Merkel, Macron, il G7: ecco la tela di Conte per rassicurare l’Europa

In previsione colloqui telefonici con i leader di Francia e Germania prima del summit del 24. Per il commissario riprende quota l’ipotesi di un tecnico, con i nomi dei ministri Moavero e Tria

esteri.png

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte con la cancelliera Angela Merkel a Bruxelles, 30 giugno 2019

FRANCESCA SFORZA 11 Agosto 2019 https://www.lastampa.it

ROMA. Le cancellerie europee guardano con preoccupazione a quanto sta succedendo in Italia, e se i tg tedeschi commentano la crisi di governo dicendo che il nostro Paese, con Salvini, «fa venire la pelle d’oca», i quotidiani francesi spaziano da definizioni del vicepremier come «il bulldozer milanese» a scenari dell’Italia come «il primo Paese fondatore dell’Unione europea che rischia di avere un governo di estrema destra».

Non sono solo i media a lanciare grida d’allarme: nelle sedi diplomatiche di mezza Europa i contatti si intensificano giorno dopo giorno: «Dove andrà stavolta l’Italia?», si chiedono. «In Europa si devono rassegnare – ha twittato il vicepremier Salvini – l’Italia ha rialzato la testa e vuole decidere liberamente del proprio futuro». Allo stesso tempo, forse per fugare preoccupazioni eccessive, precisa, sempre con un tweet: «Non siamo più negli anni Trenta, nel nostro Paese non ci sono Hitler all’orizzonte e chi governa in Italia lo decidono gli italiani».

Nel frattempo, il premier Conte ha avviato una «rete di protezione» a difesa della credibilità italiana, con l’intenzione di arginare le paure di una campagna elettorale che si annuncia pesantemente anti-europeista. Sono in agenda, già dalla prossima settimana, colloqui telefonici con la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron.

Fattore Ursula
I rapporti con i due leader europei, che incontrerà tra l’altro in occasione del prossimo G7 a Biarritz il 24 agosto prossimo, sono sempre stati buoni, ma si sono consolidati in occasione dell’elezione di Ursula von der Leyen. Merkel e Macron non dimenticano che il premier Conte è stato tra gli artefici della vittoria della loro candidata alla presidenza della Commissione e del sostegno a Christine Lagarde alla Bce. E dunque andrà a loro per primi la rassicurazione sul fatto che l’Italia non vuole perdere né peso né credibilità, e che si muove ancora sul solco della medesima linea politica: «Sì a un’Europa diversa, no a una non-Europa». Ma il premier Conte intende allargare la rete di contatti anche alla Bulgaria (sono ottimi i rapporti con il premier Boyko Borissov) e ai Paesi del gruppo Visegrad, non tanto con l’Ungheria, quanto con la Polonia, la Repubblica Ceca e la Slovacchia.

Si inquadra dunque in questa congiuntura la scelta politica del commissario da mandare in Europa: fonti vicine al premier assicurano che non si tratterà di un profilo anti-Lega, per evitare di avvelenare ulteriormente il clima politico. Allo stesso tempo si allontana l’ipotesi di un tesserato doc della Lega, a cui stavano lavorando gli sherpa di Salvini nella giornata di ieri (anche con l’idea di prendere tempo nel caso ci fosse stata una bocciatura), e riprende quota la candidatura di un “tecnico” che non sia attaccabile dal Parlamento Europeo e che sia in grado di tenere in mano un portafogli di peso. Dunque il ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi, già capo di gabinetto del commissario Mario Monti e poi vicesegretario generale della Commissione dal 2002 al 2005, oppure l’attuale ministro dell’Economia Giovanni Tria.

Non ci sono, nella storia, esempi di commissari primi ministri con una crisi di governo in corso, e appare dunque inverosimile che il premier Conte possa andare a Bruxelles, ma è vero che l’ipotesi rappresenta il “wishful thinking” delle cancellerie europee, preoccupate di un assalto italiano di marca sovranista e del rafforzamento del fronte delle destre all’interno dell’Unione. Non sfugge l’importanza di stringere i tempi sulla partita europea. Prima del 20 agosto – data presunta del dibattito parlamentare sulla sfiducia al governo – il premier Conte si trova ancora nella pienezza dei suoi poteri: riuscire ad avere un commissario entro quel giorno significherebbe partecipare ai successivi impegni internazionali (il G7 di Biarritz il 24 agosto, l’Assemblea generale dell’Onu il 17 settembre e il Consiglio Europeo del 18 ottobre) con un problema di meno.