Nota introduttiva a “Misticanza” di Anna Pasquini

Nota introduttiva a “Misticanza” di Anna Pasquini

di Diego Baldassarre

Scriveva lo scrittore britannico William Somerset Maugham: Uno scrittore non scrive soltanto quando è a tavolino, scrive tutto il giorno, quando pensa, quando legge, quando fa esperienza. Immagazzina ogni sensazione, ogni persona che incontra. Scrive quando fa colazione. Scrive quando fa l’amore. Un lavoro a tempo pieno.

Ecco, questa definizione si attaglia perfettamente alla scrittrice Anna Pasquini.

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Misticanza è il terzo libro dell’autrice e, nel suo dipanarsi in una serie di racconti brevi, affronta molteplici filoni narrativi e numerose tematiche .

Il testo si apre con il racconto “Il mio Tesoro”, che in realtà non è altro che un manifesto d’amore e di sottomissione psicologica alla passione che attraversa chiunque viva per la parola scritta.

Anna Pasquini trasmette questo sentimento attraverso un rapporto fisico, ribaltando persino il sesso del soggetto narrante, trasformando se stessa in figura maschile. Quasi che volesse ascoltare quelle parole come se fossero riferite a lei (E mi fa sentire vivo. Dannatamente vivo. Con lei non mi sento mai fuori luogo, fuori tempo, in ritardo).

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I testi che seguono (Vigilia vigile, Emozionanti trasmissioni) sono racconti della compassione. Con un ritmo serrato l’autrice ci conduce prima al soccorso di un alcolista e, quasi come in un “unicum” narrativo, nella toccante storia di una bicicletta donata. Sono testi preziosi che narrano come l’animo umano sappia elevarsi oltre se stesso. Talvolta con la volontà di farlo, talaltra senza saperlo.

Subito dopo lo sguardo si sposta sulla vita domestica, sulle sue nevrosi e sulla normalità apparente che nasconde frustrazioni di fondo.

Troviamo un bimbo narrante (Quegli odori in cucina) inserito in un gioco narrativo di falsa cornice che riesce a rendere sorprendente un racconto di “banale” vita familiare da “Mulino Bianco”, oppure le nevrosi lavorative di una madre (Alla guida) che si ripercuotono sulla vita di una figlia di pochi anni. In entrambi i casi il finale rimane incerto fino alle ultime righe, denotando una capacità di gestione dei tempi narrativi di una certa maestria.

Al filone ambientato all’interno della cerchia familiare appartiene anche il racconto Mondi paralleli, dove un padre cerca di spiegare alla figlia la parola Utopia. Delicato e allo stesso tempo sarcastico, riesce a dimostrare come i bambini sappiano trovare risposte che gli adulti neanche immaginano.

Alla tematica domestica si affiancano, in modo sparso, racconti distopici (Paradiso salvifico, Almeno tu nell’universo), indagini poliziesche in stile “Tenente Colombo” (Quelle fatali buone maniere), Amori adolescenziali (Columbus Day), antropomorfizzazioni (Vagabondi), fatti di cronaca (Al concerto), deliziosi doppi sensi (Appuntamenti galanti con signorine straniere) e altro ancora.

Il tutto a sottolineare una cultura narrativa amplissima e una capacità non comune di destreggiarsi tra i diversi filoni.

In chiusura del libro Anna Pasquini dona al lettore un ultimo esempio di virtuosismo letterario cimentandosi con due brevi poesie.

La prima, “Alberi”, ci riporta al rapporto ancestrale tra uomo e natura. Una immedesimazione tra l’Io narrante e l’elemento del paesaggio che si fondono nel verso per esprimere pensieri e aspettative. Una trasfigurazione panica della realtà presente nella letteratura sin dagli albori.

La seconda, “Ricordi liquidi”, appartiene al filone civile ed esistenziale. Una denuncia della violenza domestica espressa tramite un raffronto tra le ferite innocenti, quasi un trofeo, dell’infanzia e le ferite da maltrattamenti dell’età adulta. Un accostamento discrepante che dà forza ad un argomento purtroppo comune alle cronache.

Un libro, questo, che dimostra come in un unico paniere si possa raccogliere un miscuglio di erbe selvatiche e coltivate tale da formare quella misticanza che Anna Pasquini sa condire così bene con le parole narranti.

Diego Baldassarre

Autore: alessandria today

Ex Dirigente, consulente e ora blogger

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