Ho saputo da voci straniere…

elena gozzer

Ho saputo che da qualche parte, in un tempo remoto, la nebbia planava ogni sera e avvolgeva le cose; quieta, lenta, morbida come l’abbraccio dei petali chiusi.

Mi hanno detto che avveniva all’ora del crepuscolo, quando gli uccelli piano smettono il canto della sera ed i silenzi prendono sotto braccio le ombre, accompagnandosi verso i sogni della notte.

Ho saputo, poi, che con la nebbia, alle case con le imposte chiuse, si avvicinavano gli spiriti dei boschi e sussurravano il canto dei venti freschi e leggeri che scendevano dalle montagne, per poi salire in alto lungo i pendii dei pascoli fra refoli di veli candidi e spuma di pulviscolo d’acqua.

Mi hanno detto che quando questo accadeva i bambini sentivano quei canti e si stringevano l’un l’altro, mentre qualcuno accanto al fuoco, raccontava loro di terre lontane e di maghi e folletti che popolavano il mondo.

Mi hanno detto che in quel…

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Dell’insondabile e incerto ponderare fra le nebbie

elena gozzer

Oggi ho avuto il sentore che dalle nebbie sulle creste delle montagne e fra i muschi dei sottoboschi nelle giornate di pioggia, nascono le favole e forse i miti più belli e intramontabili. E mi pare sempre, camminando fra le nebbie che scendono repentine dai versanti, che l’indefinito delle forme mi rassicura e mi calma, perché nell’incertezza del visibile che muta, si nasconde la possibilità per gli elementi di essere ogni volta altro per i nostri sensi.

E sto fatto mi conferma quanto sia vero che ciò che noi riteniamo essere reale, non è altro che una proiezione che la nostra coscienza ci rimanda di ciò che viviamo.

Quando non vi sono certezze, a molti nasce e cresce l’ansia, mentre a qualcun altro, come accade a me, vien da sorridere, perchè nell’incertezza, nelle sfumature di quei grigi azzurri saturi d’acqua sottile, si nasconde l’imponderabile, la magia dell’inconoscibile, delle possibilità di…

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Il bastimento a tre piani

elena gozzer

Da: “Fiabe italiane”di Italo Calvino

C’erano marito e moglie poveri che stavano in campagna. Nacque loro un bambino ma non avevano nessuno nel vicinato che gli facesse da padrino. Andarono in città, ma non conoscevano nessuno e senza padrino non lo potevano far battezzare. Videro un uomo avvolto in un mantello nero sulla porta della chiesa e gli dissero: – Buon uomo, ci fate da padrino a questo figlio? – 

L’uomo disse di sì e il battesimo fu fatto.

Usciti di chiesa, lo sconosciuto disse: – Ora devo fare il regalo al mio figlioccio. Ecco questa borsa; servirà per allevare il bambino e dargli un istruzione. E qui c’è una lettera che gli darete quando saprà leggere -.  Il padre e la madre rimasero stupiti, e prima che trovassero parole per ringraziare l’uomo e per chiedere chi era, egli se n’era digià andato.

La borsa era piena di…

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Giovannin senza paura

elena gozzer

Da:Fiabe italiane di Italo Calvino

C’era una volta un ragazzetto chiamato Giovannin senza paura, perché non aveva paura di niente. Girava per il mondo e capitò a una locanda a chiedere alloggio.   – Qui posto non ce n’è, – disse il padrone, – ma se non hai paura ti mando in un palazzo.

– Perché dovrei aver paura?

– Perché ci si sente, e nessuno ne è potuto uscire altro che morto. La mattina ci va la Compagnia con la bara a prendere chi ha avuto il coraggio di passarci la notte.

Figuratevi Giovannino! Si portò un lume, una bottiglia e una salsiccia, e andò. A mezzanotte mangiava seduto a tavola, quando dalla cappa del camino sentì una voce: – Butto?

E Giovannino rispose: – E butta!

Dal camino cascò giù una gamba d’uomo. Giovannino bevve un bicchier di vino.

Poi la voce disse ancora: – Butto?

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Curare l’inquietudine

elena gozzer

Alla fine siamo tutti umani, in modo imperfetto e irrazionale; sono le esperienze che ci capita di vivere, quelle che ci cadono addosso nostro malgrado a mettere in evidenza questa verità. Magari si tende a pensare che siamo in grado di far fronte a tutto con la dovuta razionalità e capacità di discernimento; può darsi, forse il più delle volte i bagagli accumulati ci permettono di reagire alle circostanze della vita in modo fermo, ragionato e consapevole. Eppure esistono mondi dentro di noi, dentro tutti noi, che non conosciamo abbastanza, mai abbastanza, per metterci al sicuro da noi stessi. E questo un po’ spaventa ed allora si possono seguire due strade: una è quella di continuare ad ignorare una parte di noi e l’altra è quella di affrontarla. Nella maggior parte dei casi, un po’ perchè è più comodo e un po’ perché entrare nei labirinti personali è il viaggio…

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Goldrake e Mazinga coltivavano il dubbio; forse ne sono certa!

elena gozzer

Personalmente credo di avere la vocazione dell’ottimista disillusa. Di mio sono sempre stata una che ci crede, ma non troppo, a volte non abbastanza… dopo una certa età forse non ci credo per niente, non davvero…così, per scaramanzia, perché non si sa mai. Crederci troppo è tanto poco saggio come non crederci per niente. Mi barcameno nella via di mezzo, quella che spesso smarrisco addentrandomi nelle selve oscure, ma, in fin dei conti, chi non si perde non sa poi trovare soddisfazione nel ritrovarsi. A me sta bene così. Le certezze mi creano diffidenza, mentre il dubbio mi sta simpatico.

E allora ci sguazzo, nei dubbi, forse troppo, ma cerco di non darlo a vedere, che un minimo di senso di sicurezza è necessario farlo passare al prossimo, altrimenti ti prendono poco sul serio; nel peggiore dei casi potrebbero prendermi per matta. Non che mi creerebbe particolari scompensi se i…

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Faust – un film di Alexander Sokurov

elena gozzer

Ha vinto il Leone d’oro alla 68° mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, nel 2011.

Ispirato all’opera omonima di Johann Wolfgang von Goethe, il film riprende le vicende del dott. Faust e si ispira al personaggio mitologico del nostro tempo, presente nelle opere liriche, nella danza, nelle opere teatrali.

