Oltre la rete, la poesia italiana che si incontra oggi: Giancarlo Serafino

Il sasso nello stagno di AnGre

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OLTRE LA RETE: Giancarlo Serafino 

*

Testi tratti dalla raccolta Maestrale ed altri venti…

L’arrivo
.
Il treno non passa più, la curva è vuota
la stazioncina un puntello di gruviera,
sulla lavagna intarsia ombre la sera.
Arrivasti tu calpestando binari
sui mirti asciugasti una bandiera,
può darsi che cercavi qualcuno.
Chissà! E non c’era chi aspettavi.
.
Quest’anno non viene la primavera.
Le hanno strappato i lillà e calpestato anemoni.
Non viene. Lo dice pure il guardiano della
rosicata gruviera, e si che ne sa di stagioni!
Tu raccoglievi bacche di lentisco e radici di liquirizia
simboli di amicizia nella simbiosi mediterranea.
E ti hanno visto fare il verso agli uccelli e giocare
con una biscia, già da noi è perduta la sapienza
antica di gioire con la natura.
.
Quest’anno non viene la primavera.
Le hanno strappato i capelli…

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Romeo Raja, Prima ti bacio.

Il sasso nello stagno di AnGre

Dipinto di Gianni Gianasso opera di Gianni Gianasso, dal ciclo New Angels

Prima ti bacio.

La nostra guerra

ha un suono strano

sembra lontano

uomini così diversi da come sono

un sussurro dove invece ora è silenzio

come il nostro prima di una guerra

e di una poesia.

Siamo ancora così

una bomba è solamente quando esplode

dopopranzo

dopocena

inizio qui.

*

Romeo Raja

da Voci di cambiamento, AA.VV , pdf a cura de Il sasso nello stagno di AnGre scaricabile qui:

http://ilsassonellostagno.wordpress.com/2014/09/27/voci-di-cambiamento-autori-vari-voices-of-change-poetry-pdf/

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Un angelo tra poesia e arte

Il sasso nello stagno di AnGre

by Gianni Gianasso - crayons on board 50 × 35 cm - 2013   private collection - dal ciclo A 360 gradi opera by Gianni Gianasso (2013)
crayons on board 50 × 35 cm – private collection – dal ciclo ” to 360° ”

.

L’ANGELO NECESSARIO

lo sono l’Angelo della realtà,

intravisto un istante sulla soglia.

Non ho ala di cenere, né di oro stinto,

né tepore d’aureola mi riscalda.

Non mi seguono stelle in corteo,

in me racchiudo l’essere e il conoscere.

Sono uno come voi, e ciò che sono e so

per me come per voi è la stessa cosa.

Eppure, io sono l’Angelo necessario della terra,

poiché chi vede me vede di nuovo

la terra, libera dai ceppi della mente, dura,

caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto

monotono levarsi in liquide lentezze e affiorare

in sillabe d’acqua; come un significato

che si cerchi per ripetizioni, approssimando.

O forse io sono soltanto una figura a metà,

intravista un istante, un’invenzione della mente,

un’apparizione tanto lieve all’apparenza

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Paul Celan, due poesie: Corona e Dodici microliti

Il sasso nello stagno di AnGre

CORONA

Dalla mano l’autunno mi bruca la sua foglia: siamo amici.
Noi sgusciamo il tempo dalle noci e gli insegniamo a camminare:
il tempo ritorna nel guscio.

Nello specchio è domenica,
nel sogno si dorme,
la bocca parla vero.

Il mio occhio scende al sesso dell’amata:
noi ci guardiamo,
noi ci diciamo cose oscure,
noi ci amiamo come papavero e memoria,
noi dormiamo come vino nelle conchiglie,
come il mare nel raggio sanguigno della luna.

Noi stiamo alla finestra abbracciati, dalla strada ci guardano:
è tempo che si sappia!
È tempo che la pietra si degni di fiorire,
che all’affanno cresca un cuore che batte.
È tempo che sia tempo.
È tempo.

[Traduzione di  Stefanie Golisch]

*

DODICI MICROLITI

In ogni prima parola di una poesia si concentra la lingua intera.

Storia strana, la storia del nostro mondo: non tutta del mondo, non tutta nostra, non tutta storia; non…

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Versi, voci e parole di angeli

Il sasso nello stagno di AnGre

Wallace Stevens

Angel Surrounded by Paysans

lo sono l’Angelo della realtà,
intravisto un istante sulla soglia.
Non ho ala di cenere, né di oro stinto,
né tepore d’aureola mi riscalda.
Non mi seguono stelle in corteo,
in me racchiudo l’essere e il conoscere.
Sono uno come voi, e ciò che sono e so
per me come per voi è la stessa cosa.
Eppure, io sono l’Angelo necessario della terra,
poiché chi vede me vede di nuovo
la terra, libera dai ceppi della mente, dura,
caparbia, e chi ascolta me ne ascolta il canto
monotono levarsi in liquide lentezze e affiorare
in sillabe d’acqua; come un significato
che si cerchi per ripetizioni, approssimando.
O forse io sono soltanto una figura a metà,
intravista un istante, un’invenzione della mente,
un’apparizione tanto lieve all’apparenza
che basta ch’io volga le spalle,
ed eccomi presto, troppo presto, scomparso?
(tratto da M.Cacciari, L’angelo necessario, Adelphi)

§

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Rainer Maria Rilke, Sonetti ad Orfeo, XXIX

Il sasso nello stagno di AnGre

Rainer Maria Rilke, dai Sonetti ad Orfeo (Poesie 1907-1926, Einaudi, 2000)

XXIX

Tacito amico delle molte lontananze, senti
come lo spazio accresci ad ogni tuo respiro.
Con le fosche campane nella cella oscillando
rintocca anche tu. Ciò che ti consuma

diverrà forza grazie a questo cibo.
Tu entra ed esci dalla metamorfosi.
Qual è la tua esperienza che più duole?
Se t’è amaro il bere, fatti vino.

