Governo di legislatura con M5S, Pd al bivio

Governo di legislatura con M5S, Pd al bivio

https://www.adnkronos.com/ Pubblicato il: 13/08/2019 13:02

Con i Cinque Stelle o senza. Un eventuale governo di legislatura con il M5S agita il Pd, spaccato su come fronteggiare la Lega. Oggi, in un’intervista al ‘Corriere della sera’, l’ex deputato e coordinatore della segreteria dem, Goffredo Bettini, sostiene che il Partito democratico deve avere il coraggio e la determinazione di trattare un accordo con i pentastellati in chiave anti-Salvini.

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Una posizione sostenuta da Dario Franceschini che su Twitter scrive: “Bettini indica un percorso difficile ma intelligente che credo valga la pena provare a percorrere. Sarà pieno di insidie e potremo provarci solo con un patto interno al Pd: lavorare tutti come una squadra, unita intorno al Segretario”.

A favore anche Maurizio Martina. “Considero la traccia di lavoro proposta in queste ore da Goffredo Bettini giusta e da sostenere – dice a Circo Massimo su Radio Capital – E’ chiaro che i margini di un confronto con il Movimento 5 Stelle sono assai limitati ma rimangono possibili se matureranno una nuova consapevolezza politica, alternativa al pericolo estremista di Matteo Salvini. Non accordi di corto respiro ma una vera svolta utile al Paese a partire da Europa, lavoro, scuola, ambiente. Mettendo in discussione anche le folli politiche migratorie del ministro uscente della paura. Il Pd unito può fare la differenza in questo confronto e respingere così il gioco pericoloso di Salvini sulla pelle degli italiani”.

Diversa la posizione di Paola De Micheli, convinta che la soluzione più probabile sia quella di andare al voto. “Oggi come oggi non ci sono le condizioni per portare avanti un altro governo con questo Parlamento; la prospettiva più probabile sono le elezioni politiche” afferma De Micheli, ospite dello Speciale Gr1 sulla crisi di governo. In merito alla conferenza stampa indetta per oggi da Matteo Renzi, “non so cosa deve dire Renzi – dice – credo che la prospettiva con i Cinque Stelle non abbia i numeri in Parlamento e credo che Renzi abbia a cuore quanto me l’unità del partito. Mi auguro che quello che dirà sarà orientato a tenere unito il Pd perché più saremo in forma più saremo utili agli italiani”.

Matteo Renzi intanto, in attesa della conferenza stampa, interviene al Tg2, e a proposito del governo di legislatura osserva: “Non mi impicco a una formula, la priorità è portare a casa l’abbassamento delle tasse ed evitare che l’Italia vada in recessione. Le formule dipenderanno dalla discussione tra i partiti. Io ho parlato da ex presidente del Consiglio, conosco i conti dello Stato e rischiamo di mandare l’Italia in recessione. Non possiamo permetterlo”. Precisa l’ex segretario: “Se ho preso una posizione chiara è perché sono preoccupato per i conti pubblici e i risparmi delle famiglie. Le discussioni interne al Pd e i retroscena non mi interessano e non mi riguardano. Quando ci sarà da dire qualcosa lo diremo apertamente”. Poi, parlando dell’ipotesi Conte bis: “Non è che in questo anno Conte ha particolarmente brillato, è stato inesistente. Ma non tocca a me decidere, è compito del capo dello Stato e dei partiti. Fondamentale è che si faccia presto”. “Per colpa delle liti dei partiti se si vota adesso l’Iva schizza al 25% – avverte ancora – una follia, l’Italia va in recessione, nel 2020 chiudono migliaia di negozi e l’Italia sarà attaccata sui mercati. Se i partiti vogliono litigare bene, ma mettiamo in sicurezza i conti”.

Bettini nell’intervista al ‘Corriere della sera’ sottolinea che “l’idea di un governo istituzionale, di transizione, di un governo del presidente, chiamatelo come volete, è un tragico errore. E bene ha fatto, con coraggio, Nicola Zingaretti a opporsi con forza. Dopo esserci fatti carico di una manovra economica pesantissima, che avrebbe come obiettivo quello di porre rimedio ai guai provocati dal governo gialloverde, torneremmo comunque al voto nel giro di poco. Con la certezza di vedere decuplicato il rischio della deriva plebiscitaria di Salvini”. Bettini parla esplicitamente di “un governo politico di legislatura“, sorretto da una maggioranza Pd-M5S. “È un tentativo difficilissimo ma vale la pena di provarci. Salvini non lo contrasti con gli insulti, né con le polemiche sulla moto d’acqua o sulle sue mutande, né tantomeno con un governicchio che gli darebbe l’arma, fasulla ma efficace, di sostenere che stiamo facendo un golpe per evitare il voto democratico. Soltanto un accordo di legislatura, basato su una profonda riflessione politica, può consentire al Pd e al M5S di rispondere alla rivoluzione conservatrice lanciata dal leader della Lega”.

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