Il dott. Faust è un personaggio trasgressivo, che conduce una ricerca che lo porterà al limite della conoscenza umana. Credo che ciò che davvero affascina di Faust sia proprio questo aspetto del volersi spingere oltre il conoscibile.

L’ambientazione del film è medievale ed evidenzia le terribili condizioni di vita dell’epoca; fin dalle prime immagini si percepisce la condizione di estrema povertà e tutto è reso in maniera estremamamente fisica. Nelle prime sequenze del film il dott. Faust aiutato dal suo assitente Wagner, sta sezionando il corpo di un cadavere; il tutto è reso in maniera talmente cruda che pare di percepire…

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Quando vivere è un’esperienza “diversa”.

elena gozzer

Il 27 di questo mese, su SKY1, alle 11.00 circa, trasmetteranno un film che ho visto da poco in DVD; il titolo del film è “Tutto ciò che voglio”. Il regista è Ben Lewin, la protagonista Dakota Fanning.

Ora, io non ho Ski1, ma avendo letto la programmazione in rete, se ne avete l’occasione e la voglia in questi giorni di festa, vi consiglio di vederlo.

L’argomento sulle prime può spaventare, perché si tratta di un argomento che tocca non poche famiglie, ovvero l’autismo.

Se l’argomento è impegnativo, il film è piacevole e scorre leggero lasciandosi guardare con curiosità ed una certa enfasi empatica per la protagonista (almeno questo è capitato a me) e le sue vicissitudini.

La trama: Wendy, questo il nome della protagonista, soffre dunque di una forma di autismo e vive in una struttura specializzata da quando sua madre è morta; la sua terapeuta…

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La compagnia che preferisco

elena gozzer

Fra la compagnia che preferisco c’e quella dei petali che sembrano foglie, e sono verdi e invisibili, e raccontano di un’evoluzione antica, come fanno tutte le cose della Natura.
Poi ci sono le antenne delle formiche, che assaggiano l’aria, e la terra ed i corpi degli insetti da portare, sezionare e poi stipare, e gli odori di nettare e briciole, e le coltri proteiche dei ragni.
Fra la compagnia che preferisco ci sono le nuvole, e per assonanza, ma anche per amore, le fragole e le favole, e un po’anche i sepali e le nespole con la loro pelle di vetro morbido e magico.
Mi accompagno anche ai pappi in volo, ai martagoni e all’achillea, alle tende ariose dei sonagli dei pioppi quando ridono e al balzo ritmato delle lepri in fuga.
E fra la compagnia che preferisco c’è il gorgogliare, ed il gioco, e la corsa sinuosa, allegra, potente…

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Lo si sente ancora, l’infinito… da qualche parte dentro… solo non ci si fa più caso

elena gozzer

I poeti nel nostro paese esistono, ma pochi se ne ricordano e forse ancor meno sanno cosa fanno.
Nel nostro paese i poeti non possono ambire a diventare degli eroi nazionali, ad esempio, o dei personaggi di spicco che rappresentano il fulcro di pensiero di un intero paese; è proprio una roba impossibile, questa. Son relegati a microcosmi letterari, a piccole comunità frequentate da addetti ai lavori.
Qui non siamo in Russia, non siamo in Cile o in Argentina o in qualsiasi altro paese dove letteratura e cultura possono davvero ancora fare la differenza.
Siamo in un paese dove le menti si assopiscono fra un telegiornale e una lamentela, fra uno spot e una pennichella sul divano, fra uno yogurt senza grassi e la convinzione demotivante che “tanto niente cambierà mai”.
Parlo al telefono con presenze che mi danno il netto sentore stanco degli annoiati da se stessi, dall’accontentarsi di…

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Sull’amicizia e di quel che di volta in volta ne rimane

elena gozzer

Ho trovato un amico. Sì, insomma, un amico vero, di quelli che ci puoi parlare per ore e senti che ti ascolta davvero e che quando parla per ore, il tempo ti vola mentre lo stai ad ascoltare.
Mi pareva così, che sarebbe stato bello vedersi quando si poteva, e che anche trovare il tempo per vedersi era una cosa bella da fare.
A me piace l’idea di trovare il tempo per un amico, mi piace davvero.
È così raro trovarsi in immediata sintonia con un altro essere; è un evento, una cosa preziosissima, io trovo… o meglio, io ne sono certa.
Accade però che il valore che noi diamo alle esperienze è talmente soggettivo che non ci rendiamo conto di vivere l’altro in un mondo e in un modo che è solo nostro.
Occorre sempre tenerlo presente, questo.
L’altro magari nemmeno si è mai focalizzato sulla bellezza di un…

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Sono una miscredente

elena gozzer

Io sono una miscredente, mi si dice… eppure io credo.

Credo nel colore, fatto di una sola luce e delle luci fatte di colori che diffondono verdi su cieli opachi; credo nella stasi di un attimo inesistente, negli aghi dei pini, perfetti e dipinti da mani invisibili e nelle crune sottili come filamenti di stami, e levigate come semi dispersi nell’acqua.

Credo nella riservatezza e nell’insonne bellezza delle rose canine.

Credo nella parsimonia, nell’elargizione della giusta misura, nel ritmo silenzioso e ondulato dei refoli di vento a quote inarrivabili.

Credo nel colore di una piuma e nello sfumare sottile di un occhio che s’illumina fra un frammento di cielo e la coltre verde di un sipario denso di profumi.

Credo nel distacco, nell’indifferenza che mi salva l’animo e l’umore; credo nel saper non sentire, per sentire tutto e ancora più forte.

Credo nella terra asciutta, negli scalini che accolgono il passo, fatti di…

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Sono grata alle nebbie, alle fronde…

elena gozzer

Penso di essermi innamorata dei boschi freschi di conifere che spandono profumo di resina e delle faggete che hanno l’odore della terra, per via delle loro fronde, che proteggono e schermano dalla luce del giorno, che è sempre troppo forte.

E penso di amare tanto i boschi di notte, perché la luce della luna è più gentile, e le ombre disegnate dai rami e che si stagliano sulle strade bianche, hanno il sapore di una calma umida e sincera, immortale, come le stelle che fanno occhiolino fra una macchia di foglia blu e l’altra.

