Racconti. LIBERAZIONE SESSUALE, di Gregorio Asero

 

LIBERAZIONE SESSUALE

La coppia monogama che noi conosciamo non è sinonimo d’amore o perlomeno non lo è nella misura in cui essa si vuol far credere di essere vissuta.Bisogna prima di tutto stabilire cos’è il libero e vero amore e come lo si riconosce. Nell’evoluzione della specie bisogna stabilire quando, nella donna feconda, è iniziato il momento in cui spontaneamente e liberamente ha scelto di unirsi al maschio che riteneva il più idoneo.

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Questo per garantire la sua sopravvivenza e quella della sua prole. Sicuramente la femmina cercava un maschio che fosse il più forte e il più intelligente dell’intero branco, cioè colui che le garantiva una vita sociale la migliore possibile.

Difficilmente era il maschio che sceglieva la femmina, anche se nella sua presunzione era convinto che non fosse così. Secondo studi antropologici, la selezione delle femmine nella scelta del maschio, avveniva fino a circa cinquemila anni fa, ed è per questo motivo che il genere umano ha potuto mantenere una lenta ma continua e costante ascesa evolutiva.

Di seguito con la “scoperta” dell’agricoltura e dell’allevamento di bestiame, (prima si pensa che l’umanità fosse solo raccoglitrice dei prodotti che madre natura elargiva) e della possibilità di immagazzinare i prodotti del suo lavoro, molto lentamente l’approccio fra i sessi ebbe un cambiamento nel senso che al “maschio”, con il mutamento della famiglia matriarcale a quella patriarcale, fu concesso “comprare” le femmine: il matrimonio.

Quest’usanza divenne sempre più consuetudine e, anche a causa dell’affermarsi delle religioni monoteistiche fu sancita la sudditanza e l’inferiorità delle femmine nei confronti dei maschi. Per questo motivo il matrimonio divenne una regola sociale consolidata nella maggior parte dei popoli, specie, appunto, in quei popoli dove vige una religione a carattere monoteista. Da questo momento chi si “accoppiava” fuori dal matrimonio veniva considerato un reietto. Di conseguenza nacque, per così dire, un nuovo mestiere: la prostituzione e lentamente, scomparve il vero significato della parola amore. Ma cos’è la prostituzione? Non è forse una diversa forma di amore? Limitata nel tempo al solo gesto sessuale? E l’infedeltà non è forse una naturale risposta a un rapporto matrimoniale logorato dal tempo e dall’obbligarietà morale nei confronti di una società falsa e bigotta? Va da se che dove esiste prostituzione e infedeltà vuol dire che l’amore per una data donna, o uomo, è finito e diventa solo una comoda formula sociale ed economica… in pratica un gioco e uno scontro di potere fra due umani. L’amore vero e libero da condizionamenti socio/religiosi, come riscoperta di una nuova libertà è la sola risposta che mi sento di dare. Ma l’amore libero si può manifestare solo a condizione che sia un rapporto fra persone libere mentalmente, e non legato da interessi patrimoniali, quindi non può essere merce di scambio in nessuna formula. Non si può considerare “normale” un rapporto di coppia stabilmente monogamo quando è solo adattamento alle convenienze sociali. La finzione è arrivata a tal punto che ormai la depravazione è diventata una specie di sfogo consentito e sottaciuto. L’ipocrisia impera sovrana ed abbiamo la sfacciataggine di chiamarla “amore coniugale” mentre il libero amore vien considerato lo sfogo bestiale di persone prive di ogni decenza. Così van le cose! Libero amore è l’incontro fra esseri umani consenzienti che durante un percorso di vita scelgono spontaneamente di sostenersi reciprocamente e condividere esistenza, intelligenza e sessualità. In questo contesto di libertà amorosa c’è una grande responsabilità emozionale ed etica. Negli ultimi duemila anni a causa delle restrizioni imposte dalla religione Cattolica, nei paesi cosiddetti civili e sviluppati, malgrado le innovazioni scientifiche e tecnologiche si può notare un costante e continuo abbassamento del livello emozionale, morale e dell’intelligenza. Viviamo in una società sempre più superficiale e violenta, soprattutto nei confronti delle donne e dei più deboli ma allo stesso tempo con l’ipocrita pretesa di mantenere una morale monogamica, una facciata di rispettabilità, nella convenzione ed accettazione di fasulle norme comportamentali di facciata. Mi sembra però che il tempo sia maturo per un superamento di entrambi questi falsi modelli, per giungere ad una vera liberazione sessuale, basata sulla parità dei sessi. Essa può manifestarsi solo nell’assoluta pariteticità, nell’indifferenziato ed ecologico erotismo-intimità-dialogo dell’Umano. Se riusciamo a staccarci dalla schiavitù ed incombenza del “livello” delle nostre qualità sessuali allora avremo veramente raggiunto la “liberazione sessuale”. Il sesso è solo energia, incontro fra gli opposti, frizione creatrice, amore.

Gregorio Asero