Stanze d’isola, di Giovanni Luca Asmundo, letto da Angela Greco

Stanze d’isola di Giovanni Luca Asmundo letto da Angela Greco

https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2019/03/15/stanze-disola-di-giovanni-luca-asmundo-letto-da-a-greco/

 67620431_2409161982455970_3060073037719142400_n

E’ occorsa una notte di sonno pieno, utile e necessario ristoro, e un mattino limpido di sole nascente, a priori di qualsiasi altra incombenza, per riuscire a dire della lettura di questo libro di poesie. Anzi, di poesia, per quel legame tra i testi, che ne fanno un unicum, un poema, una narrazione in versi. Chiunque pensi di potersi accostare a stanze d’isole (Oèdipus Ed.2017) di Giovanni Luca Asmundo (Palermo, 1987; architetto che vive e lavora a Venezia), “opera vincitrice del Premio Letterario Felix, III edizione, sul tema Paesi-Radici. Abbandoni e ritorni nell’epoca 2.0” con superficialità e il sempre poco tempo sottratto ad altro da fare ritenuto più importante, commette una ingiustizia, una dissacralità, verso se stesso e verso la poesia.

     Si legge tutto d’un fiato appena giunge a casa, versi liberi con strutture sonore distese sulla pagina chiaramente, senza fingimenti o effetti speciali, accogliendolo, per la suggestione del titolo, come un piccolo (realmente è un formato A5) naufrago giunto chissà da quali altri lidi; subito catturati dall’atmosfera di teatro antico, dalle scene cesellate con mano d’artista, dallo scorrere del proprio tempo insieme con quello della storia narrata, incuranti d’essere in altra epoca e altro luogo, ci si trova lì, con la poesia, che raramente parla di un io singolare, volto soprattutto a sottolineare l’uno narrante, ma che si volge tutta completamente al plurale, fin dalla divisione delle sezioni (Prologo, Parodo, Epiparodo, Esodo) e che invita a questo plurale, alla partecipazione e all’azione. Quella di non perdere la memoria, le radici, l’appartenenza, elementi ormai labili in quel mondo 2.0 o forse più di cui nel titolo del Premio che ha dato vita a questa pubblicazione. Continua a leggere “Stanze d’isola, di Giovanni Luca Asmundo, letto da Angela Greco”

Zero al quoto, di Fabrizio Bregoli letto da Angela Greco

Zero al quoto di Fabrizio Bregoli letto da Angela Greco

da: https://ilsassonellostagno.wordpress.com/2019/08/05/zero-al-quoto-di-fabrizio-bregoli-letto-da-angela-greco/

Si apprende dal vocabolario che in aritmetica, “quoto” è il quoziente esatto, senza il resto, e l’espressione utilizzata nel titolo – zero al quoto – indica una potenza con base zero elevata a zero, ossia qualcosa di impossibile da risolvere, che, al di là dei dibattiti tra addetti ai lavori numerici (a cui pure l’autore, laureato con lode in Ingegneria Elettronica, con buona probabilità è avvezzo), sconfinando in problemi di ben altra natura da quelli meramente matematici, giustifica la materia sottesa al titolo stesso, la poesia.

67882107_580248625841466_3264590657276084224_n

Tralasciando le peripezie di pensiero con cui Fabrizio Bregoli dà il benvenuto al lettore della sua opera, Zero al quoto (puntoacapo editrice, 2018), per i profani in matematica come me, quello zero, di cui, appunto, nel titolo, attrae, affascina e, dopo aver letto l’impegnativa prefazione Vincenzo Guarracino – il quale pure tenta un dipanare la matassa inerente titolo e silloge – conduce subito alla lettura dei versi, domandandosi se, casomai, quello zero non sia fondamentalmente un punto d’inizio di un’argomentazione poetica, che fin dai primi versi l’autore intesse con testi densi, finalmente lunghi (per questo momento poetico, che preferisce la rapidità di testi fruibili come tweet) e articolati, narrativi a loro modo e che predispongono il lettore ad un ascolto meditato e per forza di cose lento, coadiuvato da esergo, che invitano all’approfondimento dell’ultima poesia italiana d’autore. Con Zero al quoto occorre stare in poesia; non si può altrimenti.

