“Salvini ha una doppia morale”. Una riflessione di Paola Ferrari (Demos) dopo il comizio di ieri sera a Fubine

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“Ieri sera Matteo Salvini è intervenuto alla festa della Lega di Fubine (Al), il Comune nel quale vivo, per cui mi sento legittimata ad una riflessione. Ancora una volta ha alzato il tiro contro le ong e i magistrati. E dopo la sentenza di Agrigento che ha liberato Carola Rackete, ha invocato una nuova riforma della Giustizia”. È questo l’incipit di Paola Ferrari, rappresentante di Demos – Democrazia Solidale in provincia di Alessandria.

“Quella che vuole Salvini non è una riforma, ma uno stravolgimento dei principi fondamentali dell’ordinamento costituzionale. E una riforma così come lui auspica non può esistere – spiega Ferrari -. Salvini ha tutti i titoli per poter criticare una decisione della magistratura, ma deve spiegare perché è sbagliata e ancora non abbiamo sentito una sola valutazione sul perché quella decisione sarebbe errata. Trovo strano che sino a qualche giorno fa il magistrato politicizzato era il procuratore di Agrigento e ora il nemico sia diventato il giudice. Se il ministro ha in mente un sistema in cui il giudice decide secondo le aspettative della maggioranza, questo è impensabile in una Repubblica democratica come la nostra, dove fortunatamente è ben sancita la separazione dei poteri”.

Ed ancora: “Non facciamo piombare di nuovo questo Paese negli scontri tra procure, pm, giudici e politica. Diciamo solo a Salvini che la sua doppia morale è una vergogna civile, e che manganellare via web gli avversari quando fa comodo non è politica, ma barbarie. Parlavano di onestà, dovrebbero scoprire la civiltà. Con i loro avversari sono violenti, con i loro che commettono reati sono silenziosi. Al partito di Salvini è stato concesso dalla Procura di restituire ai cittadini italiani i famosi 48,9 milioni di contributi pubblici in comode rate in un tempo di 76 anni. Eppure ci sono stati numerosi imprenditori che si sono suicidati proprio perché nessuno è venuto loro incontro per agevolarli nei piani di rientro, proprio quegli imprenditori che nelle campagne elettorali la Lega ha sempre strumentalizzato. Come si vede, Salvini ha una doppia morale”.

“C’è poi un ulteriore aspetto da chiarire – conclude Ferrari -. Ieri sera Fubine era blindata: uno spiegamento di forze dell’ordine mai visto in una località dove a malapena riescono a garantire un minimo livello di sicurezza i pochi Carabinieri della locale stazione. Da quando Salvini è ministro dell’Interno non si è mai riusciti a chiarire il confine tra il suo ruolo istituzionale e quello prettamente politico di responsabile di partito. È giusto che vengano spese tutte queste risorse pubbliche per fini che non sono strettamente istituzionali? Una piccola ombra da chiarire c’è, anche alla luce delle recenti dichiarazioni del segretario nazionale del sindacato di Polizia Silp Cgil Daniele Tissone in audizione alla Camera. Questo peggiorato clima di relazioni sociali, che vede nella sola repressione di condotte  ritenute  devianti  o  comunque  difformi  ed  in  contrasto  con  il  pensiero  e  i desiderata di chi governa, rischia di portare alla strumentalizzazione proprio delle forze dell’ordine, viste come braccio armato e violento dell’esecutivo del momento, quasi a voler far tornare  indietro le lancette della storia. Stiamo assistendo allo snaturamento della funzione democratica di tutela di tutte le persone e della civile convivenza”.