Scegliere di non volersi bene… scegliere di non vivere.

b9g1 Pensieri, ricordi ,emozioni ....

Quattro anni fa, a Montreal,un giorno come oggi, il 24 settembre , Isabelle Fortier, in arte Nelly Arcan, si toglieva la vita, mantenendo fede, anche se qualche anno in ritardo ad una promessa che si era fatta quando, a 15 anni aveva deciso di vivere solo fino a trent’anni .Poi decise di non volersi bene, forse inconsciamente, forse perchè troppo sensibile in un mondo tanto bieco e difficile. Lei era bellissima, di grande fascino e di brillante intelligenza, eppure scelse di vivere facendo la escort, lei, senza ipocrisia si definiva puttana, e di raccontare questa sua eperienza in romanzi che andarono per tutto il mondo col titolo Putain. Poi scrisse un libro Folle ,uscito anche in Italia in questi giorni da Gremese, in cui racconta la sua parabola tremenda, la sua vita sprecata nello schifo che aveva scelto. Tremila uomini a letto, sette, otto ore di lavoro ogni sera tra…

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La tecnologia che mi piace…

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Avanti a tutta tecnologia, avanti a tutto digitale, avanti a realtà virtuale, avanti di corsa, sempre più di corsa, il tempo è denaro,il denaro ,sempre più denaro è il fine di tutto questo percorso, che coinvolge ormai la vita di tutti noi. Per chi è nato in questa epoca credo che difficilmente qualche scoperta farà rimanere a bocca aperta qualcuno,tranne forse la scoperta dell’immortalità. Per chi, come me, ascoltava da bambina la radio a galena, passato ormai il periodo dello stupore , è subentrato quel sentimento che si chiama noia. Strano, vi chiederete, perchè noia in questo mondo cosi rapido, così continuamente nuovo? Si, noia,perchè per ottenere tutto questo basta la connessione, ossia una sedia , una postazione PC, un collegamento Internet, il più veloce possibile,aggiungiamo uno smartPhone ed il gioco è pronto. Qualche clic sui tasti del computer oppure leggeri sfioramenti allo schermo del PC o del telefono per…

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Tu sei con me…

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Soltanto il mio cuore, la mia mente sa  quanto sei entrato nella mia vita, certamente non lo sai tu e se lo sai non cambia nulla. Chiudere le porte  non cambia niente.  Entrare od allontanarsi da una mente non è come tenere  per mano una mano oppure lasciarla andare. Molli la presa , ma un pensiero non cade nel vuoto, anzi il cuore si prodiga per afferrarlo e proteggerlo nel suo calore.. Un pensiero  è la forma più grande di possesso, ti ho con me quando lo desidero, quando ti voglio e tu non puoi, e non potrai  lasciarmi mai, tu sei la mia eternità…

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Le Nonne aspettano anche quando non sanno di farlo…5 minuti, un sorriso sono un regalo per lei e per voi.

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Il mondo di Rosa, che non ricorda niente
Ha visto due guerre mondiali, fatto tre figli, lavorato come cucitrice. Ma tutte queste cose Rosa, malata di Alzheimer, non le ricorda. Eppure un lampo le attraversa lo sguardo, quando a trovarla arriva il nipote. Un racconto tratto da Futura
di Jacopo Storni

Il mondo di Rosa, che non ricorda niente

Illustrazione di Michela Fabbri

Che vive a fare Rosa?

Rosa non sente, Rosa non ricorda, Rosa non connette.

Alzheimer, la chiamano così, questa malattia che divora i nostri anziani.

Rosa è mia nonna.
Rosa non lo sa, non sa di avere l’Alzheimer. Rosa non sa più niente.
Neppure di se stessa. Neppure dei suoi familiari.
Riconosce solo qualcuno.
Forse non riconosce neppure me.

Non ho mai voglia di andare a trovarla.
Gli altri nipoti non ci vanno mai.
Che ci vado a fare?

M’invento scuse per rimandare la visita.
Oggi no…

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Gauguin mon amour!!

