che hanno interessato il bassanese e altri paesi della fascia pedemontana. Oltre una cinquantina le richieste di intervento giunte al 115.

Montemarzino: prima le offre un lavoro poi tenta di violentarla. Denunciato per violenza sessuale un 61enne del luogo

Montemarzino: prima le offre un lavoro poi tenta di violentarla. Denunciato per violenza sessuale un 61enne del luogo

Compagnia Carabinieri di Tortona:

Lunedì 29 luglio u.s., verso le 3 di notte, un gruppo di giovani, dopo aver trascorso una serata di festa nella Val Curone,  mentre facevano ritorno a Tortona transitando con l’auto lungo la SP 100, nel comune di Montemarzino (AL) notavano sul  ciglio della strada una giovane donna di colore che camminava pericolosamente sul bordo della carreggiata. I ragazzi si fermavano e viste le condizioni della donna, che aveva i vestiti lacerati, richiedevano l’intervento dei carabinieri e di una ambulanza.

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I militari di Tortona e di Sale, dopo aver raggiunto il luogo e permesso ai sanitari di prestare le prime cure alla donna, raccoglievano la sua testimonianza prima che la stessa fosse trasferita presso l’ospedale di Novi Ligure.

Sulla base del racconto della giovane i carabinieri indirizzavano gli accertamenti su un uomo del posto che, la sera prima – stando alla denuncia della donna – le avrebbe offerto un lavoro quale domestica promettendole, oltre allo stipendio, anche vitto e alloggio presso la propria abitazione.

Stando alla prima ricostruzione dei fatti l’uomo, dopo aver invitato la donna a casa, avrebbe cercato di avere un approccio sessuale. Al diniego opposto dalla donna l’uomo, particolarmente alterato, reagiva allontanandola da casa senza però restituirle gli effetti personali che verosimilmente, per un moto di stizza, questi gettava su una piazzola adiacente l’abitazione. 

L’intervento dei militari consentiva anche di recuperare gli indumenti ed il cellulare della donna che, sottoposta a visita presso l’ospedale di Novi Ligure, veniva dimessa nel corso della successiva mattinata con una prognosi di alcuni giorni per le lesioni riscontrate. L’uomo, un 61/enne pregiudicato del posto, è stato denunciato alla Procura della Repubblica di Alessandria per il reato di violenza sessuale.

Viguzzolo: scoperto dai Carabinieri un canile abusivo all’interno di una vecchia cascina. Denunciato per maltrattamento e abbandono di animali un allevatore di cani Rivanazzano Terme.

Viguzzolo: scoperto dai Carabinieri un canile abusivo all’interno di una vecchia cascina. Denunciato per maltrattamento e abbandono di animali un allevatore di cani Rivanazzano Terme.

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Compagnia Carabinieri di Tortona:

L’intervento dei carabinieri di Viguzzolo e Tortona ha posto fine alle sofferenze e ai digiuni cui erano costretti – si ritiene da alcune settimane –  16 cani, tutti legati alla catena o rinchiusi in piccole gabbie da trasporto, denutriti e abbandonati senza cibo né acqua all’interno di un cascinale disabitato nell’agro del comune di Viguzzolo, in località Torrazzo. 

Dalla  cascina del Torrazzo proveniva da diversi giorni un continuo latrato. I Carabinieri, dopo aver effettuato alcune verifiche e constato che la cascina appariva in stato di abbandono, hanno deciso di intervenire nella notte di domenica 28 luglio.

Ad attenderli c’erano solo i poveri cani, tutti legati a catene o rinchiusi in spazi talmente piccoli da non consentire loro alcun movimento. Gli animali sono stati soccorsi, rifocillati  e visitati dall’intervento tempestivo del personale del servizio Veterinario dell’Asl di Alessandria e del nucleo guardie zoofile di Acqui Terme che ha collaborato con i carabinieri.

Dopo sono stati sequestrati e  affidati al canile municipale di Tortona.  Ora i proprietari delle bestiole, tutte munite di microchip, dovranno anche chiarire le modalità con le quali le hanno affidate all’uomo che aveva allestito

il canile abusivo e che dovrà rispondere di maltrattamento e abbandono di animali. Si tratta di un soggetto di 58 anni, abitante in Rivanazzano Terme, allevatore di cani da caccia.  I proprietari della cascina Torrazzo, allo stato, risultano estranei alla vicenda.

Caccia alle streghe di Napoli

Molti palazzi, strade e chiese a Napoli custodiscono segreti oscuri e leggende legate all’occulto. Se avete voglia di mistero, ve ne ripropongo qualcuna, con un itinerario cittadino per una passeggiata a caccia delle streghe tra i vicoli di Napoli

Maria la rossa, la strega di Port’Alba

Il punto di partenze per questa nostra caccia alle streghe è Port’Alba, che veniva chiamata un tempo Largo delle Sciuscelle, perché vi erano moltissimi alberi di carrube, i cui frutti dolci e saporiti cadevano e venivano raccolti dai popolani.

