Tra Cielo e Terra, un sentiero di tavolette d’argilla.

Una parola tira l'altra...

Nella città di Erech c’era un uomo grande e potente che si chiamava Gilgamesh.

Per due terzi egli era divino, e per un terzo era umano.

Era il più forte guerriero di tutto l’Oriente; nessuno poteva superarlo in combattimento, nessuno poteva vincerlo con la lancia. Esso dominava la popolazione di Erech con il suo potere e la sua forza: governava gli abitanti con mano di ferro, prendendo tutti i giovani al suo servizio e facendo sua ogni donna che desiderava.
Gli abitanti di Erech, non potendo più oltre sopportare le sue sopraffazioni, un giorno implorarono l’aiuto del cielo. Il Signore del cielo intese la loro preghiera e chiamò la dea Aruru, quella stessa dea che nei tempi antichi aveva plasmato l’uomo dall’argilla.

Gilgamesh

Così inizia, dopo una ricca prefazione all’opera, il libro che ho appena terminato di leggere.

Un viaggio fatto percorrendo sentieri antichi, che profumano d’argilla e mitologia.

Il lavoro certosino di archeologi, traduttori ed esperti di…

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