La Salita di Gian Piero

La Salita di Gian Piero

https://appuntialessandrini.wordpress.com 5 agosto 2019

Rita Rossa (per conto dell’Associazione Casa Alpina San Paolo)

La salita.jpg

Alessandria. Quante sono le parole che non siamo riusciti a dirci? Tante? Forse, ma sono tante le cose che ci siamo scambiati negli sguardi, nei gesti, negli abbracci.

Oggi a un anno di distanza da che Gian Piero non è più fisicamente con noi sentiamo ancora viva la sua presenza e sempre più grande è la nostalgia di un uomo come lui.

Abbiamo oggi, pur nel dolore della sua assenza, un porto sicuro perché ci ha lasciato gli esempi e la dignità della sua vita di uomo puro. Partigiano fino all’ultimo dei suoi giorni, ha continuato ad esserlo attraverso le parole che ci ha lasciato. Il suo sguardo severo e arrabbiato per le ingiustizie e l’odio verso l’altro ha continuato a vegliare e alimentare la nostra voglia di reagire.

La foto con le magliette rosse indossate dai ragazzi lo scorso anno a luglio è ancora nella bacheca della Casa Alpina a Gressoney e, nella sua semplicità, è il testamento morale e etico che ha consegnato alle generazioni passate e future.

Abbiamo imparato ad essere partigiani da lui, quando si tratta di dignità, di rispetto, di umanità, di libertà, quando i gesti rituali svuotano l’essenza dei valori, siano essi laici o religiosi, quando le parole e gli atti sono contro qualcuno.

Abbiamo imparato che la Fede è una rivoluzione profonda e che la religione senza la Fede può essere l’arma più pericolosa contro l’umanità.

Abbiamo cercato di coltivare la capacità di essere dalla parte degli ultimi, sempre.

Abbiamo raccolto il suo essere partigiano con i ragazzi e per i ragazzi.

Se pensiamo a quanto ci manca sentiamo la solitudine e la tristezza.

Ti vogliamo bene Giampi, così semplicemente, e anche se tante cose non sono più le stesse sentiamo che vivi nelle tante attività che abbiamo portato avanti.

Le esperienze di comunità alla Casa Alpina di Gressoney sono il perno e il centro di ciò che portiamo avanti in nome tuo.

I ragazzi sono stati la tua ragione di fede e di vita, nella scuola, nel Sacerdozio, nell’impegno civile e partigiano e anche quest’anno erano in tanti a rendere viva la Casa Alpina.

La straordinaria forza che hai avuto nel creare relazioni fra le persone ci ha sostenuti nel raccogliere la sfida per non far morire una delle esperienze a cui tenevi di più: vivere la montagna, respirare la natura e comprendere la grandezza del Creato. La tua percezione di Dio stava nella consapevolezza che la vera Cattedrale in cui onorarlo sia la Natura e per questo volevi che tutti potessero aprirsi a questa ricerca.

Ecco, noi abbiamo cercato di raccoglierlo quel testimone e anche se senza di te siamo più soli abbiamo sentito il dovere morale di non perderci, di essere comunità, di tenerci stretti.

Vogliamo ricordarti con l’immagine dei ragazzi di questa estate, sorridenti e chiassosi, vitali e pieni di futuro. Vogliamo ricordati con la commozione del momento in cui abbiamo riaperto la Cappella nella casa e guardando il Crocefisso scolpito nel legno abbiamo intonato Al cader della giornata, il nostro inno, la nostra fede nel prossimo.

Vogliamo ricordarti con la scalata al Tobio, fatica e conquista, riflessione e condivisione.

Il tuo zaino antico, la tua borraccia ammaccata e la tua picozza sono sempre li, ci parlano di te e dell’essenza della vita che ci hai donato. Ciao Giampi.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...