Compensazioni equoree

La mente distrugge il mio corpo
nella malattia insanabile
corretta da gesti inutili
come dirti che il vento appare
senza arruffare i capelli
scorrendo tra i ricci
come fosse ieri e invece ha impiegato secoli
per attraversare qualche ciuffo
E adesso cosa resta se non
consapevolezza
o identici segni
se nell’uno o nell’altro trovi attimi ripetuti
solo scampoli ritagli di ricordi
E l’inutilità di scrivere tutto questo
Come un morbo che impedisce
di rimanere fermi
per non staccare ancora una volta
la solita mela

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