La guerra tra amici e nemici dei quattrozampe, dopo il giro di vite da parte del Comune di Alessandria, non si placa. C’è chi addita i proprietari degli animali di essere responsabili della sporcizia di parchi gioco e marciapiedi, dove i bambini, giocando, e i cittadini, camminando, finiscono spesso su qualche escremento. Ma gli accusati si difendono. Tra questi anche Paola Ferrari, dirigente politica di Demos-Democrazia Solidale, proprietaria di una femmina di pastore tedesco:«Paghiamo per pochi incivili. La maggior parte di noi pulisce dove il cane sporca. E al parco ci sono mozziconi di sigarette, carte e scarti di merendine che non sono nostre».
Chi conduce il cane al guinzaglio è spesso bersaglio di insulti o recriminazioni di passanti e residenti:«Passeggiando in qualsiasi area verde c’è sempre qualcuno che ti manda via – aggiunge Ferrari –. Cerco di rispettare le aree di gioco e di prendere il giro largo, ma l’invito è sempre quello di andar via. Il cane è concepito come elemento di disturbo e che sporca, ma invece accompagna l’uomo dalla notte dei tempi. Sono anche stata inseguita da persone che mi hanno ricordato di pulire, nel caso il cane avesse sporcato. Ripeto: c’è sempre un sentimento a metà tra il timore e la stizza quando ti vedono arrivare, e non capiscono che il cane è un compagno non un oggetto».
Ed ancora: «Purtroppo paghiamo il ritardo culturale e di cura dell’ambiente di pochi che ancora sono fissi su pratiche errate. C’è chi ha la tendenza di un tempo di far uscire il cane da solo, perché faccia un giretto. Ma oggi non si deve fare: è un pericolo per le persone e per le auto. E c’è anche chi non ha cura degli spazi pubblici: di norma si deve uscire con guinzaglio e sacchetto. I proprietari reclamano, però, anche strumenti in loro aiuto: servono più cestini perché non possiamo entrare in un bar o in un negozio con il sacchetto con gli escrementi del nostro cane in mano. Talvolta, siamo costretti a portarcelo a casa. Servono anche distributori di borsine per le strade: sono un incentivo all’utilizzo».
C’è poi il capitolo aree verdi e pulizia della città. Città e società sono cambiate: c’è meno campagna e ci sono più case e auto: «Servono più zone per i nostri animali. Occorre prendere atto che ad Alessandria ci sono molte famiglie che hanno un cane, che ha bisogno di correre. Se siamo costretti a utilizzare zone non idonee poi si accendono i contrasti, ma non è colpa nostra. I cittadini pagano le tasse anche per avere una città pulita. E se non lo è la colpa non è solo perchè c’è qualche proprietario di cane maleducato, ma piuttosto perché i servizi di pulizia e di garanzia del decoro non funzionano come dovrebbero! Ditemi: è forse colpa dei proprietari dei cani se continuano ad esistere micro discariche abusive dove viene addirittura abbandonato l’amianto che fa male alla salute? » .
Ad Alessandria, secondo Paola Ferrari, non c’è una popolazione di incivili, ma ci sono persone molto sensibili e rispettose dell’altro: non si può fare, insomma, di tutta l’erba un fascio.«Bisognerebbe– conclude – promuovere nelle scuole, programmi didattici e di educazione, sicuramente molto più utili e meno costosi della raccolta del dna dei cani per risalire a chi sporca».