In questa notte in cui tutto trabocca
sii magica virtù all’incrocio dei tuoi sensi,
dei loro strani incontri sii tu il senso.

E se il mondo ti avrà dimenticato,
di’ alla terra immobile: Io scorro.
All’acqua rapida ripeti: Io sono.

*

Rainer Maria Rilke (Praga, 1875 – Montreux, 1926), poeta e scrittore austriaco di origine boema è considerato uno dei più importanti poeti di lingua tedesca del XX secolo. Autore di opere sia in prosa che in versi tra cui le Elegie duinesi

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Rainer Maria Rilke, Elegie duinesi tradotte da Chiara Adezati

Il sasso nello stagno di AnGre

Elegie duinesi di Rainer Maria Rilke tradotte da Chiara Adezati

da La dimora del tempo sospeso  (che si ringrazia):

Quaderni di Traduzioni“, XLV (clicca QUI e, quindi, su Duineser Elegien, 1923)

*

Elegie Duinesi. I

Chi, se pur gridassi, mi udrebbe dalle gerarchie
degli angeli? E se uno mi stringesse d’improvviso
al cuore, soccomberei per la sua più forte presenza.
Ché nulla è il bello, se non l’emergenza
del tremendo: che possiamo appena reggerlo ancora,
e lo ammiriamo tanto, perché rilasciato
non degna distruggerci. Ognuno degli angeli è tremendo.
E mi trattengo così, e inghiotto l’appello d’oscuri
singulti. Ah! Chi possiamo allora chiamare in aiuto?
Gli angeli no, gli uomini no, e i sagaci
animali già lo notano che non siamo troppo
affidabili a casa nel mondo già interpretato.
Ci resta forse un albero sul pendio, che ogni giorno
possiamo rivedere; ci resta la strada…

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AA.VV. Sulla riva del fiume

Il sasso nello stagno di AnGre

Arte poetica di Jorge Luis Borges

Guardare il fiume fatto di tempo e acqua
e ricordare che il tempo è un altro fiume,
sapere che ci perdiamo come il fiume
e che i visi passano come l’acqua.

Sentire che la veglia è un altro sonno
che sogna di non sognare e che la morte
che teme la nostra carne è quella morte
di ogni notte, che si chiama sonno.

(da Poesie 1923-1976, Rizzoli, trad. it. Livio B. Wilcock)

.

I fiumi  (1916) di Giuseppe Ungaretti 

Mi tengo a quest’albero mutilato
Abbandonato in questa dolina
Che ha il languore
Di un circo
Prima o dopo lo spettacolo
E guardo
Il passaggio quieto
Delle nuvole sulla luna

Stamani mi sono disteso
In un’urna d’acqua
E come una reliquia
Ho riposato

L’Isonzo scorrendo
Mi levigava
Come un suo sasso
Ho tirato su
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato
Come…

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L’angolo della Poesia

Napoli ieri oggi e domani

La casa dei
doganieri

Tu non ricordi la casa dei doganieri

sul rialzo a strapiombo sulla scogliera:

desolata t’attende dalla sera

in cui v’entrò lo sciame dei tuoi pensieri

e vi sostò irrequieto (1)

Libeccio sferza da anni le vecchie mura

e il suono del tuo riso non è più lieto: (2)

la bussola va impazzita all’avventura

e il calcolo dei dadi più non torna.

Tu non ricordi; altro tempo frastorna

la tua memoria; un filo s’addipana. (3)

Ne tengo ancora un capo; ma s’allontana

la casa e in cima al tetto la banderuola

affumicata gira senza pietà. (4)

Ne tengo un capo; ma tu resti sola

né qui respiri nell’oscurità. (5)

Oh l’orizzonte in fuga, dove s’accende

rara la luce della petroliera! (6)

Il varco è qui? (Ripullula il frangente

ancora sulla balza che scoscende…)

Tu non ricordi la casa di questa

mia sera. Ed io non so chi…

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Curiosando qui e là

Napoli ieri oggi e domani

Perché in
Italia per il cognome da dare ai figli si usa quello paterno.

In base al diritto romano, ai figli e alle figlie
veniva dato il cognome della famiglia paterna.

L’agnomen, il termine con il quale si definiva il nome
di una persona, era formato da tre componenti: Caio – prenomen – il nome proprio:
Giulio – il nome della gens – più ampia della famiglia: Cesare, – cognomen. A
questi si aggiungeva a volte un quarto termine, descrittivo della condizione
sociale.

Tutto ciò succedeva solo nelle famiglie patrizie. Nei
ceti popolari, fino alla fine del ‘600, il cognome era invece sostituito da
dizioni come “di Giuseppe”, oppure da soprannomi o da aggettivi legati al
mestiere svolto, o all’origine geografica.

Anche in questi casi però era sempre il nome paterno a
trasmettersi ai figli e alle figlie. Per permettere anche alle donne di
trasmettere il proprio cognome, in Italia…

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Monumenti di Napoli

Napoli ieri oggi e domani

In visita
alla città – itinerario n. 5

L’itinerario di oggi attraversa ambienti urbani molto
vari, nati o modificati in tempi diversi.

Si comincia da piazza Matteotti, nel cuore del rione
ristrutturato dal regime fascista e si prosegue dentro l’espansione medievale
del centro antico.

Poi, per via Mezzocannone, si arriva fino al corso
Umberto – l’arteria centrale del risanamento ottocentesco – e si finisce
all’incrocio fra via Porta di Massa e via Marina, dove le opere di
trasformazione sono tuttora in corso.