Il primo testo, “Detto? Taciuto appena” titolato in corsivo e collocato al di fuori delle sezioni che compongono la silloge, ha l’aria di una introduzione per il lettore, una presentazione a tutti gli effetti, un presentare e presentarsi in Versi. Foggia o marchio per la memoria fino a domandarsi Eterno quest’istante? / Eterno. Fragile ed eterno e a far comprendere, a mio avviso, che è dell’incontro proprio con la Poesia che si sta dicendo.

“Gli uomini (o la loro ipotesi)” è la prima sezione del libro; subito, la prima poesia (Sapere di te) commuove; un’analisi lucida della realtà, consegna quest’ultima a chi verrà, consigliando quella stessa calma e mancata fretta di cui si è detto poco prima (Non avere fretta, qui tutto scalcia / conoscerai astio, menzogne d’uomini / impietoso linciaggio d’anni, tu / fanne limo profondo di sapienza / verità, come di provvida pioggia / rettitudine e inalterato amore); nel dialogo che il poeta intraprende nei primi due componimenti con un nascituro (La tua presenza è l’eco d’una voce / smorzata nei brevissimi centimetri / sull’esile attorciglio del funicolo) si tenta una prima ricognizione del presente, iniziando proprio dagli esordi dell’essere umano, il concepimento, affermando che La vita è il nulla che le dà principio / l’assurdo che s’intrude nel possibile, per poi subito dare luogo ad una speculazione a tratti filosofica sull’esistenza, portata al lettore anche con metafore efficaci, come si legge in “Consumazione obbligatoria”: E indifferente / se fosse oste o avventore […] se banco o giocatore in quella riffa […] / O era questo suo scoprirsi nessuno / escluso ad ambo i giochi / a riassumerli entrambi?, per giungere, in “Fosse poesia”, ad una chiara esposizione di quella visione nichilista di cui ampiamente nella prefazione: Fosse poesia potrei indugiare / su qualche vezzo cromatico […] / Ma questa scena è minima, assoluta / non si concede appello, assoluzione. / Lui siede agli scalini, tra i piccioni […] / lo sguardo arrovesciato su detriti / di storie, ciò che ne resta tra le unghie / sudice, un bicchiere, stente monete. / Chiede nuda evidenza del suo esserci. // E non serve una poesia, un altro alibi. Continua a leggere “Zero al quoto, di Fabrizio Bregoli letto da Angela Greco”

Solo tu mi fai volare.

67114077_680675665731482_4426516079782658048_n (1)

Solo tu mi fai volare

Lontano su nel cielo come un aquilone

che ride davanti alle nuvole.

Felice e innamorato

volo trascinato dall’amore…

Sei come un dolce eco

dentro il mio cuore

un dolce frastuono che mi fa vibrare

l’anima…

Sei come una sinfonia dentro me

una nota struggente che

mi suona dentro

una melodia solenne

che fa volare il mio essere

al di là del blu del mare

fino a perdersi nei tuoi occhi

pieni d’amore

fino a perdersi dolcemente dentro te

trovando la sua casa dell’amore.

 

 

 

La mia adolescenza

Con Loretta Pavan una storia di rivincita sulla malattia grazie allo sport

Con Loretta Pavan una storia di rivincita sulla malattia grazie allo sport

Lunedì 5 agosto il viaggio in bici da Vicenza alla Spagna fa tappa all’Ospedale

Il Piccolo.png

LA TESTIMONIANZA

04 Agosto 2019 di REDAZIONE http://www.ilpiccolo.net/

1564824839839.jpg--con_loretta_pavan_una_storia_di_rivincita_sulla_malattia_grazie_allo_sport.jpg

Loretta Pavan

ALESSANDRIA – C’è anche l’ospedale Santi Antonio e Biagio tra le tappe del lungo viaggio da Vicenza a Tarifa che Loretta Pavan affronterà in bicicletta come ultima sfida contro il cancro. All’ex imprenditrice di 58 anni nel 2006 è stato diagnosticato un tumore al seno, la stessa malattia che già si era portata via in giovane età le due sorelle.

