Due chiacchiere con… Intervista a Franco Galliani, di Maurizio Coscia (Sargon)

M.C.: – Franco, diverse persone, incluso me, sono d’accordo nell’affermare che per il Rilancio di Alessandria, dal punto di vista culturale ed artistico, hai svolto, da diverso tempo, con le tue molteplici attività ed iniziative, un lavoro importante. A tale proposito, per cominciare, puoi parlarci dell’Open Mic? –

F.G.: – L’Open Mic è una serata in cui, in primo luogo, si radunano delle persone a cui piace scrivere poesie, in genere, ma anche brani di prosa. I partecipanti hanno a disposizione 3 minuti, ciascuno, per leggere testi che hanno scritto o che hanno realizzato altri. E’una serata di condivisione a cui può partecipare anche chi voglia, semplicemente, ascoltare senza intervenire al microfono. Sulla base delle serate che si sono svolte finora, posso affermare che c’è molto talento in giro. I partecipanti, infatti, hanno sempre proposto letture piacevoli e originali, con mia grande soddisfazione. L’Open Mic, ormai, va avanti da diverso tempo, proseguendo le attività del Vi Piace, micro-festival culturale che è durato per 3 anni, come appuntamento fisso di ogni mese e con le medesime modalità dell’evento attuale. –

M.C.: – Franco, più in dettaglio, che tipo di esperienze hanno portato all’Open Mic e da che cosa nasce la sua idea? –

F.G.: – Dunque, in primo luogo, l’Open Mic non è una mia idea, nel senso che non è stato inventato da me e/o da coloro che vi hanno collaborato e che vi collaborano. Si tratta di un evento che, da molto tempo, si organizza, ad esempio, a Melbourne, a Buenos Aires, a Londra, a New York, a Parigi… diciamo che, ad Alessandria, c’era l’esperienza del Vi Piace che era un micro-festival a cui si partecipava, leggendo e “gareggiando” in un concorso artistico che prevedeva un premio simbolico, consistente in una bottiglia di vino da condividere con tutti i presenti. Questo per ribadire il fatto che l’evento era incentrato sulla condivisione e non sulla competizione agonistica. A margine di questo, era prevista anche la presentazione di libri, si tenevano concerti e performance teatrali. Si trattava, insomma, di un appuntamento bello e divertente. Come tutte le cose ha avuto il suo tempo e l’iniziativa è terminata. Tuttavia, il gruppo di persone che, più spesso, partecipava al Vi Piace, ha sentito ancora il desiderio di condividere, in particolare, le letture al microfono e, allora, dapprima con Massimo Brioschi e, poi, con Fabio Gagliardi ho continuato ad occuparmi dell’organizzazione di un evento del genere, con le serate dedicate all’Open Mic. In questo, le letture sono inframmezzate dai brani musicali proposti dai Nuova Sintonia ed è anche bello assistere alla discussione e allo scambio di opinioni su ciò che viene letto che, generalmente, si svolge al suo termine. Di solito, i presenti sono circa una trentina ed il giro di persone coinvolte nell’iniziativa che, a turno partecipano, è circa un centinaio. –

M.C.:- Grazie Franco, personalmente, penso che questa sia un’iniziativa molto bella che debba senz’altro continuare ad avere il successo che merita. Dunque, abbiamo appena considerato il tuo impegno sul piano culturale, tuttavia, anche dal punto di vista sportivo ti sei interessato a diverse iniziative. Vuoi parlarci della tua attività in questo campo? –

F.G.: – Allora, io sono stato dirigente della UISP, in provincia di Alessandria, per molti anni e anche suo Presidente per moltissimo tempo, quindi, sono, ad esempio, 20 anni che mi occupo dell’organizzazione di Bicincittà con altri enti ed associazioni e la manifestazione è finalizzata a sensibilizzare la cittadinanza sull’uso della bicicletta e sulla necessità delle piste ciclabili. L’anno scorso, poi, abbiamo addirittura organizzato una pedalata in notturna per richiamare l’attenzione dei ciclisti sull’importanza di avere luci e altri dispositivi, sistemati a bordo delle loro biciclette per consentire lo spostamento in sicurezza nelle ore serali o di notte. A parte il discorso ciclistico, la UISP si occupa anche di organizzare campionati di calcio, di pallavolo, eventi podistici e di tutta una serie di attività dal karate allo yoga. In particolare, io mi occupo di quanto l’Associazione organizza, a livello sportivo, in ambito carcerario, a vantaggio dei detenuti per favorire la loro rieducazione ed il reinserimento sociale. Ad Alessandria, sono venti anni che c’è il progetto Discobolo, grazie al quale consentiamo ai carcerati di partecipare ad eventi sportivi. In particolare, in contemporanea con la Stralessandria, sono alcuni anni che mi occupo dell’organizzazione di un’altra competizione podistica, Vivincittà che permette ai reclusi di correre insieme ad atleti liberi cittadini. La UISP, con la sua filosofia di fondo che lo sport è qualcosa per tutti, è anche partecipe di un importante progetto europeo, Spirits, in cui ha come partner enti sportivi greci, bulgari e romeni ed è stata chiamata a condividere con loro la sua esperienza e conoscenza, utile per l’organizzazione di eventi sportivi che coinvolgano i detenuti. Per tale iniziativa, sono state organizzate delle giornate a Torino durante le quali una rappresentanza UISP di Alessandria vi ha partecipato come formatrice, insieme con le delegazioni di associazioni sportive straniere. Queste ultime sono anche state ospitate nel carcere di Alessandria. Un altro appuntamento è previsto in Bulgaria, dove una nostra delegazione si recherà per spiegare le attività UISP e confrontarsi con gli altri partner nel progetto Spirits. Queste iniziative che la UISP sta portando avanti in carcere sono molto importanti, in quanto permettono ai reclusi di seguire un’attività rieducativa ed è ben vista sia dai carcerati, sia dallo stesso personale di polizia, sia dalla dirigenza penitenziaria. – 

M.C.: –  Grazie Franco. Ascolta, siamo nell’era digitale e sembra che tutto vada sempre più nella direzione di una comunicazione e di una socializzazione tramite internet. A tale proposito, desidero chiederti: qual è il tuo rapporto con i Social e, in particolare, con FaceBook? –

F.G.: – I Social sono per me, essenzialmente, un mezzo di divertimento e tali devono rimanere. Su FaceBook, io do spazio all’ironia, alle battute di spirito, alle cose allegre, ma anche a riflessioni serie d’attualità e alle mie poesie. Se posso, cerco, comunque, di mantenere una comunicazione che, in generale, mi dia modo di non entrare in polemiche e ho creato personaggi divertenti come, ad esempio, l’Ebbro errante di cui, con umorismo, narro le “avventure”, postando, ogni tanto, qualche breve commento sulle sue apparizioni nei luoghi più impensati. –

M.C.:– Grazie Franco. Infine, desidero chiederti un’ultima cosa: è vero che sei molto tifoso dei Grigi dell’Alessandria Calcio? Qual è il tuo rapporto con questa squadra? –

F.G.: – Si tratta di un amore profondo. Io dico sempre: si discute su tutto, ma sui Grigi, no. Al di là della battuta, sono decenni, decenni e decenni che seguo la squadra. Con qualsiasi tempo, vado allo stadio e spero di riuscire a vedere i Grigi in serie B, dovessi campare 100 anni. – 

M.C.:– Forza Grigi, allora. –

F.G.: – Certo: Forza Grigi. E’ la base. I Grigi e, poi, nient’altro. – 

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