Racconti: Esperimenti emozionali di Valerio Villari

Il mio diario

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Avvertivo la sua presenza senza neanche avere la necessità di guardare il monitor. Avrei potuto inviarle il mio saluto anche se fossi stato ad occhi chiusi, non ho mai avuto il coraggio di farlo. Non direttamente, almeno, perché in realtà tutto quanto scrivessi era intriso di lei, di ciò che mi faceva provare e.… quante volte mi sono sentito uno stupido!

<<La realtà è ben altra cosa!>>, sussurravo a me stesso, facendo attenzione che nessuno mi sentisse, ma chi avrebbe potuto?

Sempre da solo, in compagnia dei suoi occhi, come immagine di sfondo nel desktop del mio computer, nel mio studio non avrebbe mai fatto ingresso nessuno senza prima bussare alla porta o senza che io avessi chiamato.

Era questa la mia realtà; la solitudine, una piacevole solitudine dentro l’oceano del suo sguardo dove, solamente, ero capace di perdermi nuotando controcorrente, contro le naturali vie della consapevolezza che di un sogno si stesse trattando.

Ci si può vergognare di molte cose durante l’arco della propria vita, ma non certo dei propri sentimenti e quando questi appaiono come fossero “innaturali”, così come si potrebbero definire quelli verso qualcuno o qualcosa che, nella migliore delle ipotesi, neanche sa della nostra esistenza (forse questo è solamente il mio caso…), possono farti avvertire il bisogno di credere nell’impossibile.

Io, inoltre, che ho sempre sostenuto quanto perseguire l’impossibile sia il primo dovere di ogni essere umano, dal momento che il possibile tutti lo facciamo senza rendercene conto, riflettendo su questa situazione, giungo alla conclusione che si può e si deve amare prescindendo dai sensi, benché nella fattispecie, non sia propriamente così, dal momento che la vista utilizzo e sono abbagliato dalla sua bellezza e non intendo minimamente privarmene.

Sto scrivendo, infatti, guardando la sua immagine; sono pieni i miei occhi del suo sorriso e sono piene, queste parole, di quanto sto provando ed è così, ad animo aperto, che ho intenzione di farvi una domanda: al di là di tutte le possibili considerazioni personali su questo argomento, quanti di voi hanno provato, o provano, questo tipo di emozioni che, a mio modesto parere, sono alla base delle relazioni sociali, relazioni che da un punto di vista “materiale”, “fisico”, qui non possono esistere?

No! Non siete obbligati a rispondere, anche se credo che l’argomento sia molto interessante, tuttavia la domanda me la pongo e ve l’ho posta; in ogni caso, sappilo misteriosa musa, ancora mi nutro della tua bellezza e che tu, tu che stai leggendo, abbia compreso o meno che di te sto parlando, che di te sto scrivendo, di te vivo, non cambia la sostanza delle cose e scusami, ti prego di perdonarmi, se sto urtando la tua sensibilità, se tutto questo, in qualche modo, sconvolge le tue idee sulla vita di oggi!

Dopotutto, siamo animali sociali o… da social-network?

Valerio Villari
25 Agosto 2018