Dopo un periodo difficile di ricoveri, interventi, terapie e bilanci, Loretta Pavan ha così deciso di cambiare vita saltando in sella alla sua bicicletta da cui non è ancora scesa. Oggi, sabato 3 agosto, infatti, parte insieme al compagno di avventure Giorgio Murari per un giro di 3.000 km, fino in Spagna, con un dislivello di 28 metri metri.

Un viaggio di tredici giorni in totale autonomia per affrontare e sconfiggere ancora una volta il tumore grazie allo sport, dopo aver già conquistato il Monte Grappa per ben 56 volte e Capo Nord l’anno scorso. Continua a leggere “Con Loretta Pavan una storia di rivincita sulla malattia grazie allo sport”

Zeus Anche Facebook collegherà cervello e computer Come Elon Musk, ma senza interventi chirurgici

Zeus Anche Facebook collegherà cervello e computer Come Elon Musk, ma senza interventi chirurgici

f1_0_zeus-anche-facebook-colleghera-cervello-e-computer-come-elon-musk-ma-senza-interventi-chirurgici.jpg

«E se potessi digitare direttamente dal cervello?»: questa era la domanda che Facebook si poneva un paio d’anni fa, lanciando un progetto di ricerca finalizzato alla costruzione di un apparecchio in grado di “leggere i pensieri”.

da: redazione https://www.welfarenetwork.it/

L’obiettivo era avere a disposizione un macchinario che consentisse a chi non può più esprimersi attraverso la voce di digitare su un computer semplicemente pensando le parole che desidera appaiano a schermo.

Ora uno studio dell’Università della California ha dimostrato che il sogno di Facebook è realizzabile.

Leggi l’articolo originale su ZEUS News – https://www.zeusnews.it/n.php?c=27518

Segnalazione “Canto d’Honduras” di Simone Barbato

Segnalazione “Canto d’Honduras” di Simone Barbato

da Reading Is True Love

http://readingistruelove.altervista.org

Readers segnalazione per la Giraldi Editore  Esce il 20 Febbraio “Canto d’Honduras-diario di un naufrago” di Simone Barbato

Titolo: Canto d’Honduras- diario di un naufrago

Autore: Simone Barbato

Data pubblicazione: 20 Febbraio 2019

Editore: Giraldi Editore

Genere: Diario autobiografico

Segnalazione E898-4355-80CC-2E52F9D28A31Segnalazione 1

Sinossi:

Simone Barbato racconta i suoi 57 giorni da “naufrago” su un’isola in Honduras come partecipante a un noto programma televisivo. Il racconto si sdoppia contemporaneamente in due viaggi: il primo, quello reale, dove viene descritto dettagliatamente tutto ciò che succede durante la permanenza sull’isola; il secondo è più spirituale, è il racconto delle sensazioni e delle impressioni intime di questa sua straordinaria avventura.

La scrittura si alterna tra momenti narrativi, una sorta di “diario di bordo”, e altri di riflessioni e poesie inedite. Ricordi personali e famigliari si intrecciano a impressioni e aneddoti sui suoi compagni d’avventura creando una narrazione che racchiude felicemente molti generi letterari diversi, al contempo ironica e profonda, autobiografica e lirica.

Simone Barbato porta il lettore per mano dentro questa storia e dentro di sé, nel suo mondo, nel suo personaggio televisivo e soprattutto dentro la sua parte più intima e misteriosa, rivelandosi anche in una nuova veste artistica: oltre che mimo, attore, tenore lirico, pianista, ora anche poeta.

