Enrico Da Rauma, sei anni in solitaria in zone scandinave ed extra, menzionando Groenlandia e Islanda

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Mi ritrovo a distanza di 4 anni a scrivere comunicati stampa, quasi come fossero vere e proprie lettere mandate ai propri affetti.. in un epoca “new retro`” in cui la distanza gioca con suggestioni di guerra e resistenza.

In realta` e per fortuna non sta accadendo nulla di tutto cio` nonostante la situazione italiana, europea e mondiale non sia del tutto rassicurante.

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La resilienza , piuttosto, quella e` piuttosto sentita a discapito di un ciclo che vedo evolversi e man mano dirigersi verso il compimento.

Sei anni in solitaria, in diverse scorribande in zone scandinave (ed extra, menzionando Groenlandia e Islanda ) . Avrei da scriverne di lettere simili, in ase ad I ricordi decisamente freschi ed intensi, quali sono stati questi ultimi tempi.

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Sono stanco , ma ho ben chiaro in mente come terminare quello che qualche anno fa ho deciso di intraprendere come progetto: completare un foglio da misure ingombranti, per agire con il solo intervento delle matite.

Ho sempre amato il disegno, perdermici dentro mondi affascinanti e visionari , citando Huysmans ( nel suo piu` celebre “ A rebour ” ) ho trovato si la mia zona di conforto , che portata all` esasperazione sa ancora darmi dei brividi da intossicazione.

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Si, vivo per il solo piacere di poter creare (e Dio sa solo come) disegni fitti ed intricati , in cui l`energia che cerco di adoperare, si incanala da una matrice invisibile e metafisica, raccogliendo lo stupore che infine esce tracotante dagli sguardi o dalle espressioni che fissano l`osservatore.

In una mimica di gestuale iconografia eccomi arrivato a 52 metri, di 97 totali in lunghezza (e 4 di altezza) da portare a compimento.

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Ma ho voluto da me` medesimo la bicicletta, ed eccomi qua a Rauma, a pedalare una traiettoria che avra` il suo termine a dicembre 2020.

Molti conoscenti e amici di vecchia data continuano a chiedermi perche ` sia dovuto arrivare qua in Finlandia per creare qualcosa di simile.

Ho 2 risposte che effettivamente mettono in chiaro non solo I miei limiti ,ma inerente ai tempi moderni , sottoscrivo primariamente di non avere mai avuto la possibilita` a Torino (mia citta` natale) la possibilita` di esordire.

Non uno spazio necessario, non l`incoraggiamento da istituzioni, ne` l`aria adatta a respirare un vero clima di sperimentazione. Eccomi allora, binariamente a dover cercare come tanti altri ragazzi un lavoro ,  “ IL “ lavoro all`estero che porta un regolare guadagno pari a mantenere un affitto ed a guardare quanto il  mondo fuori da quattro mura ha da offrire , al di la` del bene e del male.

Siamo in pochi ma in tanti (oggigiorno non fa piu` paura) a provare la nostalgia per papa` e mamma, I luoghi a noi cari e la famiglia nel senso piu` umano del termine.

Una specie di esilio porta a masticare alla fermata di una metro a Berlino, Parigi o Londra  un senso di inadattamento e frustrazione generazionale che porta a compimento un taglio generazionale oramai brevettato e compiuto.

Ma, senza per questo avere tedio o odio, l`incentivo a spingersi anche oltre, in nome della curiosita`, regala anche e sovente cieli azzurri e freddi artici, ai quali si susseguono giornate calde e piu`ritmate, scandite dagli impegni che sempre di piu` chiariscono l`obiettivo che in risposta ci riporta a compiere decisioni.

A seconda degli obiettivi e delle scelte personali , emotive ed affettive..il bivio appare chiaro, nel decidere della propria vita a quale direzione convergere.

Se faccio questi ragionamenti e` grazie all`appassionato accorgimento di Pier Carlo Lava che mi permette di metetre nero su bianco una serie di annotazioni necessarie ad uno sguardo oculato su quanto avvenuto finora.

Non avendo infatti il dono della sintesi, cerco di spiegare il motivo per cui mi sia avvicinato alla Divina Commedia, in modo sicuramente casuale, seppur profondo e quasi vissuto. Trascendere un`esperienza ha una dignita` che rasenta temi seri da affrontare quasi in modo severo e controllato permettendo solo all`autodisciplina di sovverchiare se` medesimi.

E fa paura dalle vertigini che provoca.

Una serenita` di fondo tutto sommato porta avanti la stamina di questi giorni, in cui sono definiti come  il giro di boa , per un lento e massiccio ritorno.

Sperando di dare visibilita` al mio Paese oltre che ad una gia` Sua storica dignita` mi accingo a continuare in modo sereno l`operato.

Ho quasi terminato il Purgatorio e mi sento in forza, nonostante iI mal di schiena mi richiamano a ritmi leggermente morbidi e meno serrati.

Devo a Piotr Zygulski i miei ringraziamenti . Vedo in Lui uno schema orientato in una deontologia sana e metodica nel portare a compimento un progetto di Vita.

Seppur da lontano e senza frequenti chiacchierate (se non qualche aggiornamento all`anno) mi trovo in perfetta armonia con la ricchezza con il quale sa stimolare il mio modus operandi.