Lo sventramento del rione San Giuseppe, con la
creazione di piazza Matteotti e la nuova sistemazione del largo della Carità,
fu avviato negli anni Trenta, sulla base di progetti concepiti nell’ambito
delle bonifiche ottocentesche.

Interrotti con la guerra, i lavori di nuova
costruzione furono completati negli anni Cinquanta, con volumi e altezze degni
della speculazione edilizia dell’epoca laurina.

Si scende la scalinata che costeggia l’edificio della
Posta per…

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Locali storici e tipici napoletani

Napoli ieri oggi e domani

Fuso

Via San
Biagio dei Librai 22

Gioielli antichi e moderni, oltre che produzione
artigianale e compra vendita di ori e preziosi.

Tutto a conduzione familiare come dimostra anche la
“succursale” della ditta aperta a palazzo Carafa della Spina, al n. 47 di via
Benedetto Croce, e affidato nelle mani dell’ultima generazione.

Sergio Fuso, che conosce vita morte e miracoli delle
oreficerie sorte a ridosso del Banco dei Pegni e vi potrà raccontare storie
avvincenti di vecchie famiglie che hanno da tempo chiuso bottega, è un
appassionato di cultura locale, come prova la vetrina da lui dedicata alle
perecoglie, i gioielli napoletani dell’Ottocento: toppe e sciacquaglie, lacci
portaducati e borsette in argento e oro, brellocchi a smalto, orologi d’epoca
da tasca e da polso.

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La Festa del 4 Luglio negli Stati Uniti d’America

Napoli ieri oggi e domani

Il 4 luglio
gli Stati Uniti d’America festeggiano la loro indipendenza. Ma come nasce tutto
ciò.

La colonizzazione inglese delle coste atlantiche del
Nordamerica sorse per impulso di privati capitalisti o di profughi per motivi
religiosi, anziché dal governo britannico che, dalla Restaurazione in poi, mirò
a inquadrare le colonie in un organico sistema imperiale, basato sui principi
mercantilistici e quindi sulla subordinazione degli interessi degli agricoltori
americani a quelli industriali e commerciali degli inglesi.

Da ciò, il sorgere del malcontento delle colonie. Ogni
attrito tra le colonie e la madrepatria passò, però in seconda linea dinnanzi
alla necessità comune di combattere contro la Francia.

Scomparso il pericolo francese (pace di Parigi, 1763).
Iniziarono nuovi motivi di dissenso soprattutto a causa dei nuovi provvedimenti
finanziari che sollevarono una grave questione di principio. La situazione
precipitò allorché il governo inglese impose (1773) una tassa sul tè, la cui
importazione in America…

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L’angolo della Poesia

Napoli ieri oggi e domani

Ho sceso
milioni di scale

Ho sceso, dandoti il braccio, almeno un milione di
scale

e ora che non ci sei è il vuoto ad ogni gradino. (1)

Anche così è stato breve il nostro lungo viaggio.

Il mio dura tuttora, né più mi occorrono

le coincidenze, le prenotazioni,

le trappole, gli scorni di chi crede

che la realtà sia quella che si vede. (2)

Ho sceso milioni di scale dandoti il braccio

non già perché con quattr’occhi forse si vede di più.

Con te le ho scese perché sapevo che di noi due

le sole vere pupille, sebbene tanto offuscate,

erano le tue. (3)

Eugenio
Montale – da Satura

  1. Non si
    tratta, ovviamente, di appoggio materiale: il poeta vedeva nella moglie la
    confidente amorosa e comprensiva che gli rendeva meno difficoltoso il cammino
    della vita.
  2. Ormai il
    poeta, costretto a proseguire da solo, non vede le ragioni stesse della…

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Arte – Cultura – Personaggi

Napoli ieri oggi e domani

Salvatore
Quasimodo

Salvatore Quasimodo nacque a Modica (Ragusa) nel 1901.
Seguì studi tecnici a Palermo e Messina e poi al Politecnico di Roma,
coltivando anche da autodidatta lo studio del greco e del latino.

Interrotti gli studi a causa delle ristrettezze
economiche, fu costretto a cercar lavoro, ed accettò impieghi modesti, fino a
quando nel 1928 divenne funzionario del Genio Civile: per un decennio viaggiò
continuamente per l’Italia per motivi di lavoro, finché si stabilì
definitivamente a Milano, dopo aver abbandonato l’impiego nel 1938. Intanto
aveva pubblicato alcune raccolte di poesie che, in una redazione riveduta e
definitiva, furono successivamente riunite nel volume Ed è subito sera (1942).

Quasimodo aveva già chiaramente definito quella che è
stata detta poetica della parola: ogni poeta – dirà egli stesso – “si riconosce
non soltanto dalla sua voce ritmica o interna, ma soprattutto dal suo
linguaggio, da quel particolare vocabolario e da quella…

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Tecnica di coltivazione delle principali colture orticole – 1

Napoli ieri oggi e domani

Chenopodiacee

Famiglia che, seppure botanicamente importante, non
vanta similmente ad altre, un grande numero di ortaggi.

Bietola da coste – beta vulgaris var. cycla

Varietà: bieta a
costa argentata bionda di Lione, Bionda da taglio triestina, Verde liscia da
taglio,

Verde a costa larga argentata.

Clima e
terreno
: il clima temperato è quello più idoneo alla coltura
la quale, per altro, non rivela particolari esigenze climatiche. Temperature
primaverili piuttosto basse, possono portare a una formazione precoce del seme.
I terreni migliori sono quelli di medio impasto, freschi e profondi, irrigui,
ma senza ristagni d’acqua e con buona dotazione di sostanza organica.

Avvicendamento: si può
ritenere una coltura da rinnovo e, come tale, è adatta ad aprire una rotazione.

Consociazione: ben
s’associa a molti ortaggi e in particolare a cavoli, lattughe, cipolle, carote.