ALEGAS: Attenti alle truffe telefoniche, e a domicilio. Rivolgetevi ai nostri sportelli di Alessandria e Tortona, aperti tutto il mese di agosto

ALEGAS: Attenti alle truffe telefoniche, e a domicilio. Rivolgetevi ai nostri sportelli di Alessandria e Tortona, aperti tutto il mese di agosto

alegas attenti Truffe anziani 5 .jpg

Alessandria: “Attenti alle truffe, sia telefoniche che a domicilio: continuiamo a ricevere segnalazioni, ad Alessandria come ad Acqui Terme o a Tortona, di persone, soprattutto anziane, sollecitate con proposte di ogni tipo, magari usate come pretesto per entrare in casa. Per avere chiarimenti, prima di firmare proposte di qualsiasi tipo, contattate i nostri addetti: siamo aperti tutto il mese di agosto”.

Paolo Arrobbio, Presidente del Gruppo AMAG, e Andrea Innocenti, Amministratore Unico di ALEGAS, intervengono a doppia voce per segnalare un fenomeno che, nelle settimane estive, pare farsi più intenso, e certamente rischioso.

Ovviamente è ALEGAS, l’azienda del Gruppo AMAG attiva nella vendita di luce e gas, ad essere più spesso utilizzata da malintenzionati come pretesto per proposte poco trasparenti. Continua a leggere “ALEGAS: Attenti alle truffe telefoniche, e a domicilio. Rivolgetevi ai nostri sportelli di Alessandria e Tortona, aperti tutto il mese di agosto”

Una birra 100% piemontese, di Lia Tommi

E’ stato firmato dal notaio l’atto costitutivo della nascita del Consorzio BP sviluppato dalla Cia di Alessandria, in collaborazione alla Cia di Cuneo e Cia Piemonte. Una birra 100% piemontese, che coinvolge imprenditori agricoli e birrifici della nostra regione.
Il marchio, depositato, è Consorzio BP – Birre Piemonte. Lo scopo è proporre un prodotto di qualità fatto da professionisti del settore piemontesi, ciascuno specializzato in una delle parti produttive di filiera, dalla produzione alla trasformazione.
I soci fondatori stanno lavorando per la predisposizione di progetti e sviluppo di iniziative volte al miglioramento del settore dei cereali, del luppolo e dei loro derivati. Il Consorzio costituito faciliterà i rapporti e si occuperà di promuovere, incentivare e valorizzare le produzioni di materie prime da birra del territorio piemontese, con particolare attenzione a quelle produzioni necessarie all’ottenimento di malti e luppoli di alta qualità.
Il Consorzio BP si occuperà anche di provvedere alla raccolta, selezione, lavorazione delle varietà di orzo, luppolo e di altre materie prime destinate alla produzione di birra di provenienza piemontese, anche attraverso la costruzione, acquisizione e gestione diretta di idonei impianti e di macchinari e attrezzature varie. Tra gli intenti c’è anche la promozione di una rete diffusa di birrifici, la commercializzazione e la regolamentazione economica dei rapporti tra i soci nella determinazione dei prezzi di vendita dei prodotti agricoli, fino ad arrivare alla promozione di una rete commerciale in Italia e all’estero per il collocamento delle produzioni.
Una parte importante sarà riservata alla comunicazione e alla promozione del progetto consortile “Made in Piemonte” e alle attività di informazione e pubblicità tra i consumatori.
L’agricoltura sarà protagonista, con particolare riferimento alla qualità del lavoro e delle produzioni, attraverso pratiche colturali rispettose dell’ambiente, metodi biologici e lotta integrata, tutela della qualità delle acque, dei suoli e del paesaggio, attenzione alla biodiversità.
Dopo la fase di start up sarà possibile anche operare con Istituti di ricerca, Università, organi ministeriali, Amministrazione pubblica nel campo della ricerca e della selezione finalizzata al miglioramento della qualità del prodotto e dei metodi di produzione e trasformazione.
Spiega il presidente Cia Alessandria Gian Piero Ameglio: “Abbiamo lavorato alla creazione del Consorzio perché crediamo fortemente nel concetto di tracciabilità, garanzia per i produttori e i consumatori di un prodotto che sia la reale espressione di un territorio e di una metodologia di lavoro. Arrivando da esempi virtuosi nel mondo del vino, abbiamo immaginato un percorso per aiutare tutto il comparto ad avere una crescita e uno sviluppo partendo dalla tracciabilità delle materie prime. Potranno fare parte del Consorzio i birrifici agricoli e le aziende agricole a indirizzo cerealicolo, i trasformatori e le malterie, nel rispetto delle regole definite e condivise dai soci fondatori”. Il presidente eletto è Claudio Conterno, anche presidente Cia Cuneo, che commenta: “Ringraziamo i birrifici artigianali e agricoli che hanno aderito all’iniziativa: tutti insieme iniziamo a disciplinare una materia che è strutturata solo in parte. Abbiamo posto le fondamenta di un percorso lungo, che porterà lontano. In Piemonte si può fare un ottimo prodotto, finalizzato alla conoscenza del consumatore che potrà sapere come è prodotto e da dove arriva la birra che beve”.

