Racconti: SOPRAVVIVERE, di Tiziana Valori

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SOPRAVVIVERE (racconto breve)

Dopo la paura c’è lo stordimento e l’incredulità.

Ti viene da pensare ‘ma ce l’ho fatta davvero?’

Stavo là sotto. Con precisione non so dove, ma c’era l’armadio sopra di me e mi permetteva di stare quasi in piedi. Tutto sbilenco, appoggiato chissà a cosa.

Il terremoto ha continuato a scuotere spesso quello che restava della mia casa e le macerie chiudevano ulteriormente gli interstizi.

Mi hanno detto che sono stato sotto quattro giorni. E chi li ha contati? Io mi dicevo solo ‘quando morirò?’

Non sono tipo da pregare perché non ci credo, e questo forse mi ha alleviato la paura di morire. Mi dicevo ‘perderò i sensi e non ne saprò più nulla’.

Ma l’aria da qualche parte mi arrivava anche se sono stato all’oscuro tutto il tempo.

Infreddolito, sporco e puzzolente, mi hanno fatto bere, piano piano ma tanto e, circa la fame, mangerei un bue con corna e zoccoli. Come i diavoli che non mi hanno preso. Ma che sciocchezza, io non ci credo!

Quando quel cane è entrato a leccarmi, in mezzo a tutta quella luce, mi è sembrato un angelo.

E dalli! Non ci credooooo.

Ma la paura ti fa credere in tutto, anche negli angeli e nei diavoli. E ti fa pregare. Io l’avrò fatto? Boh.

Tiziana Valori

foto Tumbir