E per lo stesso motivo penso di amare e provare tanta gratitudine per le nebbie, che non mi rattristano affatto, perché avvolgono morbide e proteggono dagli occhi, riempiono le distanze e tutto è più pieno, vicino e nel contempo lontanissimo, pulito, puro e invisibile.

E amo e sono infinitamente grata alle giornate di pioggia leggera, perché…

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Momenti di poesia. Ti perderò ancora, di Dario Menicucci

Momenti di poesia. Ti perderò ancora, di Dario Menicucci

https://www.oggiscrivo.it/opere/poesia.php?idopera=60835

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Ti perderò ancora

Si è adagiato

il vento

lasciando alle nuvole

vincere l’orizzonte.

Accartocciata

la luce

geme appassendo

sui viali intricati.

Forse

nuovi temporali

daranno voce

al silenzio.

Magari

un momento

doneranno un sorriso

ai chiaroscuri.

Quindi la sera

spargerà

nelle stanze

vecchie malinconie.

Ti porterá

per poi

nuovamente

farti svanire.

Ed io

come un tempo

ti vedrò scomparire

nelle penombre.

Ti perderò ancora

nelle gocce amare

di un’altra notte

di pioggia

Dario Menicucci

E’ così che dormono i frassini?

elena gozzer

Quando si sta a guardare l’acqua di un torrente, e il suo scorrere fra i pani appuntiti di ghiaccio ed i massi levigati, con la schiena appoggiata al tronco sicuro di un frassino, beh, a volte e senza che lo si sappia il cuore si lega; non fa male, però la direzione, inevitabilmente, impercettibilmente si sente che cambia.

Se si àncora il cuore a una linea, dando a questa una direzione sconosciuta, questa, forse, prima o poi approda ad un infinito ignoto, inconoscibile; ma supponiamo che per un qualsiasi frangente di imprevedibile dissesto, gli eventi si spostino di un millesimo di grado… l’ignoto infinito al quale si approda sarebbe forse diverso dall’infinito ignoto al quale si sarebbe approdati qualora tale impercettibile spostamento non fosse mai avvenuto?

E quello spostamento impercettibile, quel millesimo di grado che farebbe variare il percorso nel suo complesso e scostare anche di molto un ipotetico, irrealizzabile…

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Legalità, Verità e Giustizia

elena gozzer

La domenica pomeriggio del 19 luglio 1992, esattamente 27 anni fa, io probabilmente stavo lavorando nel ristorante di famiglia, presumibilmente assonnata e stanca dopo un sabato notte passato a gironzolare per i locali delle vallate, o in qualche discoteca in compagnia della mia banda di amici  adolescenti.

Avevo 18 anni nel 1992 ed il mondo, la vita ed il futuro in generale mi sembravano tutte cose complicate, ma tutto sommato a portata di mano; me lo ricordo che ero felicemente incosciente, un po’ spaventata, perché consapevolmente ignorante; in una parola vivevo avvolta dalla noia dei doveri famigliari (dovevo lavorare e facevo un lavoro che non mi piaceva) e dalla classica inquietudine post-adolescenziale della quale, forse, oggi mi rendo conto, non mi sono mai davvero liberata. In un modo diverso, ma inquieta lo sono tutt’ora, sempre; una condizione scomoda, ma forse non del tutto negativa.

Clipboard-kRkD--1020x533@IlSole24Ore-WebGiovanni Falcone, Paolo Borsellino e Antonio…

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Momenti di poesia. PARLA LA QUASI MAGGIORENNE, di Sabrina Ferri

Momenti di poesia. PARLA LA QUASI MAGGIORENNE, di Sabrina Ferri

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PARLA LA QUASI MAGGIORENNE

‘Se cadi e ti fai male, prendi il resto’

si diceva una volta ai piccolini.

Io son grande, direi quasi matura

ma ho sempre quel timore di cadere.

Non temo di sbucciarmi le ginocchia

ma perder la nomea di brava donna.

Son sempre misteriosi oggetti i maschi,

pericolosi e sempre lì in agguato,

ed io che sono sola, in tentazione,

non so mai cosa fare e mi tormento.

Se cedo alle lusinghe e mal m’incoglie?

Mi lanceranno motti giusto in faccia

di quei che san ferire a fondo, a sangue.

Ma se resto così, del tutto inerte,

con la reputazione immacolata,

potrò davvero dir d’avere usato

il tempo mio con buon discernimento?

Senza scosse, morrò sì come nata,

rischi eludendo e rinunciando ai sogni.

Ma se non cado come fo a rialzarmi?

a goder di quel nuovo stare in piedi?

Ci si fa male, e allora? Tanto meglio.

Preferisco cadere e farmi male

piuttosto che star ferma alla finestra

assistendo alla vita dal di fuori,

ai godimenti d’altri o ai patimenti

senza provare mai una cosa nuova

perché non garantito è il risultato.

Decido di lanciarmi anch’io nel vuoto

del mio fantasticare e sol m’aspetto

possibili atterraggi. Pur dolente

affronterò esperienze come un gioco.

Non c’è a goder se non si soffre un poco.

Sabrina Ferri

Modifiche alla viabilità, di Lia Tommi

Modifiche alla viabilità dal 19 agosto

Il Comando di Polizia Locale del Comune di Casale Monferrato informa che nei prossimi giorni ci saranno alcune variazioni alla viabilità per consentire il proseguimento dei lavori del Pqu (Piano di Qualificazione Urbana) denominato Percorsi del Commercio: riqualificazione urbana di via del Duomo, via Volpi, piazza Coppa e parte di via Lanza.
Lunedì 19 e martedì 20 agosto gli interventi interesseranno l’incrocio tra via Paleologi e via Fratelli Caire: i veicoli provenienti da via Paleologi, quindi, dovranno svoltare in via Rivetta.
Per permettere di raggiungere via Lanza, sarà invertito il senso unico di marcia di via Vidua (diventando, quindi, percorribile da via Rivetta a via Morelli), mentre per arrivare in via Fratelli Caire, sarà percorribile a doppio senso di circolazione via Sanmicheli. Per garantire la viabilità a doppio senso in via Fratelli Caire, sarà infine istituito il divieto di sosta lungo tutta la strada. Il transito veicolare in via Paleologi nel tratto compreso tra via Fratelli Caire e via Rivetta risulterà pertanto interdetto.
Dal 21 agosto al 4 settembre, invece, i lavori si sposteranno nel tratto tra via Fratelli Caire e via Rivetta.
Durante questo periodo, saranno mantenute la deviazione da via Paleologi verso via Rivetta e l’interdizione al traffico tra via Fratelli Caire e via Rivetta; mentre cesseranno le ulteriori modificazioni alla viabilità apportate precedentemente.
Contestualmente sarà invertito il senso di marcia di via Lanza, che diventerà a senso unico dall’intersezione con via Saletta fino all’intersezione con via Paleologi: qui ci sarà l’obbligo di svolta a sinistra verso quest’ultima, il cui senso unico di marcia verrà invertito sino all’intersezione con via Fratelli Caire (che tornerà ad essere accessibile).

