Intervista al poeta e scrittore Valerio Villari: “La sua penna ha rispetto solo per se stessa”

Intervista al poeta e scrittore Valerio Villari: “La sua penna ha rispetto solo per se stessa”

di Pier Carlo Lava

Abbiamo effettuato un interessante intervista, tutta da leggere… al poeta e scrittore Valerio Villari, definito dai suoi lettori un esponente della poesia maledetta, che siamo lieti di pubblicare in esclusiva su Alessandria today.

Valerio ciao e benvenuto su Alessandria today è veramente un piacere ospitarti, ci vuoi raccontare chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Grazie a voi per l’ospitalità!

Chi sono? Sono un uomo come tanti altri, pieno di difetti e con pochi pregi, nella vita oltre a scrivere mi occupo di programmazione web, vivo a Palermo, città bellissima, ma che mai ho amato e dalla quale tra non molto mi separerò, finalmente, per dare inizio alla mia nuova esistenza da essere umano e non da “palermitano”. Sia ben chiaro che non ho nulla contro i miei attuali concittadini, ma il mio modo di essere e la cultura propria di questa città, non hanno contribuito a che vivessi una vita serena. Questa città è piena del mio passato ed io da questo devo, sottolineo il devo, allontanarmi.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ho iniziato da bambino perché da bambino ho iniziato a leggere; sapevo leggere ancor prima d’iniziare la scuola e chi lo fa, prima o poi, finisce con lo scrivere che, per quanto mi riguarda è l’unico mezzo a mia disposizione per comunicare, liberamente, con tutti quanti.

La società influenza tutto e tutti, ma non la mia scrittura!

Ci sono ore che prediligi nella giornata per scrivere, oppure no e cosa provi quando scrivi?

Scrivo quando sento di doverlo fare. Può accadere che mi alzi la notte per farlo. Infatti, nel mio comodino è sempre pronto un quaderno, dove spesso, annoto anchei sogni.

Ci vuoi parlare dei libri che hai pubblicato?

Tre silloge. Pubblico solo in self-publishing utilizzando più piattaforme (Amazon, StreetLib e qualche altra… Sono tre raccolte di versi che spaziano dalla classico tema dell’amore, affrontato su piani diversi da quelli “normalmente” utilizzati, fino alla dimostrazione della mia asocialità culturale. Non amo essere definito secondo canoni sociali, provo un forte disgusto verso tutte le fedi teistiche che hanno il cattivo obiettivo di togliere coscienza all’uomo e di questo tratto nelle due ultime silloge.

Il primo libro è come il primo amore non si scorda mai, ci puoi raccontare quali difficoltà hai incontrato per pubblicarlo e quale è stato il tuo primo pensiero dopo averlo pubblicato?

Nessuna difficoltà! Pensiero? Ho solo reso pubbliche le mie esternazioni, non mi aspetto nulla da questa scelta. Non sono in cerca di visibilità, mentre, mi auguro, desidero, spero di riuscire a svegliare coscienze addormentate!

Perchè i tuoi lettori ti considerano un esponente della “Poesia maledetta”?

Perchè la mia penna ha rispetto solo per se stessa! Non mi lascio minimamente influenzare da etiche, filosofie, morali e quant’altro…Scrivo come penso e non penso mai secondo una corrente piuttosto che un’altra. Posso scrivere bene del male così come malissimo del bene. Non mi preoccupo minimamente del pensiero altrui, semplicemente seguo il mio!

Ci vuoi parlare della tua esperienza in carcere, dove tra l’altro sei rimasto deluso dall’organizzazione scolastica italiana?

Non in carcere sono rimasto deluso, ma una volta fuori. Una volta libero, ho scoperto che in questa città non esiste una scuola, del tipo da me frequentato in carcere (Ottica), che abbia organizzato un corso serale per adulti e quelli diurni non possono essere frequentati da adulti. Per giungere al diploma avrei dovuto prepararmi da solo per poi presentarmi esternamente agli esami di stato: io ho bisogno di insegnanti. Come ti dicevo, ho una mente libera e il mero studio mnemotico, unico plausibile attraverso i testi scolastici, non fa per me. In ogni caso, la vita mi distrarrebbe in continuazione e quindi non giungerei a nulla. Altra possibilità sarebbe stata quella della scuola privata, ma come ti ho accennato nella biografia, non ho la possibilità economica per supportarla.

Durante la detenzione sei giunto secondo ad un concorso letterario nazionale con una lettera d’amore rivolta alle parole, c’e ne vuoi parlare?

