Nulla è eterno, o quasi… di Cristina Saracano

Nulla è eterno.

Mario Marchesini, bolognese cresciuto all’Aja, in Olanda, è fotografo da cinquant’anni, una vita trascorsa a fermare momenti belli e storici.

Nulla è eterno, sì, perché dove c’è la mano dell’uomo, l’eternità non esiste, e, dopo pochi o molti anni, qualcosa.s’incrina e muta: le due storiche torri di New York, il ponte Morandi di.Genova, un campione di automobilismo, e molto altro.ancora.

Meno male. che, grazie ai suoi scatti, Mario fissa ricordi in un tempo indelebile.

Mario è anche fotografo della natura, del mare della “sua” Olanda. di una cascata nei pressi di Bologna, che non conoscono bene nemmeno i bolognesi, se non grazie a lui.

Ma la natura è meglio dell’uomo, indubbiamente, magari muta qualcosa nel tempo, ma, rimane “eterna”, speriamo…

Le belle foto di Mario.Marchesini sono esposte al Bio Cafe’ di via dell’Erba, 12, Alessandria.

Serie C, formazione dei gironi

“ C A M P I O N A T O S E R I E C 2 0 1 9 – 2 0 2 0 “
FORMAZIONE DEI GIRONI
Il Consiglio Direttivo di Lega nella riunione tenutasi in data odierna, ha deliberato la composizione dei
gironi del Campionato Serie C per la Stagione Sportiva 2019/2020.
GIRONE A GIRONE B GIRONE C
ALBINOLEFFE ARZIGNANO VALCHIAMPO AVELLINO
ALESSANDRIA CARPI BARI
AREZZO CESENA CASERTANA
CARRARESE A.J. FANO CATANIA
COMO FERALPISALO’ CATANZARO
GIANA ERMINIO FERMANA CAVESE
GOZZANO GUBBIO MONOPOLI
JUVENTUS U23 IMOLESE PAGANESE
LECCO MODENA PICERNO
MONZA PADOVA POTENZA
NOVARA PIACENZA REGGINA
OLBIA RAVENNA RENDE
PERGOLETTESE REGGIO AUDACE RIETI
PIANESE RIMINI SICULA LEONZIO
PISTOIESE SAMBENEDETTESE TERAMO
PONTEDERA SUDTIROL TERNANA
PRO PATRIA TRIESTINA VIBONESE
PRO VERCELLI L.R. VICENZA VIRTUS FRANCAVILLA
RENATE VIRTUSVECOMP VERONA VITERBESE CASTRENSE
ROBUR SIENA VIS PESARO
Pubblicato in Firenze il 17 Luglio 2019
IL PRESIDENTE
Francesco Ghirelli

ROMA, IL BOSCO PARRASIO, di Silvia De Angelis

Il bosco Parrasio, o “Teatro degli Arcadi” si trova in posizione appartata alle pendici del Gianicolo.

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Il complesso fu fondato, come sede, nel 1725 dalla celebre Accademia dell’Arcadia, una libera associazione di dotti e letterati, che opponendosi all’esagerato gusto barocco, ideò uno stile espressivo, ispirato alla semplicità pastorale dell’antica Grecia e della Roma arcaica, per restituire alla letteratura la semplicità e la sobrietà perse nel tempo.

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Quest’accademia romana si formò nel 1689 dopo la morte di Cristina di Svezia, fondatrice della dispersa Accademia Reale, i cui soci si riunivano ancora negli orti suburbani recitando versi. Il  fondatore ufficiale dell’accademia fu Giovanni Mario Crescimbeni, che ebbe anche l’incarico di custode generale per i primi trentotto anni, mentre la defunta regina di Svezia rivestì il titolo di “basilessa”. Bosco Parrasio5

