Vanno posti limiti alla tecnologia?

di Thomas Ducato

Il corpo umano è in continua evoluzione: il nostro aspetto attuale è frutto di un lungo percorso iniziato con i primi ominidi centinaia di migliaia di anni fa, che ci ha permesso di adattarci a nuove esigenze e alla trasformazione dell’ambiente che ci circonda.

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Un processo che non accenna ad arrestarsi e che anzi potrebbe accelerare come mai prima d’ora: merito (o colpa) delle nuove possibilità offerte da ricerca scientifica e progresso tecnologico, che potrebbero modificare il nostro rapporto con il corpo e alterarlo il modo più rapido rispetto al passato, cambiando, forse, il senso stesso di «essere umano».

Viviamo in un’epoca di grandi scoperte tecnologiche e trasformazioni sociali, così profonde da poter stravolgere le nostre vite, i nostri corpi, il nostro essere. È fondamentale non soffermarsi solo e unicamente sulle opportunità dell’innovazione, ma interrogarsi anche sui rischi e gli impatti, da cui scaturiscono numerose questioni etiche a cui non possiamo più sottrarci.

Corpi e tecnologia, tra connessioni, interazioni e visioni di futuro: durante la tre-giorni della Triennale questo tema sarà sviluppato all’interno di Next, il nuovo format del Tempo delle Donne, realizzato in collaborazione con Impactscool: un contenitore che ospiterà interventi e dialoghi dedicati al futuro e alle tecnologie emergenti e i loro impatti, con un’attenzione particolare ai risvolti etici. https://27esimaora.corriere.it/il-tempo-delle-donne/19_settembre_11/vanno-posti-limiti-tecnologia-03d67d78-d466-11e9-8dcf-5bb1c565a76e.shtml