Semina: si può
effettuare in semenzaio a febbraio utilizzando il letto caldo per trapiantare
allorché le piantine…

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Curiosando qui e là

Napoli ieri oggi e domani

Come si
diventa ornitologo

Volatili che passione.

Non esistono corsi di laurea che diano un
riconoscimento ufficiale per la professione di ornitologo.

E’ utile, una laurea in scienze biologiche o in
scienze naturali, o ancora in veterinaria. In ogni caso però occorre coltivare
la materia per proprio conto.

Esistono periodi a tema, tra i quali la Rivista
Italiana di Ornitologia, fondata nel 1911, ed è utile prestare aiuto come
volontari in varie associazioni, per esempio Lipu (Lega Italiana Protezione
Uccelli) o Wwf, o frequentare i corsi istituiti di tanto in tanto presso i
Musei di Storia Naturale.

Anche per quanto riguarda la professione, non esiste
una specializzazione vera e propria. Può però occuparsi principalmente di
ornitologia chi lavora nei parchi naturali, e nelle riserve, o chi lavora
presso un museo, sia come conservatore, sia come tassidermista.

Più riconosciuto è invece l’inanellatore: applica alla
zampa degli uccelli un anello metallico, e…

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La favola del giorno

Napoli ieri oggi e domani

Il compagno
di viaggio – 5

Anche il suo compagno, fermo e con le mani giunte,
guardò al di là dei boschi e delle città, nel caldo splendore del sole. In quel
momento sentirono sopra di loro un suono di una dolcezza mirabile, e alzarono
il capo: un grande cigno bianco si librava nell’aria, bellissimo, e cantava
come essi non avevano mai sentito cantare nessun uccello, ma il canto si
affievolì sempre più, il bell’uccello chinò la testa e cadde lentamente ai loro
piedi, dove giacque senza vita.

  • Due ali così belle, – disse il compagno di Giovanni, –
    bianche e grandi come le ha questo uccello, valgono un bel po’; voglio
    prenderle con me! Hai visto che ho fatto bene a farmi dare una spada? – E con
    un colpo solo recise tutte e due le ali del cigno morto: quelle lì voleva
    tenersele lui.

Avanzarono poi per miglia…

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I social media

I social. Inizio da una frase di Umberto Eco: “I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. È l’invasione degli imbecilli”, considerazione che per gran parte condivido.

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Mi colpisce più che altro la cattiveria, l’ignoranza, la mancanza di rispetto, tutti che credono di essere esperti di tutto. Ieri ho parlato con una donna non più giovanissima, un’ex atleta. Pensavo fosse una persona di un certo livello, che si trattasse di una persona educata visto il livello elevato e invece delusione totale, è stata colei che mi ha insultato di più deridendo il mio titolo di studio (terza media, non mi vergogno di dirlo, non mi devo assolutamente vergognare).

Questo dimostra che un titolo di studio non fa la persona.. Poi mi ha detto: “Scrivi come un cane”.. Che delusione.. Ribadisco il mio concetto e cioè che il titolo di studio non denota maggiore intelligenza. Concludo con un triste primato che fa riflettere, nella classifica degli analfabeti noi italiani siamo quarti, primi in Europa purtroppo. Una guerra tra poveri voluta da chi ci giudica manipolabili.

C’è però anche da dire che social hanno anche i loro risvolti positivi… personalmente posso dire per mia esperienza, che ho trovato la donna della mia vita proprio tramite i social.

Momenti di poesia. FIN QUANDO GLI UOMINI, LE DONNE, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. FIN QUANDO GLI UOMINI, LE DONNE, di Vittorio Zingone

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FIN QUANDO GLI UOMINI, LE DONNE

Fin quando gli uomini, le donne
parleran lingue diverse,
si ciberan d’ideologie avvelenate d’egoismo,
non vorranno schiettamente ritrovarsi
per confrontare le rispettive visioni
di come dovrà andare il mondo più giusto,
più inclusivo di domani, di come collaborare,
condividere con la pluralità vitale,
non scomparirà la guerra, le liti dalla terra,
il sangue reale e quello virtuale
imbratterà il volto del pianeta vanamente intelligente,
le mani non si tenderanno sinceramente a stringersi,
il cuore non batterà all’unisono d’Amore,
le labbra non si schiuderanno con sincerità a salutare.

basta attenersi alla verità che c’è in noi,
basta accettare la verità, la sincerità come regola di vita;
basta uccider l’egoismo che c’è in noi;
basta fermarsi a discorrere con tutti,
basta abolir le lingue fondate sul sopruso,
crearne una nuova fondata sul vero, sul bello, la giustizia:
solo così le creature dell’intero mondo,
guardandosi negli occhi un bel mattino,
vicendevolmente si riconosceranno
come compagne d’un unico viaggio
– d’esilio esso o d’insperato premio sia –
alla ricerca dell’unico traguardo a noi possibile.

Momenti di poesia. Ancora, di Renato Papaccio

Momenti di poesia. Ancora, di Renato Papaccio

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Ancora

Ho voglia di te, sempre ogni momento
non so reprimere questo grande desiderio

Solo la tua fonte mi può dissetare il
nettare meraviglioso, acqua limpida , fresca

Forse ho sbagliato qualche volta
a non crederti

Sono cose che accadono
sono dettagli che vanno corretti,rivisti
da non ripetere più

L’amore è vita , ci appartiene ,può
sparire volutamente
Può presentarsi a te nuovamente

Senza negarlo devi solo accettare
specialmente quando ti appare
con il cuore in mano

Renato Papaccio

Solo tu mi fai battere il cuore

Solo tu mi fai battere il cuore

come un tamb12522972_10207350914403752_2088538100100811375_n.jpguro da cui nasce

una dolcissima melodia d’ amore .

Sei come un arcobaleno

che colora il mio cuore.

