II° edizione del concorso
STORIE DI ECONOMIA CIRCOLARE. Termini prorogati al 31 luglio 2019

Il video vincitore sarà proiettato durante la XXXI edizione del Trieste Film Festival
Per il secondo anno consecutivo il CDCA – Centro Documentazione Conflitti Ambientali e il Consorzio ECODOM promuovono “Storie di Economia Circolare”, un concorso per valorizzare le esperienze virtuose di economia circolare in Italia, raccontate attraverso i linguaggi di video, foto, podcast, scrittura e fumetto (si veda il Regolamento). Giornalisti, videomaker, podcaster, fotografi e disegnatori potranno consegnare le opere entro il 31 luglio 2019.

I vincitori riceveranno i seguenti premi: 4.500 euro per la categoria video, 4.000 euro per la categoria foto, 2.500 euro per la categoria radio, 2.500 euro per la categoria fumetto e 2.000 euro per la categoria scrittura *. Il video vincitore sarà proiettato durante la 31ma edizione del Trieste Film Festival, che si svolgerà dal 17 al 22 gennaio 2020.

Sei un giornalista, un videomaker, uno scrittore, un fotografo, un illustratore e vuoi raccontarci una storia di economia circolare? Hai tempo fino al 31 luglio!

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L’iscrizione è gratuita

IL CONCORSO
Il Concorso Storie di Economia Circolare è un concorso a premi dedicato al racconto di storie virtuose di economia circolare in Italia. Il concorso è rivolto a giornalisti, videomaker, fotografi, podcaster, scrittori, storyteller e, novità della seconda edizione, a fumettisti e illustratori che vogliano mettersi in gioco per raccontare attraverso video, fotografie, podcast, graphic novel e scritti una piccola grande storia di cambiamento nel mondo dell’economia del nostro Paese.

Finalità del concorso è quella di stimolare e promuovere, tra giornalisti, artisti e addetti del mondo dell’informazione e della cultura una rinnovata consapevolezza sulla sostenibilità ambientale, i nuovi modelli produttivi e i benefici per l’ambiente e la società che derivano da processi di transizione virtuosi.

Il Concorso è collegato all’Atlante Italiano dell’Economia Circolare, piattaforma web che raccoglie e racconta le realtà economiche impegnate, in Italia, ad applicare i principi dell’economia circolare. I concorrenti potranno scegliere di raccontare storie già mappate sull’Atlante o individuarne di nuove, seguendo quanto previsto in tal senso dal Regolamento.

Attraverso il concorso le esperienze raccontate l’opportunità di essere conosciute e di fare rete tra loro, innescando ulteriori processi di rafforzamento e visibilità per chi promuove buone pratiche in campo economico a livello nazionale.

LE CATEGORIE IN GARA

Cinque categorie in gara: VIDEO, FOTO, RADIO, SCRITTURA e da quest’anno FUMETTO. Sarà possibile presentare opere in gara fino al 31 luglio 2019.

Le opere vincitrici saranno scelte attraverso due fasi di valutazione: una prima fase di voto on line, aperta dal 5 agosto fino al 30 settembre 2019 sul sito del progetto, e una seconda fase di giudizio della Giuria Tecnica di Qualità e del Comitato Scientifico del progetto. Per i dettagli riguardanti le modalità di votazione e di valutazione della Giuria tecnica, si rimanda al Regolamento di Concorso.

LA GIURIA
Una Giuria Tecnica di Qualità
per assicurare la massima professionalità nella scelta delle storie vincitrici

La giuria di qualità del concorso è composta da esperti del mondo dell’informazione e della cultura, uno per ogni categoria in concorso: il regista Andrea Segre per l’audiovisivo, la foto editor Giulia Tornari per la fotografia, la giornalista di Radio3 Florinda Fiamma per il linguaggio radiofonico, lo sceneggiatore e graphic journalist Luca Scornaienchi e il giornalista Giuseppe Rizzo di Internazionale per la scrittura.

La giuria sarà coadiuvata e assistita nel suo lavoro da un membro dell’equipe di ricerca del CDCA e da un rappresentante del Comitato Scientifico, al fine di valutare, al di là dei requisiti tecnici del prodotto inviato, la rispondenza della storia scelta ai requisiti di circolarità individuati.

I NUMERI DELL’ATLANTE
Il tessile tra i protagonisti dell’economia circolare.

Sono 210 (+31% rispetto al 2018) le realtà mappate dall’Atlante dell’Economia Circolare di ECODOM e CDCA

Sono sempre più numerose le aziende del settore tessile che hanno scelto di adottare un modello economico sostenibile: delle 210 esperienze reali di Economia Circolare mappate da Ecodom, il principale consorzio di gestione dei RAEE, e dal CDCA, Centro di Documentazione sui Conflitti Ambientali, il 15,2% recupera tessuti e capi usati, rigenera fibre tessili, organizza scambio di vestiti e trasforma materiali di scarto come cartone, bucce di arance e pneumatici in abiti e accessori.

Secondo quanto emerge dal primo Atlante Italiano dell’Economia Circolare, a seguire sul podio si posizionano il settore alimentare (11%) con realtà che redistribuiscono il cibo in eccedenza nelle mense, costruiscono una rete di economia solidale che comprende comunità di supporto all’agricoltura, riusano i fondi di caffè per coltivare funghi. Seguono al terzo posto, con il 10,4%, le attività di raccolta e gestione dei rifiuti: dalla diversificazione degli scarti domestici, alla produzione di sacchetti ecosostenibili prodotti con carta riciclata, dalla realizzazione di eco-isole automatizzate per la differenziata, al riciclaggio di plastica, rifiuti, legno, vetro.
Quasi un terzo (30,4%) sono realtà no-profit, mentre l’1,4% è rappresentato da enti di ricerca.
La maggior parte delle aziende presenti (37%) realizza prodotti circolari, ovvero progettati per renderne più facile lo smontaggio e riciclo, il 32% appartiene alla categoria servizi, il 15,2% ha scelto un modello produttivo circolare in grado di riciclare i propri scarti per creare nuovi prodotti.

Il Centro Italia guida la classifica, ma la Lombardia è sul podio. Ultima la Valle d’Aosta.
A livello geografico il Centro Italia guida la classifica italiana dell’Economia Circolare con il 37,6% delle realtà mappate, seguito dal Nord con il 35,7% e dal 26,6% del Sud e Isole. La più virtuosa delle Regioni è la Lombardia con il 19,5% delle attività, seguita dal Lazio con il 15,7%, dalla Toscana con l’11,4% e dalla Campania con il 9%. Fanalino di coda Umbria e Molise con solo due aziende inserite nell’Atlante. In Valle d’Aosta non è invece stata censita alcuna esperienza.