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Oggi mi voglio abbellire questa casa virtuale con alcuni dipinti di fiori di Paul Gauguin, dipinti  particolari, se confrontati con quelli dei contemporanei, rigorosamente impressionisti. Come saprete Gauguin è stato uno dei pittori più famosi di quest’epoca, ma il suo carattere volubile non gli permise mai di omologarsi nè ad alcuno dei grandi artisti, nè agli stili del periodo, né  per tavolozza , nè per tocco del pennello. La sua pittura rimane unica, chiara, limpida ed espressiva, anche se fatta di pochi tratti, ma di un effetto bellissimo- Ora li appendo per potermeli ammirare ogni volta che ne avrò desiderio.

 


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Momenti di poesia. QUANDO IL SILENZIO INVADE, di Giovanni Roberto Busembai

Momenti di poesia. QUANDO IL SILENZIO INVADE, di Giovanni Roberto Busembai

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QUANDO IL SILENZIO INVADE

Quando il silenzio invade
oltre il mare calmo,
allora io mi perdo
come un bambino errante,
corro nei miei sogni
e nelle mie chimere,
navigo notti intere
tra stelle e nebulose,
e penso d’essere farfalla
dalle fragili ali colorate,
che posa lo sguardo al bello
e con timidezza pura,
delicatamente,
vi si va a posare.
Quando il silenzio invade
oltre non c’è più niente
e ricomincio a volare.

Roberto Busembai (errebi)

Momenti di poesia. HA UN NOME, MALINCONIA, di Giovanni Roberto Busembai

Momenti di poesia. HA UN NOME, MALINCONIA, di Giovanni Roberto Busembai

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HA UN NOME, MALINCONIA

Ha un nome
che non mi piace affatto,
malinconia
si dice tutto ciò che è perso,
ma non ci credo
è solo congettura,
io vedo ancora
sopra un muro nuovo
la mia snella figura,
che importa il diverso
aspetto esteriore,
del resto non sono
mai stato un attore,
ma ballerino dentro
e comico pure
lo sarò sempre,
e sopra il muro
vivrà costantemente
la mia e la tua ombra
in un danzare eternamente.
Ha un nome,
libertà nel cuore
e pure tanto amore
di se stessi
e della vita tutta,
soprattutto insieme.

Roberto Busembai (errebi)

Racconti: AL MIO DIARIO, di Giovanni Roberto Busembai

Racconti: AL MIO DIARIO, di Giovanni Roberto Busembai

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AL MIO DIARIO

E ritorno come ogni giorno a salutarti con le mie parole, con quel poco che so fare, scrivere e narrare, e come ogni giorno ti ritrovo ad ascoltare e apprendere su questi fogli bianchi, il mio silenzio fatto di lettere e scritture, inchiostri e matite pure.

Ma oltre non potrei riordinare i miei sogni e le mie passate avventure, la mente ricorda sempre ma spesso, e con il passare del tempo specialmente, travisa quello che ha vissuto e di un piccolo sentimento ne fa diventare un grande evento, mentre diversamente, di una bella sensazione ne traccia solamente il marginale, e tutto questo perdersi fa male, non si devono dimenticare o travisare i ricordi sia belli che brutti, ecco perchè mi trovo anche oggi a scrivere su di te mio fidato amico, diario di un presente che a malapena è già passato.
Rimango spesso con la penna in mano e vago sulla pagina come fossi naufrago in un mare calmo, ma abbandonato su un tronco, la mia matita, e mi aggrappassi ad essa come unico sostentamento della mente e del cuore, sapessi diario quanto è difficile esprimere un sentimento, sia d’amore che di dolore, ognuno di questi tiene in serbo tutte le espressioni che gli si possano attribuire e, sinceramente, tiene anche in riserbo quel poco di riservatezza che non guasta il cuore ma lo rende sacro, e difficilmente si può trasportare in uno scritto e con le giuste parole.
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PATRIZIA VALDUGA,  Medicamenta, 1982, recensione di Elvio Bombonato

PATRIZIA VALDUGA,  Medicamenta, 1982, recensione di Elvio Bombonato

Vieni, entra e coglimi, saggiami provami…
comprimimi discioglimi tormentami…
infiammami programmami rinnovami.
Accelera… rallenta… disorientami.