Mi fai sentire bene

Comein un paradiso

pieno di fiori e cuori.

Sugli alberi che crescono come frutti

il tuo viso amore

sembra un riflesso del sole

cosi’ lucente da abbagliare

i miei occhi mai stanchi di te

e felici per sempre di guardarti

come a guardare

un brillante prezioso…

HAIKU DEL MARE, di Silvia De Angelis

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FOSSILI
Densa risacca
andirivieni d’onde
fossili a spasso

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ONDE
Sommose d’onde
correnti frizzantine
denso turchino

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SPIAGGIA
Spiaggia rovente
nei costumi succinti
abbronzatura

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GABBIANO
Gabbiano in sosta
al di fuori dell’onda
mosso arenile

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IPPOCAMPO
Lieve andatura
ippocampo di mare
pinna caudale

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MEDUSE
Danza sinuosa
trasparenti meduse
fascino e plancton

@Silvia De Angelis

 

“Controlli della Questura nei locali alessandrini. Sanzioni ai circoli privati”

“Controlli della Questura nei locali alessandrini. Sanzioni ai circoli privati”

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Questura Alessandria: Il personale della Polizia Amministrativa della Questura di Alessandria impegnata regolarmente nei controlli dei locali alessandrini, che ha interessato dall’inizio dell’anno più di quaranta locali della Provincia, ha  contestato al presidente dell’Associazione Sportiva Dilettantistica relativa al gioco del rugby il divieto di somministrare bevande a persone non munite di tessera di affiliazione alla associazione (Da 2.500 euro a 12.000 euro) per cui è ammesso il pagamento in misura ridotta con effetto liberatorio della somma di € 4000 entro il termine di 60 giorni dalla notifica della sanzione.

Al momento del controllo alcuni avventori, sprovvisti di tessera di affiliazione, si trovavano all’interno della struttura mentre consumavano bevande.

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Momenti di poesia. SUPPLICA, Poetica-Mente di Daniele Cerva

Momenti di poesia. SUPPLICA, di Poetica-Mente di Daniele Cerva

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SUPPLICA

Resta
non andare
Apriti a me
Suggella
con respiro gentile
ogni parola
che sgorga innocente
dal mio dentro
Falla vera
feroce
sentita
Dalle voce
trasformala
in immagine viva
fatta d’emozione
Resta
non andare
almeno tu
non mi lasciare
dolce Poesia
ultimo appiglio
del mio inutile esistere

04 luglio 2019
© Daniele Cerva
Tutti i diritti riservat

Jovanet d’estate

Ovada: Dal 19 Giugno Jov@Net passa all’orario estivo.
Arriva l’estate anche al servizio Jov@Net e, come ogni anno, per venire incontro alle esigenze dei ragazzi e delle famiglie, si passa all’orario estivo che prevede l’apertura al mattino dal mercoledì al venerdì.

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Il centro aggregativo Jov@Net, sito in via Sant’Antonio 22, è un luogo aperto a tutti i ragazzi dagli 11 ai 19 anni delle scuole medie e superiori dell’ovadese che possono iscriversi gratuitamente.

Gli educatori del servizio forniranno come sempre il loro supporto nello svolgimento dei compiti delle vacanze delle scuole medie e nella preparazione allo studio dei recuperi scolastici oltre alle consuete attività ricreative e laboratoriali.

E’ inoltre possibile utilizzare i locali per i ragazzi delle scuole superiori come spazio di ritrovo per gruppi di studio grazie anche all’ausilio di tre postazioni pc e di connessione internet WiFi. Continua a leggere “Jovanet d’estate”

Avengers Infinity war e Avengers Endgame

Ali di pergamena

Ed ecco che gli avengers si e ci riuniscono, cari lettori!
Qualche tempo fa avevo pubblicato questo articolo con una serie di mini-recensioni da opinionista svogliata su alcuni film Marvel prima di “Avengers Infinity war”. Quell’articolo includeva i film: Ant-man, Doctor strange, guardiani della galassia 2, Spiderman homecoming e Black panther.

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Racconti: Un giorno d’autunno, di Vittorio Zingone

Racconti: Un giorno d’autunno, di Vittorio Zingone

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Un giorno d’autunno, mentre, in un giorno di vento con una sottile pioggerellina, stando in equilibrio instabile, lasciavo cadere le olive sul tendone, un mio vicino di casa mi osservava…

Quando terminai di raccogliere l’ultima pianta, tornai a casa. Il vicino che era ancora li’ ad osservare, quando giunsi a portata di voce, disse: – in questo mondo c’è chi parla e c’è chi fa. Lapidario.

A me vennero in memoria gli antichi Romani che affermavano: – Verba volant, scripta manent. E lo considerai un saggio discendente di quei grandi nostri antenati il mio semplice vicino di casa. Quell’episodio di più di una ventina di anni fa non lo dimenticherò mai.

Un abbraccio d’augurio di una splendida giornata a coloro che leggeranno questi miei pensieri.

foto: Wikipedia

Momenti di poesia. Correvano le nubi, di Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Correvano le nubi, di Vittorio Zingone

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Correvano le nubi

Correvano le nubi
In alto mare,
Le onde s’inseguivano fra loro,
I gabbiani planavan sulla riva
A riposar le loro stanche ali.

Scriveva un lampo
Come su lavagne
Un’antichissima storia di paura
Per la creatura che teme i cataclismi.

Ma dopo uno scroscio
Di pioggia violentissima
Apparve sul lisciume delle nuvole
Una provvidenziale iride.

Il vento che soffiava con gran furia
Sfrangiava l’ammasso
Di perigliose nuvole
E poi le disperdeva nell’azzurro
Dove in pochi istanti dileguavano.