Vita su un Pianeta Nervoso: cose da ricordare.

guazzabuglio

Ho voltato l’ultima pagina di questo libro e mi sono detta: ‘caspita’.
Matt Haig presenta tantissimi temi che l’umanità oggi ormai conosce. Ma che purtroppo, per un motivo o per un altro, evita disperatamente di prendere in considerazione. Tanti argomenti che nel XXI secolo, l’era dell’apparire, del mostrarsi sempre migliori di quel che si è, temiamo tutti di affrontare.
Dai danni che l’uso eccessivo dei dispositivi elettronici, dei social media in particolare, provocano alla nostra salute mentale, ai problemi psicologici che oggi sono tanto diffusi (purtroppo) quanto nascosti (purtroppo, di nuovo), al modo disordinato tramite il quale il nostro pianeta reagisce a questo stress di massa che sembra si stia accumulando, ora dopo ora, sulle nostre teste. Fino al ruolo determinante che ha il tempo oggi, nelle nostre giornate. L’essere umano non ha mai vissuto un epoca in cui esistono cosi tanti mezzi per risparmiare tempo, recuperare tempo, impiegare il…

View original post 956 altre parole

Addio Fantasmi (Nadia Terranova)

guazzabuglio

A Messina una sveglia si ferma alle sei e sedici di un mattino che appare uno qualunque ma non lo è. Da quel momento una bambina porterà con se la consapevolezza di un abbandono voluto, se ne farà carico e si lascerà affiancare dal fantasma di un padre che poteva essere e invece non è stato. E non sarà mai.
Una storia che parla di addii. Di legami famigliari difficili da sciogliere anche quando non ci sono più. Narrata con la genuinità e la spontaneità di una donna che non smette mai di sentirsi bambina di fronte a un padre che la abbandona per tornare sotto forma di acqua. Acqua che dilaga e penetra dalle cinta murarie che quella famiglia monca aveva costruito attorno a se dopo il momento dell’abbandono.
Tornare in quella casa che ha accolto due donne abbandonate, tornarci dopo vent’anni passati a cercare di fuggirgli porta a…

View original post 73 altre parole

Sofia si veste sempre di nero.

guazzabuglio

Per me il 2018 si è chiuso con una lettura inaspettata che, come ogni cosa inaspettata, ha serbato tantissime sorprese per rivelarsi stra-ordinaria. 
Cognetti ama raccontare di personaggi femminili e nel parlarcene, sembra proprio voler bene a questa stramba, indocile, tenera e irrequieta Sofia. 
Una ragazza inseguita da una storia difficile da superare che non le risparmia retaggi psicologici con cui lotterà sempre, riuscendo, tuttavia, con tanti sforzi e un po’ di tempo, a trovare la propria strada. 
Una raccolta di storie che pur vivendo di vita propria fanno parte di un insieme più complesso e districano la trama di una vita piccola ma complicata, che inseguono le vicende di una bambina che diviene ragazza e si fa donna nel clima irrequieto degli anni ’70 in Italia, impregnando le pagine di storia. 
Che fine fa Sofia, alla fine di questa storia, non ci è dato saperlo. Per me è come…

