Racconti: La Gola, di Tiziana Valori

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LA GOLA (racconto breve)

“La regola che non c’è più, per noi vige sempre” cantilenò scherzoso a tavola alla vista di tanta bella carne ingurgitata con gusto dagli altri commensali.

Fra’ Marco era felicissimo di passare la vigilia di Natale fra i suoi, e che ci poteva fare se quell’anno era capitata di venerdì?

“Ma dai” gli fecero in tanti. “Chi vuoi che ti veda? Se non è non più peccato mangiare la carne il venerdì…”

Come faceva il fraticello a dire di piantarla? Che era già difficile restare a guardare mentre gli altri si strafocavano?

Il priore, nel dargli il permesso di trascorrere una giornata lontano dal convento, lo sapeva bene. E infatti:

“Fratello Marco, tu sarai sottoposto a grosse tentazioni. Ma ricordati che Gesù proprio di venerdì patì le sofferenze mortali della croce. Noi, in ricordo di tale misfatto perpetrato da tutta l’umanità passata, presente e futura, continuamo a ritenere vincolante il divieto di mangiare carne il venerdì.”

Finito il pasto, la mamma fece un cenno al monaco ed entrambi si avviarono in cucina. E là, lontano da occhi indiscreti, Marco potè affondare i denti nello zampone, nelle fette di cotechino piene di quei bei pezzetti di grasso e nello stufato di coniglio mentre la mamma si beava di tanta ingordigia mormorando:

“Solo una mamma conosce il figlio.”

Tiziana Valori