L’opera che oggi mi affascina di parlare è questa meravigliosa Compassione del grande maestro francese William Bouguereau, è un’opera pittorica al di sopra di ogni aspetto religioso e che del religioso incarna soltanto l’aspetto tragico della crocifissione, ma qui intesa e dimostrata diversa dalle icone caratteristiche della pittura mondiale e eterna.

Non è solo un Cristo crocifisso, ma il maestro ha voluto esaltare la tragedia stessa dell’atto e il dolore immenso che prova un semplice umano nel distaccarsi da un bene prezioso e ineguagliabile, in questo caso il Cristo, nel suo personale, i vari figli tutti morti compresa la prematura scomparsa della moglie, insomma un Bouguereau al massimo della sua perfezione pittorica, di disegno e di tecnica con un esplicito, toccante e profondo parlare del suo intimo e del suo dolore, una Compassione drammatica ma non un’esasperata sofferenza, ma un pacato e abissale dolore interiore.

Il quadro fu esposto in due distinte manifestazioni, quella del Salon degli artisti francesi nel 1897( e per la quale fu eseguita l’opera) e poi all’Esposizione universale del 1900. L’artista fu un fecondo artista, di lui si hanno un’infinità di opere, tutte di primissima importanza e di una delicatezza di linee e di luce, di colori e di impressioni uniche e grandiose, e tutte dovute anche e soprattutto alla sua immensa sofferenza che ha visto la perdita di ben quattro figli e della giovane moglie Nelly. Dopo la sua morte avvenuta nel 1905, i quadri, quasi tutti sulla sola tela, sono rimasti arrotolati in vari museii, quando finalmente dopo un magnifico catalogo presentato alla mostra del 1984 dal Montreal Museum of Fine Art, le sue opere acquisiscono un valore inestimabile e d’allora diventa uno dei più quotati e famosi artisti del fine ottocento.

Roberto Busembai (errebi)

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