Una parola tira l’altra…

farfalla acqua

Si posa delicato, timido, timoroso di far del male sfiorando,

quel raggio di sole sul bordo dell’acqua stagna.

Si posa leggero, infilandosi sulle sfumature perlacee delle ali delle farfalle.

Delicate loro, delicato lui.

Filigrane in intreccio, come fili di un rocchetto dorato, che si appoggiano dolcemente l’uno sull’altro, mescolandosi, quasi unendosi dentro una fusione cosmica.

Ma d’improvviso, carico di spazio, può cambiare la luce un temporale estivo.

Possono giungere sferzate di un vento impetuoso; l’acqua può entrare in guerra, agitandosi.

La fragilità può rompersi, scheggiarsi, frangersi come prezioso cristallo che va in mille pezzi.

Saprà trovare, in tempo, riparo la farfalla?

Saprà gridare la sua paura? Si sentirà prigioniera dentro una teca in cui manca ossigeno? Avrà la forza di aspettare la quiete?

Tutto quasi d’improvviso: i voli pindarici fra fiori e bellezza e il fuggire caotico…

Il libro che ho terminato da poco parla di realtà, non di parole…

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