SANDRO BOTTICELLI – MADONNA DEL MAGNIFICAT

Non sono un critico d’arte e nemmeno un emerito professore, ma talvolta mi piace parlarne e cercare di conoscerne la storia e alcune caratteristiche pittoriche, e spesso cerco di comprendere il nuovo, il contemporaneo ma non posso, e soprattutto non devo, dimenticarmi del passato, delle opere che grandi maestri hanno lasciato come ricchezza culturale nel nostro mondo e in larga misura nella nostra Patria. L’opera che oggi mi piace analizzare, e perchè da poco avuta l’occasione di rimirarla dal vivo nel ricca Galleria degli Uffizi di Firenze, è un’opera del grande maestro Sandro Botticelli, allievo di notevoli e famosi maestri, tra questi Filippo Lippi di cui si notano nei colori e nelle linee dolci e gentili i suoi insegnamenti.


La Madonna del Magnificat, è una tempera su tavola in fatturato rotondo, tipico delle opere su commissione specialmente per adorni di camere o stanze di sedi amministrative, ma questa non è ha riscontro in nessuna delle due ipotesi, anche se si presume che possa essere stata commissionata dal grande Lorenzo de’ Medici ( Il Magnifico) il quale era un accanito ricercatore di artisti e di opere e di cui il Botticelli stesso era considerato di famiglia. Alcuni addirittura attribuiscono i personaggi ai personaggi della famiglia di Piero de’ Medici, infatti pare che la bella Madonna raffigurata abbia le sembianze della sua giovane moglie Lucrezia Tornabuoni, il giovane con il calamaio Lorenzo il Magnifico con accanto il suo fratello Giuliano e dietro Maria, mentre le sorelle maggiori Nannina e Bianca sorreggono la corona, il bambino sarebbe poi la piccola figlia di Lorenzo, Lucrezia.


Ma tralaciando queste supposizioni, che potrebbero anche essere valide come no, dedichiamoci alla magnificenza pittorica: Questa Vergine con bambino e angeli siede alla sinista del dipinto e indossa una veste rossa coperta da un mantello altamente decorato di colore blu, è un abbigliamento molto curato e signorile, due angeli sorreggono sul capo chino della Vergine, una sottile ma ben intarsiata e lavorata corona d’oro da cui partono strisce di veli in alcune parti lavorati in oro. La posizione della Madonna è china, quasi a seguire il contorno della cornice, in segno di protezione del bambino Gesù che tiene sulle sue ginocchia, mentre con un braccio scrive su un libro, sorretto dagli angeli, le parole del Vangelo di Luca “Magnificat anima mea Dominum” (L’anima mia magnifica il Signore). Nella pagina sinitra del libro si leggono anche parole del Benedictus di Zaccaria, che parlano della nascita del suo figlio Giovanni, rimandando così all’episodio della Visitazione tra Maria e Elisabetta, l’una giovanissima chc ancora illibata aveva a concepimento un figlio e l’altra ormai anziana era in dolce attesa, tutte e due per volontà di Dio.
Il bambino tiene tra le mani un melograno, simbolo di regalità e fertilità ( ha una corona sulla sua conformazione e tanti semi dentro) e gli stessi semi rossi rimandano al sangue di Gesù versato nel Suo sacrificio sulla Croce mentre i chicchi tenuti saldamente nella solida scorza configurano l’unità della Chiesa.
Sullo sfono una finestra ad acro in pietra serena affacciato a un paesaggio fluviale, la cornice di pietra dipinta risalta e contorna questa opera che cattura comunque lo sguardo proprio in quel dettaglio della scrittura della Vergine.
Un ultima nota, alcuni ritengono che i tre personaggi che tengono la pergamena, il calamio e il pennino siano i presunti fratelli del Cristo, Giuseppe non viene raffigurato e la Vergine con le dodici stelle non ha la luna o il serpente sotto i suoi piedi, e tutto questo fa pensare ai tumultuosi e rivoluzionari pensieri del frate Savonarola, che perì arso vivo con l’accusa di eresia proprio a Firenze in piazza della Signoria.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web – Madonna del Magnificat e dettaglio

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