Momenti di poesia. Io scrivo, di Maria Cannatella

Momenti di poesia. Io scrivo, di Maria Cannatella

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Io scrivo. (poesia ).

Scrivo per amore, per solitudine,
per i miei sogni, i miei ideali.
Scrivo,
per parlare con qualcuno.
Un foglio di carta ed una penna,
sono diventati i miei migliori amici,
complici della mia solitudine,
delle mie notti di pensieri,
del non dormire.
Pensieri,
che girano intorno a me,
frullato nella mia testa,
come fossero uccellini,
in uno stato confusionale,
dopo una brutta caduta.
Scrivo perché mi piace farlo,
amo la poesia e tutto ciò che mi circonda.
Scrivo per ricordare a me stessa la vita,
per rabbia, tanta rabbia,
perché non riesco a cambiare la vita.
Non so se è tardi per farlo.
La scrittura è parte di me,
forse ormai la mia unica medicina,
per tutto ciò che mi fa stare male
Amore, solitudine e rabbia.
Tre parole, un unico significato,
un unico dolore.
Lo stesso dolore per cui scrivo.

Dal libro OLTRE LE APPARENZE 2017
Maria Cannatella @
RISERVATI TUTTI I DIRITTI@
FOTO DAL WEB

Momenti di poesia. SENSI.. di Rita Frasca Odorizzi

Momenti di poesia. SENSI.. di Rita Frasca Odorizzi

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SENSI..

In un segreto respiro,
tu sei l’affanno..
il disordine interiore..
che misurano il battito
di un cuore che attende,
solitario e ibrido..
il ritorno..dove le anime
si specchiano.
E di questo giorno che muore
in un tramonto profanato di nebbia,
rimane un barlume di immenso
nel cielo oscuro..
il nostro amore che spazia.
in sensuali luci ed ombre mosse,
dal desiderio nostro che si incontra
in amorosi sensi..diluiti
dalla nostra passione..
In seno all’Universo,
profumato di oblio,
all’incrocio dei sensi
e dei sogni..
balla il tuo cuore con il mio…
la danza perpetua del Cosmo..

Leggo: Ferrara, accecato dalla gelosia uccide la compagna di 34 anni durante una lite in casa

Leggo: Ferrara, accecato dalla gelosia uccide la compagna di 34 anni durante una lite in casa

L’ennesimo femminicidio: questa volta a Copparo nel Ferrarese. All’Ospedale di Cona era giunta in prima mattinata in gravissime condizioni dopo essere stata colpita al capo con un corpo contundente. È morta poche ore dopo a causa delle ferite che le sarebbero state inferte dall’uomo, più grande di lei di 18 anni, con cui aveva una relazione sentimentale.

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A perdere la vita – andando ad allungare la tragica lista dei femminicidi – una donna di 34 anni, aggredita al culmine di una lite a Copparo nel Ferarrese. I fatti risalgono alle 8.30 di questa mattina quando l’uomo, 52enne, fidanzato della donna con cui avrebbe dovuto trascorrere la giornata, avrebbe litigato con la 34enne, all’interno di un garage nei pressi di un negozio, poi degenerato nell’assalto divenuto mortale. Il movente della lite, a quanto appreso, sarebbe legato alla gelosia. L’uomo è stato subito fermato e arrestato dai Carabinieri della cittadina emiliana che hanno rinvenuto e sequestrato l’oggetto con il quale la donna è stata colpita e hanno chiamato i sanitari del 118 per prestare soccorso alla vittima dell’aggressione… continua su: https://www.leggo.it/italia/cronache/donna_uccisa_copparo_ferrara_oggi_ultimissime_24_agosto_2019-4693203.html

ADN Kronos: Lega precipita nei sondaggi

Lega precipita nei sondaggi

POLITICA

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(Fotogramma)