Proprio perché pastori, il raduno degli Arcadi doveva essere in un bosco, che fu nominato Parrasia, una regione dell’Arcadia. Nei primi tempi gli arcadi si spostarono di orto in orto, finchè, come detto sopra, nel 1725, il bosco divenne la sede dell’Accademia. Il che, fu possibile, grazie all’intervento delre Giovanni V di Portogallo, che da vero mecenate, donò all’istituzione 4000  scudi, cifra necessaria per l’acquisto dell’orto,di proprietà dei Livi. Bosco Parrasio4 L’opera del Bosco venne ultimata da Antonio Canevari, che non chiese ricompensa per il suo lavoro. Egli progettò una speciale architettura che risolveva brillantemente il problema dell’inclinazione del terreno. Infatti quest’ultimo venne strutturato in tre ripiani, uniti tra loro da rampe di gradini alternativamente concave e convesse, site presso i confini laterali dell’area e sorrette da parapetti. Sul ripiano superiore fu ubicato il teatro, di forma ovale, dove furono installati tre ordini di sedili, con di fronte un leggio di marmo, dove i poeti declamavano le loro opere di fronte all’attento uditorio.

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La lancetta dell’amore.

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la lancetta dell’ amore
ce’ solo un sole che illumina la mia vita

di tutti i giorni, di tutti i minuti…

Senza di lei la mia lancetta dell’ amore

non esisterebbe

il mio tempo non esisterebbe
il mio cuore non emanerebbe

nessun battito…..
Il tuo amore è fresco

come un vento d’ autunno
come un giglio spunti dentro

nel mio cuore
e ti schiudi dentro di m per sempre
con i tuoi petali pieni d’ amore
solo tu sei il mio amore.

Le paradoxe de notre temps

Les pérégrinations de Liondors

paradoc tempsLe paradoxe de notre temps est qu’on oublie de dire un mot gentil à celui qui nous regarde avec admiration.

Bientôt cet enfant pour qui tu es un héros sera devenu grand et vivra sa propre vie. N’oublie pas de serrer dans tes bras les personnes que tu aimes, parce que c’est le seul trésor qui vienne du cœur et qui ne coûte rien.

On peut guérir n’importe quelle blessure en serrant quelqu’un contre soi, pourvu qu’on le fasse avec tendresse. N’oublie pas de dire « Je t’aime » aux personnes qui comptent pour toi, mais surtout, dis-le avec sincérité.

Souviens-toi de profiter du temps que tu as avec la personne que tu aimes, parce qu’un jour elle ne sera plus là. Prends le temps d’aimer, prend le temps de parler
et de partager tes pensées intimes.

Et n’oublie jamais ceci, la vie ne se mesure pas par le nombre…

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Relazioni tossiche

Inchiostronerodenso

Su YouTube impazzano i video sul tema: Narcisismo.
Ne ho visionati alcuni e faccio una sintesi.
Poi vi rimando ai link.

Come riconoscere il narcisistapatologico.

È un bravissimo attore.

Prima fase di bombardamento di amore lui costruirà un teatrino.

Una volta che lui vi ha catturate farà le sue valutazioni per verificare quanto siete manipolabili.

Il narcisista sceglie sempre persone migliori.

Lui ascolta quello che gli fa comodo.

Non è una persona buona d’animo.

È un attore.

È un manipolatore.

Non è empatico.

È uno sfruttatore.

Si informa sulle vostre caratteristiche e farà in modo di sfruttarvi a seconda dei suoi bisogni.

È furbo.

Se ama la montagna, sceglierà una vittima che ama andare in montagna, lo stesso se ama il mare sceglierà chi ha la casa al mare come vittima.

Seleziona la vittima a seconda di quella che è la sua utilità e necessità

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Frutta: prezzi in caduta libera, manca la domanda e vendite dimezzate, di Lia Tommi

Deflazione nei campi dove si registra un -30%, soprattutto per pesche e albicocche.
Frutta: prezzi in caduta libera, manca la domanda e vendite dimezzate.
3 kg. di frutta per pagarsi un caffè: situazione insostenibile, servono misure di tutela per il comparto.

