Compensazioni equoree

Nella sala di una piazza
tra cumuli di sedie e scatole a mezz’aria
mentre dappresso errano
magioni barocche
Ho amato due donne

Di vesti quiete e d’ambrosia
odorosa come rosa carnata
seduta alla mia sinistra
frattanto il trasloco attorno s’avvia
la mia sovrana della veglia
Oh, quanto la amo!
Nei sorrisi che accennano miracoli
come nel frastuono di cieli immacolati
quando la pioggia cade dall’azzurro

Alla mia destra l’immagine del desiderio
chioma riflessa dal grano
e sguardo d’aliti freschi
è il mio amore dei vent’anni
vorrei amarla
mentre le sedie si compongono
in un luogo chiuso
tra ciarpame e suppellettili
sotto finestre aperte sulla luce

Anelo al suo essere
percorrendo sentieri d’estasi
fin nei ricordi di nude forme di corpi in unione
come in grovigli di passione
e candidi turgori
allorché lo spazio si riavvia
e il tempo non defluisce né si fissa

Quando le figure si rassettano
perdo l’istante…

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