Pubblicato il: 25/08/2019 10:32

Lega 5 punti giù in un mese, Pd e M5s in leggera risalita. Il sondaggio Winpoll-Sole 24 ore conferma i trend sulle intenzioni di voto registrati da altre rilevazioni, sottolinea che solo 4 italiani su 10 vogliono andare a votare subito, che il 62% degli elettori Pd vuole l’accordo con il M5s che ricambia la prospettiva del matrimonio con un più tiepido 43%. La Lega scivola dalla stima del 38,9% del 30 luglio, all’attuale 33,7%, il Pd racimola uno 0,7 in più, passando dal 23,3 al 24. In risalita anche il M5s dal 14,8 al 16,6, si conferma costante l’avanzata di Fdi dal 7,4 all’8,3 mentre Fi scende se pur di poco dal 6,7 al 6,6%… continua su: https://www.adnkronos.com/fatti/politica/2019/08/25/lega-precipita-nei-sondaggi_jMozigJcNsYC0icPjBzuII.html?refresh_ce

La Repubblica. Brescia, vittima di un incidente nel 1988: muore dopo 31 anni di coma

Brescia, vittima di un incidente nel 1988: muore dopo 31 anni di coma

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Ignazio Okamoto a 17 anni (foto Giornale di Brescia) 

https://milano.repubblica.it

Ignazio Okamoto aveva 22 anni quando rimase coinvolto in un incidente stradale. Da allora i genitori lo hanno accudito in casa, lasciando anche il lavoro

Era in coma dalla primavera del 1988 dopo un incidente stradale ed è morto venerdì scorso dopo 31 anni in stato vegetativo. Ignazio Okamoto, madre bresciana e padre messicano ma di origini giapponesi, aveva 22 anni quando – la notte della festa del papà del 1988 – rimase gravemente ferito in un incidente stradale. È morto due giorni fa all’età di 54 anni a Collebeato, nel Bresciano, dove viveva con la sua famiglia.

Con altri quattro amici il giovane era a bordo di un’auto che uscì di strada lungo la A22 del Brennero. Uno dei ragazzi – Nicola Luigi Mori, 22enne di Lumezzane – morì mentre Okamoto, soprannominato Cito, finì in coma, senza mai riprendersi. “Per 31 anni ci siamo isolati dal mondo – ha raccontato al giornale di Brescia la madre Marina -: mio marito ha lasciato il lavoro e per 31 anni ha seguito in casa nostro figlio”.

Momenti di poesia. Quante cose perdute, di Poetica-Mente di Daniele Cerva

Momenti di poesia. Quante cose perdute, di Poetica-Mente di Daniele Cerva

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Quante cose perdute
per trascuratezza
indifferenza
malovivere
Abbracci evitati
sguardi traditi
cuori delusi
mani lasciate
Sorrisi scoloriti
emozioni derise
aiuti ignorati
parole volate
E tutto sbiadisce
piano scompare
Sono solo ferite
mai curate
che fino alla fine
stilleranno dolore
Meglio allora
non ricordare

© 2017 Daniele Cerva
Tutti i diritti riservati

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SCUSE PAPALI

Scrivo dunque esisto

Scusate per la mia assenza. No, non mi sono presa il weekend libero. No, non mi sono stufata di scrivere. Si, forse ci ho creduto un po’ meno in questi giorni. No, non penso di riuscire a mantenere i ritmi. Si, dovrei proprio scrivere duecento post per recuperare i tre giorni di assenza. Si, mi rivolgo a un “voi” perchè spero qualcuno prima o poi mi legga. Si, mi scuso perchè spero che *sempre a quel voi di prima* importi qualcosa della mia assenza. No, non scrivo ora i post perchè sono davvero stanchissima e non voglio compromettere la mia carriera di poeta in erba. Si, lo so che non me se incula nessuno *nada de nadassssssssss*. è per questo che non faccio scuse ufficiali, sono troppo reali. è per questo che vi beccate delle scuse PAPALI, un po’ favolistiche, un po’ come voi.

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SINDROME DI STO ‘CCOLMA

Scrivo dunque esisto

Il sole fa mezzaluna
Sui miei occhi
Le tegole dei tetti
Disegnate dalle orme dei gatti
Le chiome degli alberi
Toccate dal canto degli uccelli
L’aria soffice e rosea
Cullata dal chiacchiericcio della gente
La familiarità con cui ricordo
Ogni centimetro di questa città
Le speranze con cui accompagnavo
Ogni passo in avanti
L’affanno con cui rubavo
Minuti di indipendenza
Il posto dell’amore, il posto dei sospiri
Il posto delle mie torture.