Momenti di poesia. Impertinenti bocche a ferragosto, di Cesare Moceo

Momenti di poesia. Impertinenti bocche a ferragosto, di Cesare Moceo

Impertinenti bocche a ferragosto

Labbra
schiuse attorno
a alture di seni
consumate dal desiderio
d’assaporarne le cime
Boccioli di passione
a germogliare
tra carezze di baci
e diffonderne
afrodisiaci effluvi
E scendono giù
lungo i declivi
di pelle fiorita di seta
a soffermarsi là
dove l’umida natura le bagna
e regala il gusto del ridere
.
Cesare Moceo poeta di Cefalù
Destrierodoc @ Tutti i diritti riservati

Momenti di poesia. Ferragosto del tempo che fu… di Anna Giancarlo

Momenti di poesia. Ferragosto del tempo che fu… di Anna Giancarlo

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I bei tempi andati
dove tutti uniti
chi al mare, montagna
ed altri luoghi,
dove le famiglie
erano unite
in grande allegria,
una risata una battuta
e tutto prendeva vita,
dove la felicita’ regnava
nell’umilta’ e nell’unione,
dove ognuno preparava
piatti speciali e le tavolate
erano immani,
il cibo e il vino a volonta’
per la gola che bonta’…
Ed oggi?
Oggi qualcuno ancora
quelle tavolate fa’,
la riunione porta gran
felicita’…
Altro da dire piu’ non ho
se non tanti auguri e
felicita’!

Buon Ferragosto e siate felici…

Anna Giancarlo

CULTURA A KM 0: la poetica del teatro itinerarante

a cura di Marina Vicario

Il tradizionale Spettacolo Itinerante del Teatro del Rimbombo quest’anno si tinge d’amore in tutte le sue forme e in tutte le sue età.
Uno spettacolo sentimentalmente itinerante, con la prossima tappa per la vie di Carrosio, per vivere le emozioni che l’amore racconta ma che la nostra ragione non sa spiegare.
Una produzione a 22 mani firmata dal teatro del Rimbombo!

Sabato 17 Agosto 2019 ORE 21:00 CARROSIO – SPETTACOLO GRATUITO NON OCCORRE PRENOTAZIONE

EVENTO FACEBOOK info:
https://www.facebook.com/events/401345224061890/

L’organizzatore Piero Carosio, in questa intervista, si fa portavoce del gruppo per darvi l’occasione di conoscere, più approfindatamente, la compagnia e l’evento dedicato all’amore.

Come nasce il vostro progetto di teatro itinerante?
Il progetto nasce a settembre 2018. Lo spettacolo itinerante del teatro del rimbombo nasce per poter dare spazio agli autori di tutto il gruppo, L’amore da 0 a 100 è stato scritto per esempio da ventidue mani differenti.
curatori e registi sono Paolo Plazza e Pierfranca Zuccotti sono stati i curatori dei testi e registi dei pezzi teatrali che vedrete in scena.

Quali sono gli argomenti che portate in scena?
Come ogni itinerante che si rispetti sono presenti nei pezzi diversi temi ma il filo rosso che unisce confluisce nell’amore. In questo caso da 0 a 100, in riferimento alle varie età della vita. L’amore è un gioco con cui inizi a ‘giocare’ presto per poi non smettere mai, un argomento di cui non si può smettere di parlare.

È uno spettacolo per tutti?
Sì, certamente.
Questo spettacolo naviga in quegli eventi dell’amore di quello dei bambini fino ad una età più adulta.

Cosa vedremo esattamente nello spettacolo a Carrosio?
La poetica utilizzata è quella dello spettacolo itinerante.
La particolarità sta nel far vivere spazi non teatrali.
Portiamo il teatro nei cortili, nelle strade e negli scorci più caratteristici del paese di Carrosio.
Il pubblico verrà accompagnato da alcuni attori, come una guida, fino a raggiungere le singole stazioni, dove potranno vedere un pezzo dello spettacolo vivendo su un piano più immersivo la magia teatrale.
In particolare quest’anno accadranno eventi molto realistici che porteranno lo spettatore a credere che stiano accadendo per davvero.

Quali sono i progetti futuri?
Il teatro del rimbombo ha in programma attualmente la stagione teatrale di Castelnuovo Bormida, Silvano D’orba e Monastero Bormida ricca di nuovi spettacole. Inoltre ripartiremo in autunno con i corsi teatrali per adulti, bambini e di teatro benessere nei teatri della stagione.

Gli attori che vi parleranno dell’amore
Uno degli attori: Fabio Sacchinelli a Castelnuovo Bormida

Il grauppo al completo! Complimenti RAGAZZI!

COSA CI SARA’, DIETRO….

Cosa ci sarà dietro
quell’ombra che si staglia
su un muro screpolato
come se ne conoscesse
il suo passato,
quei panni stesi al sole
che rilasciano il profumo
di un sapore dolce
quasi a carpire
quello del cuore,
cosa ci sarà dietro
un silenzio che ti rapisce
l’attimo e l’istante,
con un lieve pallore, 
quasi a trasparire
il mancamento di un 
trascorso amore al vento.
Cosa ci sarà dietro
questo nostro amore
le cui radici tengono saldo 
nel pensiero,
quel leggero alito di vento
quasi a far presumere
un sottile decadimento,
cosa ci sarà dietro…..
forse solo un morbido
tremolio di labbra
da far inumidire
gli occhi.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web : by Sebastian Luczywo

Governo, Salvini risponde a Grillo: “Se insultandomi vogliono propinare alleanza Pd-M5s sbagliano”

Governo, Salvini risponde a Grillo: “Se insultandomi vogliono propinare alleanza Pd-M5s sbagliano”

“Se pensano con l’insulto di propinare un’alleanza Renzi-Grillo hanno sbagliato i loro conti e gli italiani non ci stanno”. Matteo Salvini, dopo il comizio di Soverato, risponde così a Beppe Grillo che lo ha attaccato nel suo blog: “Mi eleverò per salvare l’Italia dai nuovi barbari”, ha scritto in un post il comico. .  . di Giorgio Ruta – La Repubblica

Pubblicato il 11 ago 2019

video: https://www.youtube.com/watch?v=GOlZjdElFC8

Reddito di cittadinanza, pochi controlli e boom di irregolari

Reddito di cittadinanza, pochi controlli e boom di irregolari

Giovedì 15 Agosto 2019 di Francesco Pacifico

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Dall’Inps, informalmente, fanno sapere che dall’inizio dell’anno la Guardia di Finanza ha scoperto 3mila furbetti che hanno ottenuto il reddito di cittadinanza, ma nonostante questo continuavano a lavorare in nero.