Scrivere d’amore è cosa ormai “normale”, che fanno quasi tutti, io ho pensato di scrivere del mio amore per le parole; forse questo o il mio modo di scrivere, mi hanno permesso di giungere a quel risultato. Il primo posto, per la cronaca, è stato assegnato ad un personaggio di spicco della politica italiana, in quel periodo detenuto…non avrei potuto mai vincere contro la notorietà 😉

Ci vuoi spiegare perché l’azione, prima del pensiero è o era? la tua filosofia di vita?

RISPOSTA “A”

Contestualizziamo! Se devo decidere su una situazione che richiede un intervento saggio, etico o morale, rifletto e comunque agisco, seppur successivamente, ma se qualcuno prova a far del male a qualcun altro in mia presenza, lascio il pensiero ai deboli e picchio….picchio forte. Perdono, carità e misericordia, non mi appartengono. Picchio con le parole, ferisco con le mani, ma non parlo a vanvera, mai! Non mi sono mai lasciato influenzare da ragionamenti perbenisti o buonisti, metto sempre al primo posto l’individuo, ripago sempre con la stessa moneta: amore per amore, violenza per violenza, ignoranza con ignoranza e via dicendo…!!

RISPOSTA “B”

L’istinto umano è la prima e più sicura fonte di risultati certi. Pensare significa eluderlo, estraniarsi da se stessi, ecco, io sono sempre me stesso. Mi rendo conto che in una società altamente influenzata come la nostra, ciò possa apparire come qualcosa di anomali, ma così amo vivere e non, anzi mai, secondo criteri che non appartengono alla mia individualità.

Cosa consiglieresti ad un giovane o ad una giovane che iniziano a scrivere?

Di lasciarsi andare…di scrivere i propri pensieri e non ciò che gli altri vorrebbero leggere. Non bisogna mai perdere di vista la propria natura e soprattutto di leggere, leggere tantissimo, ogni qual volta è possibile….leggere!

Secondo te cosa pensa la gente dei poeti e degli scrittori?

RISPOSTA “A”

La gente pensa? Di quale gente stiamo parlando? Della stessa che va a votare e poi si lamenta o di quella che non vota e si lamenta comunque? No, non credo che la gente pensi, non lo fa, non lo sa fare secondo se stessa. Comprano e leggono secondo le correnti di pensiero del momento e naturalmente ne vengono influenzati e, comunque, volendo rispondere senza uscire troppo dal significato della domanda, almeno da quello che io gli attribuisco, credo che la gente, quella gente, pensi che scrittori e poeti siano individui ai quali, un imprecisato dio, abbia donato una capacità pregevole, come se loro stessi autonomamente non potessero esserlo…alias “invidia”!


RISPOSTA “B”

Non saprei proprio come risponderti! Come ti accennavo scrivo per il piacere di farlo e non mi sono mai preoccupato di questo aspetto della questione. Credo che ritenga gli uni, quanto gli altri, come degli individui fuori dagli schemi. In qualche caso potrebbe pure essere così, in altri non credo proprio.

Qual’è la tua opinione sulla politica italiana relativamente alla cultura in generale?

Tutto il male possibile? Vuoi davvero che ti risponda? Se mi fosse possibile, proibirei per legge determinate trasmissioni (Grande Fratello, la Barbara D’Urso…che vada a casa a per favore, L’Isola de famosi…Amici…ecc…ecc..). Cultura? Le ultime riforme scolastiche tendono a de-culturalizzare il popolo e non il contrario; come posso inserire un discorso sulla cultura da parte della politica italiana, quando ancora assistiamo a guerre a colpi di post nei social tra un personaggio di spicco della cultura(?) ed il ministro degli interni(?) ??

Difficile, molto difficile!

Solitamente quali canali usi per pubblicizzare i tuoi libri?

I  miei profili social e nulla più, ma neanche più di tanto, credimi. Non mi piace far troppa pubblicità. Amo sapere di essere letto a prescindere dal risultato di una campagna pubblicitaria ad hoc.

Da quanto si evince dalla tua biografia stai scrivendo il tuo primo romanzo c’e ne puoi parlare?

Si tratta di un ‘auto-biografia molto azzardata, misantropa. Tratti filosofici che spingono il lettore ad una forte riflessione su alcuni aspetti della vita ne fanno un romanzo fuori da ogni canone, ma sarà meglio aspettare che venga pubblicato per comprenderne meglio il significato. Amo dire che le parole prendono valore quando giungono nella mente del lettore, mai prima!

Progetti per il futuro e sogni nel cassetto?

Vedere i miei figli felici e non avere più cassetti da aprire, aver realizzato, dunque tutti i sogni. Accadrà!

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