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LA CASA DI CARTA

Scrivo dunque esisto

Ho la presunzione di non dare possibilità alla gente. Inizio a parlare, rispondo, ci metto entusiasmo, poi mi fermo, di botto, senza motivo.

Mi isolo e penso che non ne vale la pena. Mi isolo e penso che sia meglio per tutti così. Mi isolo e penso “voi parlate di risparmi, io non so nemmeno se arrivo a fine giornata.” Lo penso, ma non lo dico. Perché? Perché ho la presunzione di pensare che io sia migliore, più intelligente, che io sia più matura di loro.

“Che ne sai tu di tutto quello che ho passato, tutte le esperienze che ho fatto.” Che ne sanno loro, ma che ne so io di tutte le esperienze che hanno fatto loro?

Questa cosa di me mi dà fastidio, ma odio anche il fatto di non saper mettermi in gioco, perché questa cosa non so superarla e non so riempire i silenzi mostrando…

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Momenti di poesia. Mi mancano le parole, di Daniele Cerva

Momenti di poesia. Mi mancano le parole, di Daniele Cerva

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Mi mancano
le parole
tutte le parole
Quelle del cuore
Quelle vive
sussurrate e non dette
Arido dentro
La vita
mi sta prosciugando
annegando
in una realtà
che non vorrei
Nemico delle regole
e della normalità
mi sto perdendo
per un niente
Rischio i miei giorni
per una libertà
che non voglio perdere
Nonostante gli anni
Sono ancora un ribelle
un diverso
nel piattume che ci circonda
Oso
e questo non piace

24 agosto 2019
@ Daniele Cerva
Tutti i diritti riservati

Momenti di poesia. Le braccia della notte, di Giuliano Saba

Momenti di poesia. Le braccia della notte, di Giuliano Saba

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Le braccia della notte


Mi hanno stretto forte
Son rimasto sveglio
In quell’abbraccio ..
Le labbra della notte
All’ alba
Avevano ancora
Il profumo della tua pelle..
Dormi…
Il giorno e’ ancora lungo…


Giuliano Saba Sculture

IL NESSO, poesia di Silvia De Angelis

Mi muovo

con dolcezza

entro morbide angore

centrifugando nugoli di pensieri

attanagliati a piombi opachi

Quella pastosa amaca

mi fa cedevole

a colori d’esistenza

ove traggo

delicate indulgenze

di tulle variopinto

Le inseguo in in circuito

di radiose velleità

manipolato

da un teorema controluce

che inverta

in uno schiocco

il nesso

fra tangibile e irreale

@Silvia De Angelis

MI FACEVI SENTIRE DOSTOEVSKIJ, di Valentina Fortichiari

MI FACEVI SENTIRE DOSTOEVSKIJ, di Valentina Fortichiari

Manuale – memoir di un ufficio stampa

Prefazione di Ildefonso Falcones

Pagine: 288 – Prezzo: 15,00 € In libreria dal 23 maggio

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Un libro che racconta dall’interno che cos’è e come funziona un ufficio stampa editoriale.

Un vivo racconto di ricordi, incontri, momenti eccezionali di un mestiere unico.

Oltre vent’anni alla guida dell’ufficio stampa di un grande gruppo editoriale sono un’avventura unica. Valentina Fortichiari l’ha vissuta fino in fondo e ha scelto di raccogliere in questo libro ricordi, incontri memorabili, aneddoti, ma anche riflessioni approfondite, esempi concreti e indicazioni pratiche su come funziona, o dovrebbe funzionare, un ufficio stampa e come si crea e si mantiene nel tempo un rapporto di fiducia e collaborazione con gli autori, da un lato, e con i giornalisti e tutti gli altri operatori della cultura, dall’altro.

Nonostante le incessanti novità tecnologiche, in un lavoro simile, la chiave decisiva è ancora il tratto umano della persona, che trova la sua espressione ultima in tre momenti fondamentali: l’educazione, il carattere, lo stile. Ed ecco perché accanto ai capitoli «teorici» si affianca una galleria di grandi personaggi: editori, autori, uomini di cultura, da Mario Spagnol a Vikram Seth, da Jostein Gaarder a Dirk Bogarde (cui è dedicato un commosso ritratto) a Ildefonso Falcones (che firma anche un’affettuosa prefazione).