View original post 57 altre parole

Audible: cosa ascoltare sotto l’ombrellone.

guazzabuglio

E’ arrivata l’estate! Sono arrivate le interminabili liste di letture estive!
Che l’arrivo dell’estate porti un ottimismo oltremodo smisurato sui titoli che macineremo sotto l’ombrellone sono certa che non capiti solo a me, in quanto lettrice: “Finalmente potrò leggere tutti i libri che non ho potuto ancora leggere, e guai a chi mi disturba!”.

Puntualmente, con l’arrivo di luglio, stilo una lista di ‘letture estive’ talmente lunga che riuscirei a terminarla solo se l’estate, più che composta da due miseri mesi, sia piuttosto un’era geologica.
Una parte di me (quella più assennata e giudiziosa, di certo) bisbiglia all’altra parte di me (quella piena di aspettative che puntualmente vengono distrutte): “Sorella, forse quarantanove libri sono un tantino troppi, per leggerli in due mesi dovresti terminarne uno ogni due giorni, e sai.. “Guerra e pace” non è proprio un’opuscoletto..” – “Ma no, no!..” la ammonisce l’altra parte di me, e dando un’occhiata…

View original post 1.256 altre parole

ABBANDONATE PAROLE

Abbandonate parole
come sabbia al vento,
come l’onda che si muove
alla corrente sotto,
sono quelle che lasciano
orma sul presente
e buca profonda nel passato.
Parole abbandonate
disfarsene con un nulla
sopra l’umida brezza 
di una sera d’estate,
che non è più quella 
baciata dal sole,
e dove avevano valore
anche quelle stesse parole
ora affidate al niente.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web

Le mie parole…

Le mie parole sgorgano dal cuore10256905_285671691599758_8306244913803537358_n

semplici emozioni

deviazioni dell’ animo..

Non conosco vocaboli complicati

ma  semplici emozioni

che raccontano

il mio amore verso Luisa

gioia infinita…

e di me stesso

del mio processo di vita…

Come era… un mare agitato…

e come è ora…

un lago placido di montagna…

Il mio cuore ci guadagna…

ora il sole è dentro la mia vita

gioia infinita

la paura dentro il mio animo

è finita…

La Salita di Gian Piero

La Salita di Gian Piero

https://appuntialessandrini.wordpress.com 5 agosto 2019

Rita Rossa (per conto dell’Associazione Casa Alpina San Paolo)

La salita.jpg

Alessandria. Quante sono le parole che non siamo riusciti a dirci? Tante? Forse, ma sono tante le cose che ci siamo scambiati negli sguardi, nei gesti, negli abbracci.

Oggi a un anno di distanza da che Gian Piero non è più fisicamente con noi sentiamo ancora viva la sua presenza e sempre più grande è la nostalgia di un uomo come lui.

Abbiamo oggi, pur nel dolore della sua assenza, un porto sicuro perché ci ha lasciato gli esempi e la dignità della sua vita di uomo puro. Partigiano fino all’ultimo dei suoi giorni, ha continuato ad esserlo attraverso le parole che ci ha lasciato. Il suo sguardo severo e arrabbiato per le ingiustizie e l’odio verso l’altro ha continuato a vegliare e alimentare la nostra voglia di reagire.

La foto con le magliette rosse indossate dai ragazzi lo scorso anno a luglio è ancora nella bacheca della Casa Alpina a Gressoney e, nella sua semplicità, è il testamento morale e etico che ha consegnato alle generazioni passate e future. Continua a leggere “La Salita di Gian Piero”