Racconti: CORNA, di Tiziana Valori

Tiziana Valori

CORNA

La situazione sarebbe stata tutta comica se Angelina non si fosse messa a strillare istericamente al disotto del piumone. Appena dei secondi prima era in pieno amplesso con Domenico che, forse, più spaventato della donna, si era immerso anche lui fra le coltri.

Era stato il marito, Vincenzo, che aveva originato lo scompiglio lanciando un grido non appena, entrato nella sua camera da letto, si era visto bellamente cornuto.

La moglie gli vociava contro come se in colpa fosse lui:

“Vattene! Hai capito? Vatteneeee! Vattene!!!”

“Io starò qui fuori!” urlò lui come replica. “E uscite subito dal mio letto! E fra poco faremo i conti!”

Non passava un minuto senza che, in un silenzio rabbioso, si affacciasse rapidamente per verificare che i due si arrabbattassero a rivestirsi alla bell’e meglio.

Angelina singhiozzava e lacrimava a dirotto e Domenico, terreo e scavato nella sua magrezza, aspettava che, una volta fatto, si scatenasse la fine del mondo.

Quando il malcapitato fu pronto, desideroso unicamente di andarsene al più presto, Vincenzo lo afferrò scuotendolo e alitandogli in faccia:

“E allora?”

“La prego, signor Vincenzo” riuscì a farfugliare l’altro, “lei ha tutte le ragioni, ma non mi picchi, la prego. Non dovevo permettermi e non lo farò più.”

“E vorresti cavartela così?”

“Non so proprio come rimediare, mi creda. Sono pentitissimo.”

“Anche se ti ammazzo di botte, quello che hai fatto non si cancella.

Calmi e tranquilli nel mio letto… eh! Lo sapeva quella schifosa che fino a sera il posteggio abusivo non lo lascio mai.”

“Senta, signor Vincenzo. Lo so che la vita è dura là fuori.

Si offende se…”

Domenico aveva tirato fuori il portafogli su cui l’altro si avventò prosciugandolo di tutto il contante prima di restituirlo.

“E ora vattene e non farti più vedere!” decretò lasciandogli il passo libero verso l’uscita.

Angelina aveva smesso di frignare e aveva capito che la rabbia del consorte si era smorzata.

“Quanto ti sei fatto?” gli chiese accennando a quello che aveva appena sottratto all’amante.

“Non erano questi i conti che volevo fare… Comunque sono quasi 135.”

“Euro?”

“Euro.”

Il silenzio fra loro si può dire che si fosse fatto davvero d’oro. E fu lui a interromperlo:

“Angelì, come questo qua non ne conosci qualcun altro?”

Tiziana Valori