Fabio Chiaborelli ha i frutteti a Monleale, nel Tortonese, pesche e albicocche in particolare, e la crisi del settore la sta vivendo con conseguenze che si ripercuoto in modo drammatico sulla sua azienda.
Manca la domanda, vendite dimezzate rispetto alla campagna 2018 ma soprattutto prezzi in caduta libera.
“La situazione è difficile, poca richiesta e il prezzo inevitabilmente si abbassa pur di vendere il prodotto. La causa? Per le pesche la siccità, hanno un calibro troppo piccolo e il mercato non le vuole mentre per le albicocche si parla di superproduzione, mai tante come quest’anno. Conseguenza, ce ne sono troppe e il prezzo scende. Senza contare le decine di quintali che ogni giorno rimangono a terra nel frutteto”.
5 chili di grano per potersi pagare una bottiglietta di acqua al bar e 3 chili di frutta per un caffè. Il paragone non ha bisogno di molte parole ma rende perfettamente l’idea di cosa sopravviva il comparto in tutte le zone dello stivale, da Nord a Sud, dove gli agricoltori stanno facendo i conti con una difficile produzione a causa delle condizioni climatiche, sulla quale si innescano fenomeni speculativi e importazioni dall’estero che fanno crollare le quotazioni al di sotto dei costi.
Non è immune la nostra provincia dove, risparmiata per fortuna dagli ultimi eventi disastrosi che hanno colpito altre regioni, si trova però a dover fare i conti con la crisi, una deflazione che riguarda soprattutto pesche e albicocche pagate pochi centesimi, circa il 30% in meno rispetto allo scorso anno. Per ottimizzare la spesa, ottenere il miglior rapporto prezzi-qualità e aiutare il proprio territorio e l’occupazione, il consiglio è quello di verificare l’origine nazionale, acquistare prodotti locali che non devono subire grandi spostamenti, comprare direttamente dagli agricoltori negli Agrimercati, nei Mercati Coperti di Campagna Amica o in azienda.
“Un trend drammatico che ha effetti pesanti sul piano economico e occupazionale per le imprese agricole, ma anche dal punto di vista ambientale e per la salute dei consumatori”, hanno affermato il presidente e il direttore di Coldiretti Alessandria Mauro Bianco e Roberto Rampazzo – “occorre intervenire per promuovere i consumi sul mercato interno e per sostenere le esportazioni e combattere il business delle Agromafie che punta a distruggere la concorrenza ed il libero mercato legale soffocando l’imprenditoria onesta, compromettendo in modo gravissimo la qualità e la sicurezza dei prodotti, con l’effetto indiretto di minare profondamente l’immagine dei prodotti italiani ed il valore del marchio Made in Italy”.

Il volontario del canile.

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Sono un volontario del canile

dò il mio cuore senza chiedere

nulla in cambio.

Il mio amore è silenzioso

come un fruscio di farfalle

ma caldo come il sole d’ estate.

Un sorriso scioglie il gelo

di quelle gabbie…

Porto a passeggio il mio fedele amico

siamo una cosa sola

in simbiosi d’ amore ci scaldiamo

a vicenda il cuore

e ci scambiamo tanto calore…

Progetto “Cultura e identità”, di Lia Tommi

Venerdì 19 luglio 2019 alle ore 18,00 presso
Il Salone di Rappresentanza della Basile, in via Tortona n. 71, Alessandria
si terrà la presentazione del Progetto
CULTURA & IDENTITÀ
Interviene Edoardo SYLOS LABINI

Modera Fabrizio PRIANO Presidente dell’Associazione

Fabrizio PRIANO
Presidente dell’Associazione Culturale Libera Mente-Laboratorio di idee commenta: “Esprimo grande soddisfazione nel presentare ad Alessandria il progetto di Culturaidentita con Edoardo Sylos Labini.
Un’iniziativa intellettuale molto interessante di difesa e di valorizzazione della nostra cultura e delle nostre tradizioni.
Cultura e bellezza di cui l’Italia è ricchissima e di cui mai come oggi si avverte la necessità, per cui sono convinto che un progetto come questo debba essere divulgato ed incentivato”.

Cultura & Identità nasce da un gruppo di studiosi, letterati, professionisti dell’informazione, semplici amanti del sapere di varia estrazione ma di analoghe vedute, per lo più cattolici — “senza se e senza ma”, convinti che il futuro della nostra nazione, cioè del corpo storico dei popoli della Penisola, riposi su un saldo legame di continuità con un passato per molti versi pregevole, se non unico, che — e qui sta la “scommessa” — residua ancora nella memoria e nei desideri di molti italiani.

Un passato degno di esser meglio conosciuto e da far apprezzare nei suoi elementi culturali e nei suoi aspetti strutturali perché crediamo che su di esso debba innestarsi obbligatoriamente il domani degl’italiani di oggi e delle generazioni future.