I controlli sarebbero poco meno di 4.500 a fronte di 922.487 sussidi già erogati. Finora, poi, le Fiamme gialle avrebbero ricevuto sempre da via Ciro il Grande non più di 600mila nominativi dei beneficiari…. continua: https://www.ilmessaggero.it/pay/edicola/reddito_cittadinanza_irregolari_controlli_oggi_ultime_notizie-4676718.html

Muore accanto alla figlia di un mese

Muore accanto alla figlia di un mese

Carmen Bini, 32 anni, trovata cadavere accanto alla figlioletta

di CORRADO RICCI e MATTEO MARCELLO

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Montalbano (La Spezia), 15 agosto 2019 – I pianti insistenti della creatura – per reclamare la poppata che tardava ad arrivare – hanno fatto scattare l’allarme. Un allarme vano. Non c’è stato niente da fare per la mamma, una donna di 32 anni: è stata rinvenuta cadavere.

La doppia tragedia – per la giovane vita stroncata e la bimba appena nata rimasta senza madre – si è palesata nel primo pomeriggio del 14 agosto in una villetta di via Marconi 95, nei pressi di Montalbano: una zona collinare, che domina la città e il Golfo, a poca distanza dal cantiere del Felettino.

Una morte misteriosa quella che ha spezzato la vita di Carmen Bini, da appena un mese madre di una creatura…. continua su: https://www.lanazione.it/la-spezia/cronaca/muore-accanto-figlia-1.4738360

Palio, malore durante le prove. Muore turista, donati gli organi

Palio, malore durante le prove. Muore turista, donati gli organi

L’uomo era non vedente ma amava il Palio e non perdeva uno: “Amava sentire il rumore degli zoccoli sul tufo”

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di TERESA SCARCELLAI soccorsi all’uomo colto da malore (foto Paolo Lazzeroni)

Siena, 15 agosto 2019 – Il turista colpito da un malore durante le prove del Palio di domenica mattina è morto. Si chiamava Lorenzo Brizi, originario di Tarquinia in provincia di Viterbo, ma il suo cuore apparteneva a Siena. Amante dei cavalli e soprattutto del Palio, non ne perdeva mai uno. Lo viveva intensamente dalle prove di notte, a cinque giorni dopo.

Non vedente a causa di un ictus che gli aveva fatto perdere la vista, chiedeva di essere portato a Siena solo per poter 

sentire il rumore degli zoccoli sul tufo. Un rumore che lo rendeva felice. L’amore per Siena lo dimostrava da vicino ma lo coltivava anche da lontano. Casa sua è piena degli stendardi delle contrade e una bandiera rappresentativa delle 17 realtà cittadine gli farà compagnia anche dopo la morte. La famiglia, commossa per l’affetto ricevuto dalla città, ha dedicato un pensiero a quella che per lui era la seconda casa… continua su: https://www.lanazione.it/siena/cronaca/turista-morto-palio-1.4738892

ANSA: Base jumper svedese muore in Trentino

ANSA: Base jumper svedese muore in Trentino

Ennesimo incidente sul Monte Brento

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(ANSA) – TRENTO, 15 AGO – Una base jumper svedese ha perso la vita questa mattina sul Monte Brento, in Trentino. Con la tuta alare la donna di 30 anni, Josefin Sando, si è lanciata con il marito dal Becco d’Aquila, mentre lui ha aperto senza problemi il paracadute ed è atterrato ai piedi della parete, lei è finita contro le rocce. Inutile i soccorsi.

Il Becco d’Aquila, nei pressi del lago di Garda, attira appassionati del base jumping da tutto il mondo. Negli ultimi anni è stato luogo di numerosi incidenti mortali.

da: http://www.ansa.it/

Abruzzo, trovati morti i due fratelli di 11 e 14 anni dispersi in mare

Abruzzo, trovati morti i due fratelli di 11 e 14 anni dispersi in mare

Di loro si erano perse le tracce mentre nuotavano col padre nella zona della stazione di Tollo, ad Ortona, nel Chietino

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Sono stati trovati morti i due ragazzini dispersi in mare, nella zona della stazione di Tollo, ad Ortona, nel Chietino. I due – 11 e 14 anni, di origine cinese- secondo le prime informazioni stavano facendo il bagno con il padre, quando erano stati visti in difficoltà nel mare agitato. Il genitore era stato tratto in salvo, mentre dei due ragazzini si erano perse le tracce. I corpi sono stati trovati su una scogliera frangiflutti, a pochi metri di distanza l’uno dall’altro…. continua su: https://www.corriere.it/cronache/19_agosto_15/abruzzo-due-fratelli-11-14-anni-dispersi-mare-0f88c006-bf65-11e9-a77b-3ae559b41f58.shtml

Momenti di poesia. Ti amo, eccomi, di Luciano Zampini Poeta

Momenti di poesia. Ti amo, eccomi, di Luciano Zampini Poeta

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Ti amo, eccomi

Fugace, straziato,
agognato, assurdo,
irreale, impalpabile
complesso e completo,
pieno da far paura…

“Ti Amo”
quante sentenze,
quanta libertà per dirlo,
quanto è penetrante sentirlo.

Preferisco sentirti dire
“Eccomi”, adesso
domani,
domani…

@Luciano zampini
omaggio a Katia Papaleo

Momenti di poesia. Vorrei innamorarmi ancora, di Daniele Cerva

Momenti di poesia. Vorrei innamorarmi ancora, di Daniele Cerva

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Vorrei innamorarmi ancora
ma di un amore vero
di quelli che ti fanno sbandare
che ti prendono tutto
che ti lasciano senza fiato
senza parole
che basta uno sguardo per dire
per sapere per volere tutto
Di quelli surrogati ho già fatto il pieno.

