Antonello da Messina e i volti dell’Ecce Homo

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Antonello da Messina “Cristo alla Colonna” 1476 – Olio su tela cm. 29,8×21 Parigi, Museo del Louvre

Dettaglio – Antonello da Messina “Cristo alla Colonna” 1476 Olio su tela cm. 29,8×21 Parigi, Museo del Louvre

A cura di Manuela Moschin

Buongiorno carissimi, oggi sfogliando un volume di storia dell’arte mi sono soffermata a osservare questa immagine di “Cristo alla colonna” di Antonello da Messina (Messina, 1430-1479) uno dei massimi capolavori tardi dell’artista.

Antonio de Antonio, conosciuto come Antonello da Messina, ebbe un ruolo fondamentale nel periodo rinascimentale perché avviò un cospicuo rinnovamento artistico. Egli ebbe la maestria di combinare le tecniche prospettiche di Piero della Francesca assieme alla meticolosità fiamminga, ponendo attenzione alla descrizione minuta dei dettagli e agli effetti di luce.
C’è una serie di dipinti dell’artista che da sempre mi affascinano. Si tratta dei Volti dell’Ecce Homo. Un termine derivante da una frase che Ponzio Pilato rivolse ai Giudei nel momento in cui mostra loro Gesù flagellato (Vangelo di Giovanni, 19,5):“Gesù dunque uscì, portando la corona di spine e il manto di porpora . Pilato disse loro:”Ecce Homo!” (Dal latino, “Ecco l’Uomo!”)(Giovanni,19,5).
Il “Cristo alla colonna” del Louvre,  relativo alla prima immagine, si allontana dal tema dell’Ecce Homo, in quanto la figura allude al martirio della flagellazione. E’ un dipinto che colpisce emotivamente per l’espressione patetica di Cristo. Egli possiede uno sguardo di dolorosa rassegnazione, accentuata dalla resa realistica delle lacrime e dalle gocce di sangue causate dalla corona di spine. Le labbra dischiuse e il cappio che gli pende dal collo gli conferiscono nell’insieme un ulteriore potenza drammatica. La rivoluzione di Antonello sta nel suo marcato naturalismo palesemente evidenziato anche nell’esecuzione dei capelli e dei fili di barba.

Si tratta davvero di un’opera caratterizzata da un’intensa accentuazione emotiva.
Lo storico dell’arte Giovanni Previtali (1934-1988) nel 1980 si espresse così nei confronti dell’artista:“Caratteri di iperrealismo pellicolare tra fiamminghi e lombardi”. 
La tipologia del ritratto risente, in effetti, dei modi fiamminghi di Jan van Eyck, attento ai particolari di una vericidità impressionante.
Ora andiamo a osservare alcuni “Ecce Homo” di Antonello da Messina:
L’Ecce Homo che segue è il più antico di Antonello. E’ stato scoperto di recente e precisamente nel 1981. Si tratta di una minuscola tavoletta recante sul retro un’immagine di “San Girolamo penitente.”
Antonello da Messina “Ecce Homo” 1465-1470 ca. Tempera grassa su tavola, cm. 19,5×14 New York, Collezione privata
Antonello da Messina “Cristo incoronato con le spine” 1470 Tempera e olio su tavola di pioppo cm. 42,5×30,5 New York The Metropolitan Museum collezione Friedsam

Antonello da Messina “Ecce Homo” 1474 olio su tavola di pioppo cm. 39,7×32,7 Galleria Nazionale di Palazzo Spinola Genova

Antonello da Messina “Ecce Homo” 1475 olio su tavola cm.48,5×38 Collegio Alberoni Piacenza

Immagini davvero toccanti…
Arrivederci in arte
Manuela 

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