Mentre manteniamo un fondamentale e fermo riferimento dottrinale e pratico a Cristo, al suo Vangelo e al suo Vicario, non facciamo tuttavia dell’appartenenza alla Chiesa cattolica una discriminante per il fine che ci siamo proposti. Ci rivolgiamo pertanto in primo luogo a cattolici e ai cattolici conservatori, senza però escludere ogni “uomo di buona volontà” — e “che Dio ama” — il quale abbia a cuore gli stessi principi di carattere naturale e temporale che, oltre alla fede cristiana, c’ispirano e che voglia quindi cooperare a costruire condizioni di vita — ciò che viene detto il “bene comune” — per il nostro popolo in cui tali valori trovino non solo riconoscimento ma anche apprezzamento collettivo e, se possibile, spazio istituzionale. Continua a leggere “Progetto “Cultura e identità”, di Lia Tommi”

La leggenda del diavolo di Mergellina

il diavolo di Mergellina
San Michele che scaccia il demonio, Leonardo da Pistoia

Il diavolo di Mergellina è il nome con cui è noto tra la gente del posto il quadro di Leonardo da Pistoia,San Michele che scaccia il demonio, che si trova nella chiesa di Santa Maria del Parto a Napoli.

E’ un dipinto che custodisce un segreto tra il sacro e il profano, oggetto di un racconto narrato anche da Benedetto Croce nel suo libro “Storie e leggende napoletane“.

La storia misteriosa di questo quadro è ripresa da Pino Imperatore che nel suo giallo “Aglio, olio e assassino”,ne fa un elemento importante della narrazione.

Si narra che il quadro di San Michele che scaccia il demonio sia stato commissionato a Leonardo da Pistoia dal Vescovo di Ariano Irpino, Diomede Carafa, il quale fu vittima di una potentissima fattura d’amore da parte di una donna bellissima e spregiudicata, Vittoria Colonna D’Avalos.

La giovane nobildonna napoletana si invaghì dell’affascinante Carafa e cercò di indurlo in tentazione in ogni modo possibile. L’uomo rimase fedele al suo voto di castità, ma Vittoria non si arrese e chiese ad una strega, detta l’Alemanna, di preparare un elisir che facesse innamorare Diomede.

La fanciulla lo versò su alcune frittelle che offrì all’ignaro Vescovo.

Dopo averle mangiate, Diomede fu assalito da un’insana ed incontenibile passione per la fanciulla, ma si affidò alla preghiera e non cedette.

Tormentato dal desiderio per Vittoria, non riuscendo a vincere i propri impulsi, chiese aiuto ad un monaco esorcista di Procida, chiedendogli di liberarlo dalla sua ossessione.

Questi preparò un balsamo che consegnò a Diomede, dicendogli che avrebbe dovuto mescolarlo ai colori con cui dipingere un ritratto della donna da custodire in un luogo sacro e benedetto.

Il vescovo, allora, commissionò il dipinto, in cui è rappresentato il diavolo, con il corpo di serpente e il bellissimo volto di Vittoria, mentre viene trafitto dalla lancia di San Michele Arcangelo e lo fece porre nella chiesa di Santa Maria del Parto a Mergellina.

Ed è per questo che alle donne seducenti e ammaliatrici, in grado di stregare i cuori, gli uomini napoletani sono soliti dire ” sei bella come il diavolo di Mergellina“.

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L’essere nulla.

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Ti senti perso dentro quella buia stanza

vedi solo un muro, tristezza,

sensazione di vuoto dentro il cuore

di un arido gelido, come un campo incolto

e un buio tetro dentro il tuo animo

e gli occhi spenti come una sigaretta

nel portacenere appena posata…

Ma un giorno nel tuo cuore

il sole tornerà a splendere di nuovo

la vita in te tornerà a galla

e l’essere nulla, quella gelida sensazione

mai più tornerà

un sorriso largo come il cielo stellato

spunterà dal tuo viso

e vedrai nel tuo specchio riflesso

il tuo essere rinato…

 

Arti visive. La pittura di Anna Gatto, artista di Novi ligure (AL). Articolo a cura di Maurizio Coscia (Sargon)