© 2019 Daniele Cerva
Tutti i diritti riservati

Conte. Presidente del Consiglio: Da Salvini una sleale collaborazione

Conte. Presidente del Consiglio: Da Salvini una sleale collaborazione

Sul suo profilo facebbok il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte scrive una lettera a Matteo Salvini:

Giuseppe Conte

Gentile Ministro dell’Interno, caro Matteo,

ti scrivo questa lettera aperta perché il caso della nave Open Arms domina ormai le prime pagine dei giornali e perché sono costretto a constatare che anche la corrispondenza d’ufficio tra la Presidenza del Consiglio e il Viminale viene poi riportata sui giornali e allora tanto vale renderla pubblica all’origine, per migliore trasparenza anche nei confronti dei cittadini.

Giuseppe Conte

Ti ho scritto ier l’altro una comunicazione formale, con la quale, dopo avere richiamato vari riferimenti normativi e la giurisprudenza in materia, ti ho invitato, letteralmente, “nel rispetto della normativa in vigore, ad adottare con urgenza i necessari provvedimenti per assicurare assistenza e tutela ai minori presenti nell’imbarcazione”.
Con mia enorme sorpresa, ieri hai riassunto questa mia posizione attribuendomi, genericamente, la volontà di far sbarcare i migranti a bordo.
Comprendo la tua fedele e ossessiva concentrazione nell’affrontare il tema dell’immigrazione riducendolo alla formula “porti chiusi”. Sei un leader politico e sei legittimamente proteso a incrementare costantemente i tuoi consensi. Ma parlare come Ministro dell’Interno e alterare una chiara posizione del tuo Presidente del Consiglio, scritta nero su bianco, è questione diversa.
È un chiaro esempio di sleale collaborazione, l’ennesima a dire il vero, che non posso accettare.
Come ho sempre pubblicamente rappresentato, il tema dell’immigrazione è un tema complesso. Va affrontato con una politica di ampio respiro, come ho provato a fare sin dal primo Consiglio Europeo al quale ho partecipato, a fine giugno 2018, evitando di lasciarci schiacciare dai singoli casi emergenziali.
Da subito ho elaborato una piattaforma politica fondata su sei premesse e dieci obiettivi, in modo da inserire tutte le singole iniziative in questa prospettiva strategica, sempre costantemente ispirata alla tutela dei diritti fondamentali e, in particolare, della dignità della persona e alla protezione dei nostri interessi nazionali, sovente compromessi nella gestione del fenomeno migratorio.
Continua a leggere “Conte. Presidente del Consiglio: Da Salvini una sleale collaborazione”

L’amur di Cristina Saracano

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L’AMUR

LUI         A l’è ‘na brüta quistión,

a dròm pü la nóc,

a sar nénta un óg.

LEI          Forse t’ai rasón,

ma basta un po’ d’umiltà

per fè bèla la giurnà,

LUI         Ma i sòld son uàri,

e gli amìš rari…

LEI          Dàm la món con serenità,

parlònda c’mé a ‘na masnà…

LUI         Andónda ca’ to truvàja,

sméi a ‘n’ansansàja!

Us mór da u calùr,

Us fà pü l’amùr…

LEI          Ma no, pian pianén,

na carésa un bašén,

šméntiònda el mónd an po’ pü an là,

finirùma bén ‘sta giurnà!

 

TRADUZIONE

LUI         La questione è brutta, non dormo la notte, non chiudo un occhio.

LEI          Forse hai ragione, ma basterebbe un po’ di umiltà, per rendere bella a giornata.

LUI         Ma i soldi sono pochi, e gli amici, rari…

LEI          Prendimi la mano, con serenità, parlami come se fossi una bambina….

LUI         Ma dove ti ho trovata? Sembri uscita di senno!

Si muore di caldo, non si fa più l’amore…

LEI          Ma no, pian piano, una carezza, un bacio, dimentichiamoci il mondo un po’ più in là, e finiremo in

Bellezza ‘sta giornata!

Carezzami i capelli

Non di questo mondo

Da lì vedi la mia vita
e nonostante questo mi vuoi bene
sei così vicina da non farmi dormire.
Mentre io è solo quello che vorrei.
Dormire.
Sul tuo grembo dormire.

Con la testa sul grembo,
che è così che cancellavi i dolori improvvisi
alla testa, ai denti
alle orecchie per il cambio di pressione
scendendo le curve della Serravalle
sui sedili di una seicento in festa a ferragosto.
Carezzandomi i capelli.

E’ così che ancora ritorni
ad accarezzarmi i capelli
per ogni dolore improvviso.

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ERA UN VENTO DIVERSO (Ferragosto di allora…)

Era un vento diverso, sono convinto, era un vento che scaldava il cuore, perchè sulle spiagge dorate dal sole, volavano i pensieri, le musiche e i divertimenti fatti di scappellotti sulle teste rasate, spinte nell’acqua, schizzi di onde infrante e tanti tanti amori improvvisati, improvvisi e alcuni continuati.
Era un sole diverso, perchè non era solo la tintarella il primo ardore, era l’asciugamano scaldato sulle sdraie, il tepore che traspariva nelle pinete, il caldo nel cuore e sorrisi ogni momento.
Era un’estate diversa perchè diversi erano gli uomini e i sentimenti, erano diversi certo gli anni vissuti ma erano sempre diversi i momenti, che ci tenevano impressi nei cambiamenti, erano spensierati rumori, fatti di tutto e di niente, di lotte e passioni, di felici rappacificamenti, di falsità affogate e di individualismi gettati nel vento, erano scambi di sentimenti, eravamo tutti uguali sotto il sole e sotto la luna, che scaldavano nei giorni sereni e cullavano le notti stellate, erano anche giorni di dolori e incerti, di fatiche e di rincorse per soppravivere decentemente, non erano certo paradisi ma non erano, assicuramente, inferni.
Era un vento diverso, sono certo, quella brezza che scendeva la sera a bagnare la pelle, era sale nell’aria e non acqua di lacrime vere, quelle che non bagnano più ma inzuppano il cuore affogandolo sempre. Era un vento che non può ritornare ma che non si può dimenticare, bello si potesse insegnare!