Momenti di poesia. Suon di SILENO, di Franca Colozzo

Momenti di poesia. Suon di SILENO, di Franca Colozzo

Mascherone etrusco raffigurante il dio della mitología greca SILENO, (da un mio vecchio disegno) – Tecnica matite colorante. “SILENUS Etruscan mask” from an old drawing of mine – Colored pencils technique.

https://www.larecherche.it/testo.asp?Tabella=Poesia&Id=54003

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Suon di SILENO

Gronda dall’alto il silenzio,
tagliente come vetro,
scivola sulle pareti.
S’arrende ogni rumore
all’aria: tra canne al vento
vibra suon di Sileno.

Sento l’eco dei passi
nella mente mia
e di grida festose
or ch’ogni parola
sospesa nel limbo
è del pensiero.

La notte tutto trascolora
e voce sorda
fluido suono d’onde
tra conchiglie disperde,
mentre s’alza marea
fresca di brezza.
Continua a leggere “Momenti di poesia. Suon di SILENO, di Franca Colozzo”

Siamo animali, amici e fratelli di cammino non dimentichiamolo, di Giovanna Mulas

Siamo animali, amici e fratelli di cammino non dimentichiamolo, di Giovanna Mulas

Ragionavo con una Cara Persona, un fratello di anima. Esistono verità relative amici miei, ognuno di noi in fondo ne ha una e ben venga comunque la diversità quando costruttiva; solo tramite l’interazione costante, il confronto -meglio ancora se di culture, Paesi diversi- si riesce a crescere.

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Sovente la dottrina, UNA dottrina, c’impalla la testa, e qui non m’importa quanto abbiamo studiato, dove e come; risaputo che è proprio tra gli ignoranti (e in fondo tutti lo siamo) che si cela la saggezza. In realtà vita ed esperienza mi hanno insegnato che tutto è molto più semplice; ma occorre sentire, più che vedere. Pure è necessario non perdersi nell’azione pronta, la senza riflessione, ché l’istinto puro, sappiamo, fa la bestia, non l’uomo.

La verità ci rende liberi, si. Ma qual è, la verità? Ed esiste, UNA verità?.

Verità provata, ad esempio, è che l’acqua bolle al raggiungere i cento gradi.

Pure, è provato scientificamente che l’acqua in montagna bolle prima che in pianura; La scienza spiega che più si è vicini al livello del mare e più la pressione dell’atmosfera è elevata. In montagna più si sale di quota, minore è la pressione atmosferica.

Un liquido va in ebollizione quando la sua pressione interna diventa uguale a quella dell’atmosfera. In montagna, invece, poniamo di essere a 3000 metri d’altezza, la pressione atmosferica è minore che a livello del mare. Perciò la pressione interna dell’acqua (che non cambia tra mare e montagna) diventerà uguale a quella atmosferica in meno tempo. Ergo l’acqua comincerà a bollire alla temperatura di 70°C circa, anziché ai 100 °C che servono sul mare. Continua a leggere “Siamo animali, amici e fratelli di cammino non dimentichiamolo, di Giovanna Mulas”

La vita Silente, di Sisti Luisa

La vita Silente, di Sisti Luisa

È in via di pubblicazione la seconda e ultima parte della storia appassionata di Guido e Laura! Chi avesse perso la ‘prima puntata’ può richiedere a luisa.sisti@hotmail.it o via w.app una copia autografata de “La vita silente” scontata del 40% (9€) da portare sotto l’ombrellone…

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Roma, 1963. Laura Savini è una giovane giornalista ambiziosa e sognatrice che scrive per l’inserto culturale del settimanale “Roma Oggi”. Guido Vivanti è un maturo e all’apparenza gelido professore di filologia romanza dell’Università di Roma incatenato da anni in un matrimonio senza amore.

Durante un’intervista, tra i due nasce un’istintiva attrazione mascherata da amicizia, che si muove tra frustrazioni e desideri irrisolti. Anche perché dietro la fredda apparenza di Guido si nasconde il poeta Jaufre d’Aquitaine.

“La vita silente” è il racconto intenso di una grande passione attraverso gli occhi di una donna desiderosa di sentimenti travolgenti e la scoperta delle emozioni in un uomo complesso, da sempre alla ricerca di un senso poetico della vita.

https://www.amazon.it

ASTRATTISMO GEOMETRICO SPAZIALE a Palazzo Cuttica, di Lia Tommi

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

ASTRATTISMO GEOMETRICO SPAZIALE
4 lug – 4 ago

Dal 4 luglio 2019 al 4 agosto 2019 si svolgerà al Palazzo Cuttica di Alessandria la mostra personale del Maestro Antonio Saporito: ASTRATTISMO GEOMETRICO SPAZIALE.

Una grande emozione per la città di Alessandria e per tutti coloro che hanno avuto il privilegio di assistere lo scorso anno, all’inaugurazione dell’installazione della scultura spazialista “Il Pianeta Marte” posta vicino al Ponte Meier ad Alessandria.
Curata dall’ Azienda Speciale Multiservizi Costruire Insieme, con il patrocinio della Fondazione Cassa di Risparmio di Alessandria e della Città di Alessandria, questa importante mostra personale presenterà alla città di Alessandria alcune tra le opere più significative dell’ ultimo periodo della carriera artistica di Antonio Saporito.