 

Studio d’Arte di Anna Gatto

Via Marconi 53

15060 Novi Ligure

Alessandria

Studio d'Arte di Anna Gatto

Con le mani si possono trasformare i pensieri in immagini: a due dimensioni per esprimerne i colori; a tre dimensioni per poterli vedere da ogni punto di vista e… poterli toccare con le mani. C’è un’altra dimensione che origina dalle altre due… la più importante per poter comunicare senza bisogno di parole!” (Anna Gatto Art)

Nella continua ricerca della sua identità, attraverso tutte le Tecniche sperimentate nell’espressione della sua Arte, lascia che sia la sua interiorità a produrre liberamente immagini a due o a tre dimensioni in modo che trasmettano tutta la forza dell’esistere.” (Fabio Gagliardi, Artista)

Commento all’Arte pittorica di Anna Gatto

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Anna Gatto, Ascesa, olio su cartoncino telato, cm. 50×70, Anno 2014

“Tradotta in materia carnosa dirompente da una gestualità istantanea, mediata dalle mani, spatola, pennello, è sintomo di una ricerca spirituale, della tensione verso piani metafisici. Nella poetica dell’artista (…) la pittura, a olio o in tecnica mista su vari supporti (tela, cartone, tavola…) è vissuta come un ponte tra due universi, l’uno interiore, l’altro esteriore, che sul primo proietta luce, tonalità, figure. Estatica nei contenuti, l’autrice tocca, in opere di pienezza espressiva quali “Il mio mare”, “Dentro il cuore” o “Cascate”, una sensualità cromatica potente, pervasa di slanci vitali. Prevalgono toni opposti nella percezione visiva delle frequenze delle onde cromatiche, come il rosso e il blu, di fuoco e terra il primo, di aria e acqua il secondo.” (Elena Carrea, Critico d’Arte)

Commento personale

L’arte pittorica di Anna Gatto è focalizzata sull’utilizzo del colore, in tutte le sue sfumature e variazioni cromatiche. Si tratta di una metafora del trascorrere di stati d’animo differenti, con il passaggio da una maggiore intensità e partecipazione emotiva ad un più freddo e razionale distacco. Nell’artista, troviamo opere che sono completamente dedicate all’emotività ed i colori utilizzati sono, allora, molto vivi e lucenti ovvero opere dedicate al raziocinio ed i colori rappresentati sono, allora, più tenui e freddi, indicando un distacco emotivo, dettato dall’utilizzo della ragione ovvero opere in cui si mischiano colori del primo e secondo tipo, a rappresentare il bilanciarsi tra cuore e mente. L’ambito di rappresentazione pittorica preferenziale di Anna Gatto è quello dell’emozione. Non vi sono limiti all’emotività presente nei suoi quadri, dove ciò che rimane è un’oscillazione cromatica senza forme apparenti che si manifesta in modo più marcato, laddove il colore è più vivo, potendo coglierne visivamente la sua intensità e, emotivamente, la sua energia. Vi è, quindi, la ricerca di una dimensione sentimentale che trascende la razionalità, in cui le forme si dissolvono senza limiti, trovando il loro spazio infinito nella circostanza di poter ridiventare una qualsiasi altra forma con un aspetto proprio e solo fantasticato. Le opere di Anna Gatto offrono, quindi, ampio spazio all’immaginazione e sono da stimolo alla ricerca visiva e razionale, nel tentativo di ricostruire una relazione virtuale tra ciò che è emozione e ciò che, concretamente, può diventare: ad esempio, nell’opera (Ascesa) qui sopra proposta di Anna Gatto, il rosso che si accende gradatamente dal blu turchese, solo presente a strisce in limitate zone, divenendo sempre più intenso, può esprimere amore materno ovvero passione combattiva, a livello emotivo e, per il tramite dell’immaginazione mentale, dando forma definita all’indefinito, può rappresentare, alternativamente, un rito religioso in cui si intravede una madre che, abbracciando amorevolmente il proprio figlio, lo reca, innanzi ad un altare, al cospetto di un’autorità sacerdotale che indossa il suo paramento religioso ovvero un combattimento in cui si distingue il petto vigoroso di un pugile che mostra i suoi pugni, con la guardia aperta ed è pronto a colpire da destra verso sinistra. Inoltre, come nelle altre opere di Anna Gatto, anche qui si percepisce, mediante il processo mentale interpretativo, il passaggio da una realtà a due dimensioni, intrinseca al colore indefinito e cangiante disteso sulla tela, a quella tridimensionale grazie a cui le figure immaginate emergono in avanti dalla superficie, mostrandosi nella loro forma spazialmente definita. Sono le strisce di blu turchese che, naufragando gradatamente nel rosso, staccano visivamente dalla tela le forme immaginate.