Forte della sua esperienza, Valentina Fortichiari descrive e illumina ogni angolo di questo avamposto della comunicazione che, al centro della rete culturale di un Paese, ne segue l’evoluzione del costume, le mode, i dibattiti, si mantiene costantemente aggiornato sulle nuove idee e sui nuovi protagonisti, e tutto traduce con determinazione e pazienza in azione quotidiana.

«Valentina Fortichiari è autrice di un libro tra la riflessione sull’editoria e l’autobiografia, in cui condensa la sua straordinaria esperienza personale e offre perle inaspettate.» Dino Messina, Il Corriere della Sera

«Nel suo manuale – memoir Mi facevi sentire Dostoevskij, Valentina Fortichiari ci consegna, a volte tra le righe, non solo una mappa anche teorica su il mestiere «più bello del mondo», ma proprio la temperie esistenziale, il clima che si respira.» Mario Baudino, La Stampa

«A conti fatti, ripensando alla mia esperienza, posso dire che la carta vincente è stata l’umanità. La capacità di non dimenticare mai che in tutti i rapporti interpersonali, che sono molti e articolati – agendo nell’universo dell’editoria, della cultura –, la chiave è stabilire un modo corretto, onesto, aperto di collaborazione. Si dovrebbe davvero riuscire a conoscere e “sentire” le varie personalità, per meglio interagire, non solo per ogni aspetto professionale, ma anche con gesti, attenzioni, accortezze che fanno la differenza. Si deve essere capaci di atti umani con tutti, sempre.»

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foto: http://www.illibraio.it

L’autrice

Nata a Milano, Valentina Fortichiari ha sempre lavorato nel settore editoriale. Esperta di archivi e di biografie, ha curato e cura l’opera di Cesare Zavattini e di Guido Morselli, ai quali ha dedicato saggi critici.

Ha esordito nella narrativa con il romanzo Lezione di nuoto. Colette e Bertrand, estate 1920 (Guanda 2009), che ha vinto i premi Rapallo per la sezione Ortese, Grazia Deledda e Rhegium Julii, cui hanno fatto seguito Non ha mai quiete, romanzo sulla figura di Leonardo da Vinci (Sedizioni 2015) e La cerimonia del nuoto, raccolta di racconti ispirati dalla sua passione acquatica e dal suo passato agonistico (Bompiani 2018).

Nelle edizioni TEA ha pubblicato il manuale Nuotare tutti, subito e bene, diventato nel tempo un vero long seller. Ha svolto e svolge l’attività di libera docenza in comunicazione e tecniche del racconto in diversi Master universitari, tra i quali il Master ideato e diretto da Umberto Eco presso la Scuola Superiore di Studi Umanistici di Bologna (5 edizioni), quelli della Fondazione Mondadori di Milano (7 edizioni), dell’Università Statale di Milano (7 edizioni), del collegio Santa Caterina di Pavia (7 edizioni) e dell’Università Cattolica di Milano (3 edizioni), nonché il Laboratorio da lei ideato presso il Circolo dei Lettori di Torino (6 edizioni), e «Fenysia, i linguaggi della cultura», scuola fondata da Alba Donati a Firenze.

UFFICIO STAMPA | Barbara Trianni

ufficiostampatea@tealibri.it

Momenti di poesia, Ho le iridi infiorate di Grazia Denaro

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Oggi la valle

è una distesa verde

ed io dalla panchina all’ombra

osservo svolazzi e trilli di uccelli

che rallegrano il cielo

mentre il vento mi riporta effluvi

di piante in movimento.

 

Ho le iridi infiorate

dallo splendore emanante dalla natura

esaltata dai raggi fulgenti

che regnano incontrastati

sotto la volta blu cobalto

a regalare oro al paesaggio

nella divina luce del ridente giorno

deliziato dal suono

gorgogliante del torrente

che dona un canto di serenata

a questo meraviglioso contesto

dispiegato in tutta la sua aulica poesia

di cui interiormente mi sento parte…

 

… ed il pensiero ritorna

al tempo delle trecce, delle risa,

delle gioiose grida

quando le corse non le fermavano

neppure le sbucciature alle ginocchia.

 

@Grazia Denaro@