Non siamo macchine, di Pier Carlo Lava

Rallentiamo, riprendiamo il ritmo del buon tempo antico e ritorniamo umani prima che sia troppo tardi…

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Alessandria today: Siamo supertecnologizzati, superconnessi, multitasking e stiamo perdendo il senso della realtà ormai viviamo sempre più immersi in un mondo virtuale nel quale ci muoviamo alla velocità della luce, con mille impegni e stress alle stelle e lentamente quasi senza accorgerci di quello che ci sta succedendo stiamo diventando delle macchine, riprendiamoci la nostra dimensione umana prima che sia troppo tardi.

Il multitasking è l’insieme di atteggiamenti e comportamenti che ci portano a essere impegnata in due o più attività o compiti differenti contemporaneamente. Il multitasking è una conseguenza inevitabile del contesto sociale e culturale attuale.

Supertecnologizzati facciamo la spesa senza uscire di casa e se dobbiamo uscire una app ci dice come vestirci e se portare l’ombrello, raggiungiamo amici e familiari attraverso uno schermo, tracciamo il nostro cagnolino con dispositivi gps, e anche di notte entrano in azione silenziosi i sensori: controllano il battito cardiaco, analizzano la frequenza del respiro, tengono traccia dei minimi movimenti del mio corpo. Tutto è super controllato, pensiamo di essere più sicuri ma in fondo non ci sentiamo tali.

“Superconnessi”, i giovani di oggi sono in realtà scollegati dal prossimo ma dare la colpa alle nuove tecnologie digitali, ai social e alle chat è solo un modo per distogliere l’attenzione dalla necessità di educarli. In primis occorre insegnare loro a connettersi veramente con il prossimo, riconoscendolo e rispettandolo.

Lo spiega all’ANSA lo psicoterapeuta Domenico Barrilà, autore del libro “I superconnessi”, come la tecnologia influenza le menti dei nostri ragazzi e il nostro rapporto con loro” (URRA Feltrinelli), che aggiunge: il problema parte dagli adulti, gli stessi che, pur lamentando l’uso eccessivo di smartphone e web dei propri figli, mostrano di non avere controllo sul loro rapporto con i dispositivi digitali.

“I figli imparano dai nostri comportamenti, non dalle parole, è impossibile portarli dove noi stessi non sappiamo arrivare – spiega Barrilà – dunque un genitore che utilizzi in modo immaturo gli strumenti digitali perde autorevolezza e lede le sue chance di correggere i figli”.

Torniamo umani… lo ripeto a me stesso ogni mattina ma un attimo dopo quasi senza accorgermi mi ritrovo immerso nel blog, nei social e nel ritmo frenetico della vita odierna… forse ormai è troppo tardi…