Roberto Busembai (errebi)

Immagine privata ERREBI

Recensione del libro “Psichiatra in ghiaccio con cannella” di Pasquale Cavalera

 

A cura di Manuela Moschin

Recensione “Psichiatra in ghiaccio con cannella” di Pasquale Cavalera

Buongiorno, oggi vi presento lo scrittore Pasquale Cavalera, un autore che ho già apprezzato nel suo precedente libro intitolato “Prospettive”. Il punto focale dei suoi libri risiede nello spirito di osservazione. Continue riflessioni e analisi si intrecciano a fatti e persone molto vicini a tutto ciò che ci circonda. La vita corre, sin troppo velocemente. Pasquale si sofferma invece a riflettere anche nelle piccole e apparentemente banali situazioni. In alcuni passaggi mi sono commossa e in altri mi è apparso un sorriso perché, in fin dei conti, ho rivissuto alcuni momenti della mia vita. Storie particolari che hanno tutte l’obiettivo di porre un freno allo scorrere del tempo che, come si dice, è tiranno. Come farlo? Lasciando da parte le inutili discordie, i litigi per motivi banali, sorridendo alla vita, cercando una buona volta di ricordare che ne abbiamo una ed è più che preziosa. La malattia è il primo campanello d’allarme che ti avvisa che è ora di dare un giusto valore alle piccole cose. Quante volte abbiamo detto se tornassi indietro? Ecco è questo che traspare nei meravigliosi scritti di Pasquale: l’amore per la vita.

“Quanto amore le ho donato? Non ricordo pomeriggi al parco giochi, non ricordo passeggiate primaverili mano nella mano, non ricordo regali scartati insieme ai piedi dell’albero di Natale, non ricordo di averla mai stretta tra le mie braccia. Tornassi indietro cambierei molte cose, ma è facile pentirsi quando tutto è finito…”

Congratulazioni Pasquale, consiglio caldamente il tuo meraviglioso libro.

Continua a leggere “Recensione del libro “Psichiatra in ghiaccio con cannella” di Pasquale Cavalera”

Inaugurazione del monumento dedicato a Umberto Eco. Servizio fotografico di Maurizio Coscia.

 

Mercoledì 31 luglio alle 19.30 in piazza Vittorio Veneto ad Alessandria è stato inaugurato il  monumento ad Umberto Eco. L’evento è stato organizzato nell’ambito del Festival culturale della Milanesiana, diretto da Elisabetta Sgarbi e su proposta di Vittorio Sgarbi. L’opera è stata realizzata da Marco Lodola. Erano presenti alla manifestazione Luciano Mariano, presidente Fondazione cassa di risparmio Alessandria, Gianfranco Cuttica di Revigliasco, sindaco di Alessandria, Marco Lodola, Vittorio ed Elisabetta Sgarbi.

 

 

Buon Ferragosto a tutti, da Alessandria today

Buon Ferragosto a tutti, da Alessandria today

Pier Carlo Lava

Innanzi tutto Buon Ferragosto a tutti, navigatori del web, lettori, autori di Alessandria today e amici, permettetemi inoltre anche un pensiero per chi oggi è impegnato per lavoro e in particolare a chi è a casa indisposto, ma sopratutto ai malati ricoverati in ospedale con l’augurio di una pronta guarigione.

Ma ora vediamo perchè a Ferragosto si festeggia?, lo scopriamo chiedendolo a: https://www.studentville.it

Gelato

foto: https://ilreporter.it

Al solo sentir pronunciare la parola Ferragosto molti di voi si illumineranno e inizieranno a viaggiare con la mente tra gite fuori porta e tuffi al mare. Il 15 agosto è infatti associato alle vacanze, un giorno perfetto per divertirsi in pieno clima estivo. La ricorrenza è ormai diventata simbolo di scampagnate o mini viaggi e viene molto spesso tralasciato il significato religioso. Cosa si festeggia a Ferragosto? Diciamo subito che la festa ha origini antichissime e deriva dalle feriae Augusti dell’antica Roma. Successivamente, essa è stata inglobata nella tradizione cattolica assumendo pian piano le caratteristiche attuali.

Non perderti: Buon Ferragosto: le frasi e le immagini da inviare

Ferragosto: significato religioso e perchè si festeggia di Angela Ardizzone

Speciali: Ferragosto 2019 Vacanze Estive

FERRAGOSTO FESTA RELIGIOSA: COSA SI FESTEGGIA

Al solo sentir pronunciare la parola Ferragosto molti di voi si illumineranno e inizieranno a viaggiare con la mente tra gite fuori porta e tuffi al mare. Il 15 agosto è infatti associato alle vacanze, un giorno perfetto per divertirsi in pieno clima estivo. La ricorrenza è ormai diventata simbolo di scampagnate o mini viaggi e viene molto spesso tralasciato il significato religioso. Cosa si festeggia a Ferragosto? Diciamo subito che la festa ha origini antichissime e deriva dalle feriae Augusti dell’antica Roma. Successivamente, essa è stata inglobata nella tradizione cattolica assumendo pian piano le caratteristiche attuali.

Non perderti: Buon Ferragosto: le frasi e le immagini da inviare Continua a leggere “Buon Ferragosto a tutti, da Alessandria today”

Mostra “Preraffaelliti. Amore e Desiderio” Palazzo Reale Milano

 

Dettaglio – John Everett Millais “Ophelia” (1851-52) Olio su tela, Tate Britain – Londra

Mostra “Preraffaelliti. Amore e Desiderio” Palazzo Reale Milano

A cura di Manuela Moschin

Buongiorno carissimi, oggi desidero parlarvi di una splendida mostra che ho visitato recentemente intitolata “Preraffaelliti. Amore e Desiderio” visitabile fino al 6 ottobre 2019 nel Palazzo Reale di Milano e organizzata in collaborazione con la Tate Britain di Londra.  Le foto riportate sono state scattate nello spazio espositivo del Palazzo Reale.

La mostra risulta una straordinaria occasione per visitare alcune opere della collezione Tate Britain di Londra. L’esposizione ben curata, offre incluso nel prezzo del biglietto anche l’audioguida.

I temi dell’amore, del desiderio e della poetica medievale provenienti dai racconti e dalle poesie entrano in scena in grande stile, visitabile in uno spazio quasi scenografico di forte impatto emotivo.

