Racconti: AL MIO DIARIO, di Giovanni Roberto Busembai

Racconti: AL MIO DIARIO, di Giovanni Roberto Busembai

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AL MIO DIARIO

E ritorno come ogni giorno a salutarti con le mie parole, con quel poco che so fare, scrivere e narrare, e come ogni giorno ti ritrovo ad ascoltare e apprendere su questi fogli bianchi, il mio silenzio fatto di lettere e scritture, inchiostri e matite pure.

Ma oltre non potrei riordinare i miei sogni e le mie passate avventure, la mente ricorda sempre ma spesso, e con il passare del tempo specialmente, travisa quello che ha vissuto e di un piccolo sentimento ne fa diventare un grande evento, mentre diversamente, di una bella sensazione ne traccia solamente il marginale, e tutto questo perdersi fa male, non si devono dimenticare o travisare i ricordi sia belli che brutti, ecco perchè mi trovo anche oggi a scrivere su di te mio fidato amico, diario di un presente che a malapena è già passato.
Rimango spesso con la penna in mano e vago sulla pagina come fossi naufrago in un mare calmo, ma abbandonato su un tronco, la mia matita, e mi aggrappassi ad essa come unico sostentamento della mente e del cuore, sapessi diario quanto è difficile esprimere un sentimento, sia d’amore che di dolore, ognuno di questi tiene in serbo tutte le espressioni che gli si possano attribuire e, sinceramente, tiene anche in riserbo quel poco di riservatezza che non guasta il cuore ma lo rende sacro, e difficilmente si può trasportare in uno scritto e con le giuste parole.

Il dolore è sempre una cosa immane, non ha entità e lascia eterno il senso di un vuoto esponenziale, che col passare del tempo pare vada a sfumare, ma dentro ingigantisce tale da gonfiare a dismisura il cuore, e non servono più le lacrime o le lamentazioni, sono soltanto sensazioni che maturano nel dentro e non si possono esternare.

L’amore invece sboccia piano piano come un fiore di primavera, con tutti i petali colorati, miriadi di profumi elargiti e battiti frequenti del cuore, l’amore non si trattiene e si esprime con la più pallida sicurezza, come un innocente bambino risponde e parla forte, senza malizia e senza remore o pregiudizi, l’amore non ha vizi e non ha questioni, l’amore non ha parole, l’amore ha tutto espresso in ogni gesto e in ogni silenzio che vuole, e pure questo difficilmente si può esprimere nelle frasi o in scritti, verrà sempre detto la minima parte di esso perchè, come ho detto, il sentimento sempre trattiene nascosto una più recondita passione e ne è parimenti geloso.


Ma io continuo comunque a scriverti lo stesso, mio diario, sarà una parte di me stesso, darà quel dolore non espresso, nascosto che ti presento su questi fogli, sarà l’amore che non ho detto, quello che mi porto sempre dentro per ogni cosa e persona, sarà la vita di ogni giorno e di ogni ora, espressa con le mie umili parole e con la capacità che mi è data, sarà impressa sempre la mia giornata e rimarrà nel tempo, sarai tu diario il mio romanzo, senza eroi e eroine, ma sensazioni e attimi di vita trascorsi come il passare di un fiume sotto un ponte, ora in piena, ora in secca ma con sempre un movimento, quello di arrivare al grande mare.

Roberto Busembai (errebi)

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