Tra questi vi era una bellissima fanciulla dai folti capelli rossi e la carnagione candida, di nome Maria, che abitava a pochi passi dalla Porta. Maria era innamorata e ricambiata dal bel Michele, che la chiese in sposa.

I due giovani convolarono a giuste nozze, ma quando felici e innamorati fecero per rientrare a casa, Michele non riuscì ad oltrepassare Port’Alba.

Rimase come pietrificato e non riuscì mai più ad avvicinarsi alla sua bella sposa. La giovane coppia era rimasta vittima di un maleficio.

Maria fu costretta a tornare a casa senza il suo amore e per giorni e giorni si disperò e si dannò. A poco a poco il suo dolore la trasformò: divenne magra, brutta e sdentata e, soprattutto, cattiva.

Per vendicarsi del maleficio che aveva subito e che l’aveva separata per sempre dall’amore della sua vita, si dedicò alla magia, trasformandosi in una potente strega.

I suoi vicini cominciarono a temerla e la denunciarono all’Inquisizione spagnola.

Maria fu chiusa in una gabbia, che fu appesa ad un gancio e lasciata penzolare alla vista sotto Port’Alba.

La donna fu lasciata morire di fame e sete e, quando morì, il suo corpo, anziché decomporsi, cominciò a pietrificarsi, sotto gli occhi increduli della gente.

L’Inquisizione, quindi, si affrettò a far sparire il cadavere, ma dimenticò di togliere il gancio, che per anni e rimasto lì a ricordare quella tragica esecuzione.

Ed è rimasto lì anche il fantasma di Maria, che continua ad aggirarsi ogni notte tra le pizzerie e le librerie, senza trovare pace.

Le janare e il diavolo della Pietrasanta

La chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta è uno dei rari esempi di arte romanica a Napoli e fu la prima chiesa della città ad essere dedicata alla Vergine. Una leggenda lega la storia di questa chiesa a quella delle dianare, le sacerdotesse della dea Diana, il cui nome assunse poi la connotazione dispregiativa di Janare.

La chiesa, infatti, fu fatta edificare dal vescovo Pomponio sui resti di un’antica basilica paleocristiana e di un tempio che, secondo la leggenda, era dedicato al culto della dea Diana, riservato solo alle donne.

In epoca paleocristiana, le sacerdotesse di Diana vennero accusate di stregoneria, dichiarate eretiche e bandite dalla città.

Per vendicarsi le janare invocarono il diavolo, il quale si manifestava nella zona di Piazza Miraglia, sotto forma di un maiale infernale, terrorizzando gli abitanti del posto.

Il vescovo Pomponio disse, allora, di aver sognato la Madonna, che gli aveva ordinato di far costruire una chiesa sui resti del tempio di Diana, per liberare la città dalla presenza demoniaca

Fu così che egli fece costruire la Chiesa di Santa Maria Maggiore alla Pietrasanta e da allora il maiale infernale scomparve per sempre.

Suor Giulia de Marco e la setta della carità carnale

Giulia de Marco era una fanciulla di umili origini, che si avvicinò alla fede dopo un’adolescenza tumultuosa, durante la quale rimase incinta e fu costretta a dare via il suo bambino.

Decise di votare la sua vita a Dio, vestendo l’abito di terziaria francescana e divenne famosa in città per la sua devozione, le sue preghiere e le sue opere pie e caritatevoli.

Era ben voluta in tutti gli ambienti, fra il popolo, gli ecclesiastici, gli aristocratici e persino alla corte del viceré spagnolo.

Fino a quando non incontrò sul suo cammino padre Aniello Arciero, che divenne il suo confessore, un uomo affascinante e carismatico e l’avvocato Giuseppe de Vicariis, brillante e pieno di idee.

I tre fondarono insieme una setta, la quale, ispirandosi a frasi del Vangelo come “amatevi gli uni con gli altri”, professavano il rapporto e il piacere carnale come estasi spirituale.

L’unione sessuale veniva considerata come atto religioso e sacro, di ricongiungimento con Dio. Anche gli adepti erano ammessi ai rituali sacri, che si trasformarono ben presto in vere e proprie orgie.

Suor Giulia veniva considerata una santa e le sue parti intime “porte del paradiso”, che offriva ai suoi numerosi fedeli, come atto di carità carnale.

Il nuovo culto si diffuse rapidamente tra uomini e donne, aristocratici e prelati, principi, magistrati e vescovi, sia italiani che spagnoli, i quali si rivolgevano a Suor Giulia per ottenere la sua speciale intercessione.

Il fenomeno attirò l’attenzione di Suon Orsola Benincasa e di una parte del clero, che denunciarono Suor Giulia, Arciero e de Vicariis all’Inquisizione.