Incontro con l’artista e giornalista Nadia Presotto, di Lia Tommi

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Abbiamo incontrato l’artista e giornalista conzanese nel negozio di cornici Cresta e Rolando, di via Piacenza 6, ad Alessandria dove sono esposti alcuni suoi acquerelli e, dal 22 maggio, anche tre sue incisioni.

Ci racconta che ha esposto le tre incisioni in questo periodo, perché nei primi giorni di giugno Alessandria ha ospitato la manifestazione Inchiostro, in cui vengono realizzati laboratori ed esposizioni di incisione.

Le chiediamo di descrivere il soggetto delle tre incisioni: ci spiega che rappresentano ognuna un ramo di Ginkgo Biloba, il prezioso albero sopravvissuto alla bomba atomica di Hiroshima, con le caratteristiche foglie a forma di ventaglietti.

Ci mostra quindi la matrice su lineolum che ha preparato per queste incisioni, stampate con torchio manuale su carta, con inchiostri colorati.

Parliamo poi del suo rapporto con la natura: la Presotto è infatti un’ esperta di giardinaggio, su cui realizza splendidi reportage, ma , grazie al curatissimo guardino…

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Poesia dialettale siciliana ( con traduzione), di Lia Tommi

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

Rosa Balistreri

‘A SICILIA E’ ‘N PARARISU

‘Nnô Pararìsu nun cci stànu
sulu li “gran signiùri”,
ma puru li “boni ri cori”…

‘Nni la Sicilia nun cci sùnnu
li mafiùsi sulamènti,
ma l’anuràti ggènti!

Su (‘ntennu tardu) cci acchianati
e a San Piètru scuntràti,
iddu, sicùru, vâ ‘mmustra,
cu tantu ri munti e ri strati,

‘ssa bedda terra nostra…
ll’ànimi santi soi
ri li patri, ri li nànni
siciliani e… catanànni…

‘A Sicilia, macàri ddà supra,
avi ‘i tri punti ri cà sutta:
di lu Fìgghiu, di lu Patri
e dû Spirdu, abbitàti.

A Diu cci puòrt’ àgni cristiànu
lu pèzzu so… e… n’arrìsu,
ri chistu triàngulu…
mutàtu… ’n Pararìsu!!!

LA SICILIA E’ IN PARADISO

In Paradiso non ci stanno
soltanto i “gran signori”,
ma anche i “buoni di cuore” …

In Sicilia non ci sono
solamente i mafiosi,
ma anche la gente per bene!

Se per caso (ma voglio…

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La diffusione dei droni , di Lia Tommi

Alessandria today @ Web Media Network - Pier Carlo Lava

I droni, ovvero dei velivoli radiocomandati con pilota remoto, hanno prepotentemente occupato la stampa informatica nel corso dell’ultimo anno.

Negli ultimi mesi sono saliti alla ribalta della Rete e promettono di diffondersi a macchia d’olio: i droni sono una di quelle evoluzioni tecnologiche, nonché una mania, destinate a diventare una consuetudine quotidiana.

Ma cosa sono i droni? A che servono precisamente? E sono necessarie speciali autorizzazioni per utilizzarli?

La parola “drone” non è altro che il nome comune, e forse improprio, per definire una speciale categoria di oggetti volanti: gli Aeromobili a Pilotaggio Remoto (APR). Così come suggerisce la definizione, si parla di dispositivi di varie dimensioni capaci di librarsi in cielo senza necessità di un pilota a bordo, che rimane a terra – o su un veicolo adiacente – armato di radiocomando per dirigerne i movimenti.

La loro storia ha inizio addirittura nella Prima Guerra Mondiale, quando l’”Aerial Target”…

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