Inchiostronerodenso

Perché sei triste gioia mia?
Cosa doveva dirgli? Impossibile che lui capisse.

A lei mancavano le parole.

Di parole si nutriva.

Le mangiava a colazione inzuppandole nel caffè.

Le mangiava a pranzo fritte o saltate in padella.

Le mangiava a cena bollite con un filo d’olio.

Le adorava crude o cotte.

Preferiva coglierle dall’orto croccanti di rugiada la mattina. Oppure le trovava nel bosco sotto i pini adagiate sul muschio.
Le pescava nell’acqua del torrente o tra le nuvole del cielo.

Dormiva e si svegliava in un mare di parole.

Le scriveva sui carnosi fogli o sugli asettici schermi.

Lui non poteva capire che non erano i cibi a nutrirla o i gioielli a adornarla. Non erano i baci o le carezze. Quello che la tenevano davvero in vita erano solo le parole.

Ma lui non impiegava tempo a scriverle parole. Aveva voluto in dono, ai tempi, una prestigiosa penna…

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