VOCI DAI BORGHI

Chiudo le luci al sonno, e indarno spero
Trovar quiete all’agitata mente
Che mentre io dormo avvien ch’anzi più fiero
Stuolo d’affanni contro me si avvente.

Parmi lunge veder sotto straniero
Cielo, e su fragil prora errar dolente
Il mio diletto amico, e l’aere nero
Che il minaccia ravviso, e il mar fremente.

Odo i gemiti suoi, già di sua vita
Vicin veggo il periglio, e grido o Dei
Deh gli porgete, o Dei pietosi aita!

Mi sveglio allor tremante, e la funesta
Immago non mi lascia, e gli occhi miei
D’amaro pianto innondo e pur son desta.

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