Momenti di poesia. Haibun Pola…Il ritorno 1953, di Daniela Cobaich Mascaretti

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Haibun Pola…Il ritorno 1953

Il bosco Siana
viola di ciclamini
A primavera

“ Mamma perché c’è la valigia sul cassettone? “
Scandiva l’ora il treno a vapore, la locomotiva il fischio
nei ricordi.
“ Daniela chiudi il finestrino…entra la polvere è ancora presto!
Ma dopo Trieste le immagini si rincorrevano
Istria…terra rossa e mare azzurro, salvia, ginepro e ciclamini nelle pietraie.
Allacciati al finestrino…i nomi mai scordati…
Isola, Buie, Pirano, Parenzo, Rovigno, Galesano…
La terra rossa bruciata nell’attesa: otto anni!
Quante spiegazioni per me…arrivata in Istria per la prima volta, le mie radici
Come dimenticare i visi di mamma e papà stravolti dall’emozione, la paura al confine, la gioia del ritorno!
I nomi ripetuti…amici e parenti, mai più visti da quel lontano 1946, agosto, la bomba a Vergarola, la fuga il giorno dopo!
“ Guarda bosco Siana, il bosco di papà e dei polesani, bosco “ di sparisi, violette e ciclamini…
E finalmente Pola, la stazione, deserta di merci e persone, tranne una folla, un centinaio di gente al marciapiede di arrivo del treno!
Tutto il rione Kastagner dei miei genitori, ad aspettare
noi…da tanto tempo.
Lacrime e risa festanti e tutti insieme attraversammo
la città, corteo benedicente “ di rimasti e partiti “ una processione d’amore alla casa dei nonni”…guardè
xe la picia…come la xe bela…
Ricordi si riaffacciavano in tutti…salati, amari, dolci
come la terra d’Istria!

Pola la città
l’Arena centro al sogno
Ritorno a luglio

La mia casa
“ In scarsela” la chiave
Non c’è la luna

Daniela Cobaich Mascaretti

SP 10 agosto 2019
Incisione a punta secca D.C.M.