Non fu facile, tuttavia, fermare la setta, dal momento che suor Giulia godeva dei favori e della protezione del viceré in persona.

Nel 1615 i tre furono accusati di stregoneria ed eresia, torturati e condannati all’ergastolo. Suor Giulia morì prigioniera a Castel Sant’Angelo.

Ancora oggi, a Forcella, vi è un’edicola votiva a lei dedicata che la ricorda, terza tappa di questa breve caccia alle streghe

A caccia delle streghe

Strega di vico pensiero

Racconta Benedetto Croce nel suo libro “Storie e leggende di Napoli“, che vi era un vicolo stretto e buio, chiamato vico Pensiero, che costeggiava il monastero di San Severino, l’attuale Archivio di Stato.

La stradina si chiamava così perché vi era una targa, che recava una scritta: “Povero pensiero me fu arrobbato, pe no le fare le spese me l’ha tornato” (Povero pensiero, mi fu rubato, ma per non pagarne le spese, mi fu restituito).

Secondo la leggenda, la lapide fu apposta da un giovane, il quale si era innamorato perdutamente di una strega che gli aveva rubato il cuore.

Si racconta che il giovane, mentre percorreva il vicolo, trovò un gattino. Lo raccolse e se lo mise sotto il mantello, ma una bellissima fanciulla aprì la porta e rivendicò la proprietà del micetto.

Il giovane rimase incantato dalla sua bellezza e ogni notte si recava lì per rivederla. Si innamorò perdutamente di lei, ma una notte, si recò in vico pensiero e non la trovò più.

Nessuno la conosceva e l’aveva mai vista.

Era una strega, che voleva rubargli il cuore e una volta ottenutelo aveva perso ogni interesse per lui. Il giovane non riuscì mai a sciogliersi dalla malia della strega e soffrì le pene d’amore per tutta la vita.

Fece apporre la targa in vico pensiero come monito, per scongiurare che altri malcapitati come lui potessero essere irretiti dall’affascinante strega.

Oggi vico Pensiero non esiste più, ma la targa è conservata presso l’Istituto di Storia Patria, grazie proprio a Benedetto Croce che convinse il proprietario dello stabile su cui era apposta a donarla all’Archivio di Stato, prima che fosse demolito

Il diavolo di Mergellina

Possibile che la bella e aristocratica Vittoria Colonna, poetessa dall’animo sensibile, apprezzata stimata da artisti come Michelangelo, fosse proprio la crudele ammaliatrice di Diomede Carafa?

Il vescovo fu davvero vittima di un potente elisir d’amore che gli fece perdere la ragione per la fanciulla?

E’ davvero lei, il celebre diavolo di Mergellina, dipinto nel quadro di Leonardo da Pistoia?

Così narra la leggenda che trovate qui.

Qualunque sia la verità, ho inserito come ultima tappa di questo itinerario la chiesa di Santa Maria del Parto, perché una bella passeggiata a caccia delle streghe come questa merita di concludersi nel migliore dei modi: con la spettacolare vista che si gode dalla sua terrazza e qualche leccornia dello chalet di Ciro a Mergellina

Breve itinerario a caccia delle streghe tra i vicoli di Napoli

Il mio canto.

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Dal mio cuore escono delle note

dalla mia bocca che invoca

il tuo nome

esce un suono melodioso

che è un inno al tuo cuore

pieno di sentimenti

che arrivano al viso

come una carezza di primavera

fino all’ imbrunire della sera…

Queste note arrivano al tuo cuore

come una suonata di violino

si sente il profumo

del tuo amore divino…

queste note circondano il mio animo

e suonano per sempre

dentro i miei occhi

in una sinfonia eterna

che invoca il tuo nome.

Il gigante melanconico: Vittorio Gassman

Limite infinito

(1 settembre 1922- 29 giugno 2000)

Bello e sicuro di sé, sfrontato e temerario, ambizioso e arrogante, bugiardo e affascinante, goffo e balbuziente, imponente e beffardo, ironico e pungente.

Se si volesse dipingere un quadro con tutti i personaggi interpretati da questo immenso attore, non basterebbero tutte le tavolozze dei colori per delinearne le infinite sfumature. Attraversare la carriera di Vittorio Gassman vuol dire percorrere le infinite strade possibili dell’essere umano.

Con oltre 110 film e innumerevoli rappresentazioni teatrali, Gassman attraversa con eleganza e maestria tutti i generi, passando con estrema disinvoltura dal tragico, al comico, al grottesco grazie alla sua innata dote istrionica.

Ha solo ventun anni, quando calca per la prima volta le tavole di un palcoscenico, è il 1943 e recita con Alda Borelli nella Nemica di Dario Niccodemi. Da quella prima volta Gassman alterna teatro e cinema e il primo grande successo cinematografico arriva grazie a

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