La mostra sarà aperta al pubblico il Sabato e la Domenica, dalle 15 alle 19 e l’inaugurazione, che avverrà alle ore 18 del 4 luglio, vedrà la partecipazione delle autorità locali e del critico…

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Vorrei essere creta…

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Vorrei essere creta

tra le tue mani

e con le dita vellutate

mi fai il cuore

e costruisci l’ amore…

Modelli il mio viso

e scorgi il mio sorriso…

I miei occhi di creta lucenti

fanno breccia tra i tuoi

sentimenti…

Grazie amore mio

il mio cuore è tra le tue mani

e lo conservi tra le ali

dell’amore…

 

“Io sono una scatola – emozioni d’artista” , di Lia Tommi

“IO SONO UNA SCATOLA” IN MOSTRA A ROMAGNANO SESIA
Presenti numerosi gli artisti del Monferrato

ROMAGNANO SESIA  La rassegna “Io sono una scatola – emozioni d’ artista” approda al Museo Storico Etnografico di Villa Caccia in Romagnano Sesia ed inaugura sabato 6 luglio alle ore 17. E’ questa la terza mostra, dopo Novara e Oleggio.
La rassegna, curata da Ambre Italia Group e presentata dalla critica Federica Mingozzi, propone in Villa Caccia le opere di 23 artisti di linguaggi e stili diversi che si cimentano con una superficie modulata, quella di una scatola da montare, che diventa lo spazio su cui dipingere le proprie emozioni.
Questi gli artisti invitati alla rassegna: : Paola Casulli – Marcello Ceotto – Eugenio Cerrato – Silvia Cozzolino – Nadia Crosignani –Daniela Deregibus – Albina Dealessi – Anna Galli – Michelle Hold – Renato Luparia – Leonardo Ippolito – Cate Maggia – Silvana Marra – Aldo C. Medorini – Francesca Minico – Edi Nugo – Barbara Pareti – Walter Passarella – Nadia Presotto – Anna Maria Raimo – Paca Ronco – Alex Sala – Bona Tolotti.
La mostra è visitabile fino al 28 luglio 2019 il sabato dalle ore 16 alle ore 18.30 e la domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 19.
Informazioni utili: Museo Storico Etnografico Villa Caccia – Viale Antonelli 1 – Romagnano Sesia.

AraFashion: un evento di RP Event, di Lia Tommi

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Casalnoceto: venerdì 5 luglio è “AraFashion in casa Massa Saluzzo”.

Iniziativa organizzata da RP Event e dal circolo Aramali. Sfilano gli abiti di Nada Nuovo. Cena sotto le stelle a favore del comitato tortonese della Croce Rossa

Venerdì 5 luglio ritorna, per il quarto anno, quello che è divenuto un tradizionale appuntamento estivo a Casalnoceto, suggestivo paese della provincia di Alessandria.
AraFashion è l’evento organizzato dall’agenzia alessandrina RP Event di Roberta Pelizer con la direzione artistica di Fabrizio Capra e il prezioso supporto del Circolo Aramali.

Quest’anno la manifestazione cambia sede, non più nella piazza che ha ospitato le prime edizioni ma nella prospiciente casa dei Massa Saluzzo (piazza Martiri della Libertà 14 – ingresso libero).
L’evento avrà inizio alle ore 20 con la Cena sotto le stelle (costo 20,00 euro) il cui ricavato verrà devoluto al Comitato di Tortona della Croce Rossa Italiana.
Dalle 21, 45 avrà inizio il…

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Notte bianca di Casale : musei aperti , di Lia Tommi

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Notte Bianca: i musei aperti

Sabato 6 luglio, in occasione della Notte Bianca, ci saranno diverse opportunità di visitare i musei cittadini.
Il Museo Civico e la Gipsoteca Bistolfi saranno aperti dalle 21 alle 24 gratuitamente. Alle 21,30 si terrà una visita guidata alla mostra “Angelo Morbelli pittore del Monferrato” a cura della Cooperativa Solidarietà e Lavoro, gestore dei servizi museali.
La Sinagoga proporrà l’apertura gratuita dalle 22,30 alle 24,00 con visite guidate; sempre all’interno del complesso ebraico si terranno visite gratuite alla mostra di Marco Porta “19 Maggio 2019 – Le ultime opere di Marco Porta”, la cui chiusura è prorogata al 7 luglio.
I Sottotetti della Cattedrale apriranno in occasione della mostra “L’immagine del sacro”, con ingresso a offerta minima di 2 €.

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Mostra “AL FEMMINILE ” in Cittadella, di Lia Tommi

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

MOSTRA IN CITTADELLA

Alessandria: L’artista statunitense Louise Bougeois, di origine francese, nel 1993 scriveva parlando del suo passato artistico “Avevo la sensazione che la scena artistica appartenesse agli uomini e che io … ne invadessi il terreno. Perciò il mio lavoro era fatto ma tenuto nascosto. Ero più a mio agio tenerlo nascosto”.

Il tempo però ha cambiato le cose e le risapute differenze tra l’universo femminile e quello maschile sono state un arricchimento per l’arte.

Partendo proprio da questi concetti alla Cittadella di Alessandria presso la sede in uso al FAI le Associazioni MAC Monferrato Arte e Cultura di Montemagno(At) e Libera mente di Alessandria allestiranno la mostra “AL FEMMINILE” che prevede l’esposizione di opere pittoriche, fotografiche e scultoree di artisti e artiste del territorio monferrino; le proposte rappresentano generi e contenuti diversi strettamente legati alle caratteristiche dei singoli.

L’inaugurazione della mostra avverrà il 06 luglio alle ore 16,00…

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Revocato il licenziamento del sindacalista, di Lia Tommi

Outlet di Serravalle Scrivia

Ritirato il licenziamento. Può tornare al lavoro Alexander Delnevo, il delegato sindacale dell’Outlet di Serravalle Scrivia (Alessandria) e dipendente della Lardini, nota casa di alta sartoria, che era stato messo alla porta nei giorni scorsi con motivi che sembravano pretestuosi (qui la vicenda ricostruita da Rassegna). “La ritrovata strada del dialogo e del buon senso ha consentito al lavoratore, dopo due anni di impegno sindacale, di riprendere regolarmente la sua attività lavorativa”. A darne notizia è il segretario della Filcams Cgil di Alessandria Fabio Favola.