Cuocimi bollimi addentami… covami.
Poi fondimi e confondimi… spaventami…
nuocimi, perdimi e trovami, giovami.
Scovami… ardimi bruciami arroventami.

Stringimi e allentami, calami e aumentami.
Domami, sgominami poi sgomentami…
dissociami divorami… comprovami.

Legami annegami e infine annientami.
Addormentami e ancora entra… riprovami.
Incoronami. Eternami. Inargentami.

Valduga_Santagostini.jpg

Sembra pornografica, in realtà è una poesia quasi priva di contenuto: deliberatamente.  Anche se l’immaginario erotico femminile è più ampio e perverso di quello maschile, non si può credere che la Valduga  faccia l’amore in modo così frenetico e iperbolico. E’ un nonsense parodico, la poetessa prende in  giro sé stessa e i lettori .  Eppure è una poesia notevole: virtuosismo puro.  Un sonetto metricamente perfetto, in endecasillabi monorimi: 14 versi  tutti con la rima  AMI;  48 verbi (“entra” iterato) all’imperativo riflessivo, con il pronome personale “mi” complemento oggetto incorporato.  Si va dal comando all’esortazione alla supplica.  L’elenco (modello  G.G.Belli) è interrotto da 11 puntini di sospensione.

Pochi legami sintattici:  quattro “e”; due “poi”; un“ancora”.  I verbi si rincorrono ossessivamente, mimando la pulsione amorosa.  Verbi tutti sdruccioli (con l’accento sulla terz’ultima sillaba), accomunati da associazione semantica.  La prima quartina è” figura” dell’atto sessuale.  La seconda si rifà al registro culinario. Gli ultimi due endecasillabi esprimono un’improbabile onirica ascesa mistica. Se avessi letto e spiegato a mia madre questa poesia, avrebbe detto: “Cossa son ste robe? Porcade. Eppur to pare l’era focoso in leto”.

Patrizia Valduga è nata a Castelfranco Veneto nel 1953, laureata in Lettere a Venezia, vive a Milano. Giornalista del “Corriere della Sera”, poi di ”Repubblica”. Importante traduttrice di poeti francesi e inglesi. Fu la compagna di Giovanni Raboni, poeta e sommo traduttore di Proust, il quale aveva 20 anni in più, e morì 72enne nel 2004, da lei accudito.

Siglato un protocollo d’intesa tra Casale Monferrato e Roccapalumba

Siglato un protocollo d’intesa tra Casale Monferrato e Roccapalumba

La Giunta Comunale di Casale Monferrato ha approvato martedì 9 luglio 2019 (Deliberazione n° 242) un protocollo d’intesa con il Comune di Roccapalumba per la promozione delle attività fieristiche e delle manifestazioni enogastronomiche.

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L’iniziativa è stata promossa e voluta dai due Comuni che, da molti anni, mantengono scambi culturali e azioni di valorizzazione dei reciproci prodotti tipici locali: «Il forte legame che unisce le due città – ha spiegato il vice sindaco, con delega a Manifestazioni e Turismo, Emanuele Capra – ci ha portati alla sottoscrizione di questo protocollo d’intesa che ci permetterà di consolidare, e agevolare, la presenza dei due Enti e delle associazioni del territorio ai rispettivi eventi di maggior rilievo: la Mostra Regionale di San Giuseppe e la Sagra del Ficodindia».

Come si legge nel documento, infatti, «Ognuno degli Enti firmatari si impegna a mettere a disposizione dell’altro Ente firmatario spazi gratuiti nell’ambito degli eventi che costituiscono occasioni di particolare rilevanza nell’ambito delle iniziative promozionali organizzati dai Comuni stessi: Sagra del Ficodindia di Roccapalumba e Mostra Regionale di San Giuseppe di Casale Monferrato.

