Cimitero di stelle, di Irene Rapelli

Alle porte la notte e il salmodiare
irreligioso di popolo cieco
crivellano nel sangue e vana l’eco
si produce al cammino delle bare

sotto la terra fino a germogliare
dove un uomo l’osserva, ma di sbieco,
con terrore si possa indovinare
in lui la fame di morte: lo spreco

non consiste nel gesto del suicida
ma nella potatura del suo fiore
con umiltà innalzato sull’altare

divinamente muto, nella sfida
di sconfessare il taciturno orrore
che col suo grido ci torna a chiamare.

*

In ricordo di Noa Pothoven.

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