“A seguito della repentina mobilitazione sindacale e con l’intervento diretto della proprietà – precisa l’esponente della Filcams – oggi si è determinata la conclusione di questa spiacevole vicenda. La decisione di ritirare il licenziamento non è solo giusta, ma evidenzia anche l’attenzione a salvaguardare un sistema di relazioni sindacali da tempo consolidato in azienda e che, nel reciproco riconoscimento, riteniamo un valore”.

“Non possiamo che esprimere soddisfazione – prosegue la nota – per avere concluso questa vicenda facendo prevalere il senso di responsabilità da parte di tutti, nel rispetto dello Statuto dei lavoratori e dei princìpi che regolano l’esercizio delle libertà sindacali e di un corretto svolgimento del rapporto di lavoro. È anche il modo migliore per valorizzare una realtà imprenditoriale solida e di prestigio, che con l’impegno e il lavoro quotidiano di centinaia di lavoratrici e lavoratori consolida i successi della manifattura tessile del made in Italy nel mondo”.

Racconti: PER CHI DECIDE DI AVERNE AVUTO ABBASTANZA, di Gregorio Asero

Racconti: PER CHI DECIDE DI AVERNE AVUTO ABBASTANZA, di Gregorio Asero

Gregorio Asero

PER CHI DECIDE DI AVERNE AVUTO ABBASTANZA

Quando un essere umano decide che la sua corsa è finita, io penso che non faccia neanche in tempo a dire: muoio.
Forse il mondo, la solita vita o la solita situazione, agli occhi di chi decide di averne avuto abbastanza, appaiono diversi, inutili.
È vero sono sicuramente depressi e forse non sanno neanche se riusciranno a morire, e questo, penso, aumenta il loro dramma.
Chi si suicida ama la solitudine e se decide di togliersi la vita, evidentemente non gliene importa niente.
Vanno a morire con le mani in tasca e forse anche fischiettando.
Prima che un aspirante suicida decida di compiere un gesto senza ritorno, e lo sente che il giorno si avvicina inesorabile, ci lascia sempre qualche messaggio scritto o d’azione, che poi, a noi sembrano aghi infilati nella carne e suonano come rimprovero, come accusa.
Certo che chi resta si consola pensando che il suo cervello sia voltato sulla luna e che, in fondo in fondo, non era tanto a posto, così ci si lava la coscienza.
Non è così! Certo i benpensanti non possono che considerare matto colui che valuta di aver vissuto abbastanza.
“Sicuramente è matto colui che compie un gesto simile”, si sbracciano a urlare i forti, i maci, gli audaci, i coraggiosi.
E la chiesa che fa? Peggio ancora di tutti, ricorda che uccidersi è peccato, invece di scavare nei motivi di tale gesto.
Non penso che chi suicida sia diventato matto e non penso neanche che sia un vigliacco.
Non credo che non capisca il grande gesto che sta compiendo. Bisogna avere il coraggio di rispettare e anche “onorare” chi un giorno ha deciso, con grande dignità, di aver vissuto abbastanza e si rifiuta di vivere di illusioni.
I suicidi, sicuramente, a mio parere, hanno un posto importante, ad accomodarsi a fianco al creatore. Per chi ci crede ovviamente.

da “PENSIERI SOSPESI ”
di Gregorio Asero
copyright legge 22 aprile 1941 n. 633

Una storia di vita e di coraggio, quella di Zoe Rondini, nata viva

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Ci sono racconti, talvolta, che hanno una propria vita e il compito dei moderni cantastorie è solo quello di prestare la propria voce o la propria penna.

Storie che hanno urgenza di essere raccontate, di imprimersi e di sopravvivere allo scorrere del tempo, come quella di Zoe Rondini, che racconterò oggi : la storia appassionata e antipedagogica di una bambina e, poi, di una ragazza che, tra luci e tenebre, ha saputo lottare per raggiungere e conquistare quella serenità che tutti bramiamo.

Zoe non respirava quando è nata. Ha cominciato a farlo dopo cinque, lunghissimi minuti. Cinque minuti che hanno segnato la sua vita per sempre. L’asfissia le ha procurato delle lesioni al sistema nervoso, per cui non cammina bene, non parla bene, non si muove bene.

Eppure è viva ed esige di vivere.  Zoe esige di avere un’esistenza come tutti gli altri, perché si rende conto che i limiti non risiedono nella sua disabilità.

Come non si è arresa in quei primi 5 minuti, decide di non farlo per il resto della sua vita e trasforma la sua esperienza in una storia, che ha raccontato nel libro autobiografico “Nata viva” (edito dalla Società Editrice Dante Alighieri,  novembre 2015) e nell’omonimo cortometraggio (regia di Lucia Pappalardo, realizzato dell’associazione nazionale  Filmaker e Videomaker Italiani ), vincitore del premio L’anello debole, al Festival di Capodarco nel 2016. Continua a leggere “Una storia di vita e di coraggio, quella di Zoe Rondini, nata viva”

Ma che bel Castello, di Lia Tommi

Ma Che Bel Castello

Domenica 7 luglio, ore 21

PARCO Castello NOVI
via castello, 15067 Novi Ligure

Nel naturale scenario del Parco Castello di Novi un salto nella storia con una rievocazione medioevale fatta di cavalieri, cortigiani e damigelle in costume. Ambientazioni speciali con accampamenti, botteghe e campi di combattimento per duelli, tiro con l’arco e dimostrazioni di utilizzo della catapulta. Giochi d’epoca per piccoli rendono anche gli ospiti più giovani partecipanti divertiti . Cena medioevale dalla più frugale a quella riservata ai rappresentanti nobili in un ambiente agreste concedono pranzi, cene e merende a basso conto alietati dagli spettacoli del fuoco.

Organizzato dalla Pro loco di Novi Ligure in collaborazione con i Fratelli d’armi.