Gli spazi messi a disposizione dovranno essere utilizzati e verranno autonomamente gestiti dai soggetti indicati dagli Enti e/o dagli Enti stessi per la presentazione della cultura, della tradizione, dei fattori di attrazione (ad es. musei, bellezze architettoniche, e/o paesaggistiche etc.) e del prodotto tipico locale».

Il protocollo d’intesa la ha durata di cinque anni e prevede anche le modalità di promozione e comunicazione dei due eventi e della collaborazione che i due Comuni hanno intrapreso.

Momenti di poesia. Terra deserta, Vittorio Zingone

Momenti di poesia. Terra deserta,  Vittorio Zingone

Terra deserta

Terra deserta ormai,
arsa da siccita’
da tempo immemore,
rade le sue erbe,
basse, bruciacchiate,
orfani i fiumi
d’acqua fresca, canterina,
limpida come cielo di settembre,
tutto un alto silenzio
a me d’attorno,
l’anima alla deriva
in oceani che distorcono
la verace oscura sua fortuna…

Momenti di poesia. EPPURE T’AMO ANCORA, di Giusy Finestrone

Momenti di poesia. EPPURE T’AMO ANCORA, di Giusy Finestrone

Se fossi una poetessa.

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EPPURE T’AMO ANCORA

Ho sugli occhi un velo di tristezza
Le ossa raggelate da una leggera brezza
Il tuo esserci ancor troppo presente
Il tuo corpo impresso nella mente

Ed una lacrima bagna il mio cuscino
Da notte fonda finché arriva il mattino
Sento il tuo odore su quelle lenzuola
E ai nostri baci la mia mente vola

E’ un susseguirsi di scene già vissute
Di caldi sguardi ed emozioni godute
Di ciò che l’attimo ci stava regalando
Ma il tempo infame ci ha tolto tramando

Tu adesso vivi solo un tiepido ricordo
Io ancor le fiamme purtroppo non le scordo
Nonostante il cuore sanguini immensamente
Passano i giorni ma ancora t’amo eternamente!!!

Si riserva ogni uso e utilizzo@copyright di Giusy Finestrone

Momenti di poesia. Reverberi di un tempo, di Rosario Rosto

Momenti di poesia. Reverberi di un tempo, di Rosario Rosto

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Reverberi di un tempo

Una dolce melodia quella sera
faceva compagnia ai miei pensieri.
La mia chitarra, inseparabile compagna dei miei sogni,
sembrava che ad ogni nota
mi dicesse addio.

Era il lontano 1980
Un lungo viaggio
mi attendeva.
Era il momento dei saluti
del distacco, del lungo passo.

Diventa prezioso adesso
quello che magari da giovane
con gli occhi e il cuore di chi
cerca forti emozioni
ti sarebbe sembrato
un mondo lontano.

Ma adesso, questa realtà
ti seduce e ti accompagna
con la mano di chi spera,
di iniziare un’altra storia.

Una storia la mia, che
dura da 39 anni. In una Milano
ormai amica si, ma incapace
di cancellare l’azzurro del mare
e i bagliori della luna sulle onde.

I ricordi, scorrono tra le corde
della mia chitarra. È l’unico
suono che non riesco a far tacere.
Ma è solo così che i ricordi,
diventano punti lontani.
Come il reverbero…
di questa melodia.

Rosario Rosto

PASSAMI ATTRAVERSO, di Roberto Busembai

Passami attraverso
quando mi raggiungi,
lasciami soltanto la convinzione
che tu sia già trascorsa,
offrimi il sorriso
quando sei andata,
perchè la paura che mi infonde
il tuo nome, indifferenza,
è così enorme
che non voglio più 
stare male,
perciò non mi trattenere
nel tuo insulso egoismo,
voglio vivere, anche soffrendo,
sapendo di avere avuto
forti emozioni,
e non vivere, solamente soffrendo,
delle illusioni e noncuranze,
inconcludenti attimi
e dubbi invadenti.
Passami attraverso,
indifferenza.

Roberto Busembai (errebi)

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