Con i Preraffaelliti siamo a Londra nel 1848 dove un gruppo di artisti, allo scopo di rinnovare la pittura inglese, crearono la “Pre-Raphaelite Brotherhood” (PRB), la “Confraternita preraffaelita ” dove essi ebbero un approccio più spirituale e naturalistico.

Essi ammiravano la pittura precedente a Raffaello e trasgredivano le regole accademiche:

“Le forme non erano modellate in tonalità digradanti dal chiaro allo scuro, bensì descritte in sfumature pure come nelle pale d’altare medievali o del primo Rinascimento. Le composizioni non sfruttavano le disposizioni prospettiche o piramidali che tutti imparavano nelle scuole d’arte, ma adottavano invece la struttura geometrica a scomparti dell’arte cristiana antica: spazi più o meno profondi collegati tra loro a formare sorprendenti accostamenti.” (Carol Jacobi, La Confraternita dei Preraffaeliti)

I giovani preraffaeliti disprezzavano le tecniche convenzionali insegnate alla Royal Academy, sebbene fu proprio in queste scuole che si formarono i tre protagonisti principali, ovverosia John Everett Millais (1829-1896), William Holman Hunt (1827-1910) e Dante Gabriel Rossetti (1828-1882). Essi rifiutavano le convenzioni del Rinascimento, prediligendo invece l’arte medievale. Questi giovani artisti erano dei realisti interessati a rappresentare la realtà come essa era, ponendo una particolare attenzione ai dettagli attraverso una cura lenticolare. La geologia e la botanica venivano rappresentate con minuzia, e dipingevano peraltro anche all’aperto.

Continua a leggere “Mostra “Preraffaelliti. Amore e Desiderio” Palazzo Reale Milano”

Intervista alla scrittrice Cristina Del Tutto: il marchio dell’innocenza (Aracne Editrice)

Intervista alla scrittrice Cristina Del Tutto: il marchio dell’innocenza (Aracne Editrice)

Cristina del Tutto

di Emanuela Manfredi.

Cristina Del Tutto è autrice, sceneggiatrice e poetessa. L’abbiamo incontrata in occasione dell’uscita del suo libro, “Il Marchio dell’Innocenza” (Aracne Editrice).

Salve Cristina, ben trovata su Alessandria Today! Chi è Cristina Del Tutto? Presentati ai nostri lettori

Raccontare a chi non mi conosce chi sono non è semplice, e comunque dovrei prima chiarirmi alcune idee. Posso raccontare cosa faccio nella vita. Lavoro da vent’anni alla Camera dei deputati come consulente politico e parlamentare, e oramai la politica nella mia vita rappresenta un modo di vivere ancor prima di essere una professione. Scrivo molto, ma non molto utilizzando il mio nome. Almeno fino a questo momento. In parte perché mi pagano per scrivere, dall’altra perché il mondo dell’editoria italiana è veramente difficile e sempre più spesso segue logiche che non premiano la qualità.

La vita dello “scrittore solitario” è tutta in salita e spesso non porta da nessuna parte. Ogni volta che iniziavo a scrivere un mio romanzo, c’era sempre una lunga schiera di persone a ricordarmi simpaticamente che solo “pochi eletti” riescono a diventare scrittori di professione. Poi, a un certo punto mi sono detta: “Perché io no?”. Ci sono autori italiani molto bravi che non riescono a portare materialmente le loro opere sugli scaffali delle librerie. Probabilmente se l’editoria cambiasse le sue logiche commerciali, le persone leggerebbero molti più libri. Continua a leggere “Intervista alla scrittrice Cristina Del Tutto: il marchio dell’innocenza (Aracne Editrice)”

Clown disperato

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Ecco cosa sono: un clown.

Nascondo sotto falsi sorrisi la tristezza

gli occhi sono lucidi

sembrano due stelle cadenti

che versano lacrime

di un colore mai esistito.

La bocca socchiusa

segna l’inizio di un discorso senza senso.

La gente mi guarda e ride

ed io con gli occhi spalancati

mi accorgo di quanto sia finta questa vita.

Sono un clown disperato

che si affaccia alla finestra del mondo con occhi diversi

simili alla paura.

Salto

gioco

faccio ridere la gente

ma nessuno conosce

le ferite che segnano il mio cuore

le ferite che segnano la mia vita.

Intervista alla poetessa Alisa Milani, di Pier Carlo Lava

Intervista alla poetessa Alisa Milani, di Pier Carlo Lava

Alessandria today è lieta di pubblicare in esclusiva per il blog, un intervista alla poetessa Alisa Milani. Alisa afferma che Un poeta è colui che riesce ad esternare le proprie emozioni regalando se stesso e arrivando all’animo di chi legge.

Alisa Milani copia

Alisa ciao e benvenuta su Alessandria today è veramente un piacere farti un intervista, ci vuoi raccontare dove sei nata, chi sei, cosa fai nella vita oltre a scrivere e qualcosa della città dove vivi?

Il mio nome è Annalisa e sono nata a Sassari, una città della Sardegna che amo come amo la mia isola. Sono mamma di due ragazze e di un ragazzo; sono anche diventata nonna giovanissima e la mia famiglia è al primo posto nella mia vita.

Ho lavorato per tanti anni in un’ente pubblico ed ho amato il mio lavoro. Ancora oggi collaboro con l’ente da me rappresentato nella vita lavorativa.

Nel tempo che mi rimane faccio volontariato nel carcere di Sassari e il confronto con chi, per qualsiasi motivo, ha perso la libertà, mi arricchisce continuamente.

Quando hai iniziato a scrivere e cosa ti ha spinto a farlo?

Ricordo i miei primi scritti da ragazzina e oltre la lettura era il mio modo di evadere spontaneamente dalla routine giornaliera della mia città.

Amo scrivere in qualsiasi momento mi arrivino dei versi; in macchina, costringendomi a soste impreviste, prima di dormire e in tutti gli spazi liberi, anche nell’attesa di colloqui con i ragazzi della casa circondariale.

Non amo costruire i miei versi che vengono scritti in pochi minuti. Un poeta (io non mi definisco tale!) è colui che riesce ad esternare le proprie emozioni regalando se stesso e arrivando all’animo di chi legge. Continua a leggere “Intervista alla poetessa Alisa Milani, di Pier Carlo Lava”