Nocciole, valore autentico di mercato? Le politiche associative dicono una cosa, però i numeri della provincia di Alessandria sono ben altro

di Enrico Sozzetti  Date: 7 agosto 2019  https://160caratteri.wordpress.com

Alessandria: Paese strano l’Italia. Dove il concetto di mercato è spesso declinato in modo decisamente stravagante. C’è chi vuole fare impresa, per fortuna, e investe. E c’è chi annuncia piani importanti, ma per alcuni degli aspetti più strategici e decisivi aspetta che paghi lo Stato.

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È accaduto anche per la Pernigotti per il cui futuro «con noi, la Spes (cooperativa sociale torinese nata nel 1970 che dovrebbe rilevare la produzione di cioccolato, ndr) e una società finanziaria dello Stato (che potrebbe essere Invitalia), il Ministero dello sviluppo economico sta cercando di creare una società a tre (newco, nuova società) anche con l’obiettivo di costruire un nuovo stabilimento a Novi».

Lo ha detto all’agenzia Ansa, Giordano Emendatori che ha siglato l’accordo per la cessione del marchio ‘Maestri Gelatieri’. «È tutto nello stato delle ipotesi, ma se si verificano determinate condizioni, come l’intervento dello Stato, siamo disponibili a considerare l’obiettivo della costruzione di un nuovo stabilimento fra 3-5 anni». Ma se non avvenisse, l’imprenditore romagnolo cosa farebbe?

In attesa che per entrambi gli accordi, arrivi il closing (conclusione della trattativa di vendita) previsto entro la fine del mese di settembre, c’è chi continua a esprimere soddisfazione per questo primo risultato e tenta di inserirsi in un potenziale mercato. Lo fa la Coldiretti che in un comunicato, dopo avere parlato bene degli accordi per la Pernigotti, spiega che «la nocciola è uno dei beni più preziosi e una delle maggiori risorse economiche piemontesi, riconosciuta anche all’estero, per cui dobbiamo continuare a difendere il nostro patrimonio agroalimentare che sempre più spesso, purtroppo, viene svenduto oltrepassando i confini nazionali».

Lo dice il presidente di Coldiretti Alessandria, Mauro Bianco, mentre la nota rilancia i timori legati «all’aumento di nocciole importate dalla Turchia in Italia che ha segnato un circa +30 per cento nel 2018, nonostante i numerosi allarmi scattati per gli elevati livelli di aflatossine cancerogene».

Quindi aggiunge: «Nella provincia di Alessandria la corilicoltura conta numeri importanti e fortemente incoraggianti: ad Alessandria, in particolare la quantità conferita nella campagna 2018 tramite la “Cooperativa Monferrato Frutta” (nata nell’ambito di Coldiretti, ndr), costituita tra imprenditori di Alessandria e di Asti, ha visto un totale di circa 8.000 quintali conferiti per un prezzo medio di 363 euro».

Ovviamente è naturale che una impresa cerchi di conquistare nuovi spazi, ma in questi ultimi tempi sembra che in agricoltura vi sia una sola panacea per tutti i mali: la nocciola. Potrà essere anche così, però è opportuno essere consci di quanto si possa mettere in campo.

Nei primi mesi di quest’anno, Coldiretti ha comunicato che le organizzazioni di Alessandria e Asti hanno stipulato «un accordo con l’industria dolciaria Novi-Elah-Dufour per fornire le nocciole in guscio del raccolto 2018 per una quantità di circa 10.000 quintali (comprese le due province), un dato destinato rapidamente a crescere, valutando la fioritura spettacolare e i presupposti di un ottimo raccolto per il 2019».

Ma quanto pesa, per ora, la coltivazione delle nocciole? Dati della Regione Piemonte indicano in 2.000 gli ettari nell’Alessandrino, oltre quattromila nell’Astigiano e più di tredicimila nel Cuneese.

Che all’industria interessi un prodotto di qualità lo esplicita bene il progetto della Ferrero di Alba che ha lanciato ‘Nocciola Italia’ per aumentare le superfici coltivate di circa 20.000 ettari, passando dagli attuali 70.000 ad almeno 90.000, anche in regioni dove le nocciole non sono un prodotto tipico come l’Abruzzo, il Molise, l’Umbria e la Toscana. Con 22.000 ettari, quasi un terzo del totale nazionale, la provincia di Viterbo è la principale area di produzione italiana di nocciole.

I numeri italiani e quelli piemontesi possono crescere, però senza creare troppe illusioni su possibili sconvolgimenti di mercato, almeno nei prossimi decenni. Con circa il 70 per cento della produzione mondiale, la Turchia è leader del mercato con 700.000 ettari coltivati a nocciola. E un altro dei maggiori produttori al mondo è il Cile, che nel 2018 ha raggiunto un totale di 23.000 tonnellate. In sintesi, piccolo è bello. Pensare in grande, certo aiuta. Ma senza mai abbandonare un po’ di buon sano realismo.