“Addio vuoto tamburo che hai stordito la mia gioventu”, di Cesare Moceo

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“Addio vuoto tamburo che hai stordito la mia gioventu”

Scottato dal camminare da sempre
sul fuoco che cova sotto la cenere

faccio rinascere con me ogni dì

magnanime rinunce

pennellate di pace a venirmi in soccorso

fra i marosi ancora impetuosi
della mia avanzata età

e irradiarmi di luce calma
nel pieno rigoglìo del mio tramonto

torbido di sinceri desideri e di ribollenti passioni

Non sono un poeta

né credo di poterlo mai essere
e né voglio piacere per forza ad alcuno

ognuno ha i suoi “vizi”

io mi ubriaco d’inchiostro
e vado in escandescenze di versi

E a chi da fastidio il mio “alito”
può benissimo allontanarsi

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Cesare Moceo poeta di Cefalù
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