TECHETECHETÉ, di vittoriano borrelli

È inutile nascondercelo: siamo più proiettati al passato che al futuro. Ci piace vivere di ricordi, essere nostalgici di un tempo che pensiamo sia stato bello anche se l’abbiamo vissuto con turbolenza e con qualche dispiacere. Una sorta di autodifesa che ci spinge a selezionare soltanto i momenti più belli della nostra vita.

TECHETECHETE

Ecco perché programmi televisivi come il Techetechetè, ma ancor prima come Ieri e Oggi, hanno un successo straordinario ed attirano una platea di proseliti sempre più folta ed appassionata. Il bianco e nero prevale sul colore, le sfumature di grigio su quelle sgargianti di un bel panorama in… diretta.

Quando sfogliamo un album di fotografie lo facciamo quasi sempre col sorriso sulle labbra o con una punta di commozione nel rivedere immagini e persone che non ci sono più ma che sono state a noi care e che ci teniamo a custodirle con cura.

Si stava meglio quando si stava peggio”, recita un vecchio proverbio, un adagio iterativo che svela il senso (o il mistero) della vita: le cose belle sono a portata di mano, davanti ai nostri occhi ma le apprezzeremo e ce le ricorderemo solo tra qualche tempo. 

C’è comunque un momento in cui bisogna fermarsi a riflettere, voltarsi indietro prima di riprendere il cammino. Accade con il Techetechetè televisivo o con altri fermo immagine di quest’estate rovente in attesa di tornare a settembre.

Un lungo preambolo per annunciare il ritorno di BlogRetro, i migliori post che i lettori potranno rileggere fino al prossimo Agosto.

A tutti voi una buona estate, ovunque voi siate, e una buona rilettura delle parole del mio tempo.

Vittoriano Borrelli

http://feeds.feedburner.com/VittorianoBorrelliLeParoleDelMioTempo