Unesco-webTocca tutta la Benecia, dalla valle del Judrio a quella del Torre, e Resia, l’iscrizione de «L’Arte dei muretti a secco» nella lista Unesco degli elementi immateriali dichiarati patrimonio dell’umanità. L’intero territorio montano, infatti, è segnato da chilometri e chilometri di muri in pietra a secco che, nei pressi di ogni paese, sostengono i terrazzamenti le «njive» destinate alla coltivazione di frumento, patate e ortaggi in genere oppure a ospitare vigne e alberi da frutto. Si tratta di un patrimonio ambientale realizzato nei secoli dai singoli e dalle comunità, dissodando il terreno e utilizzando le stesse pietre per costruire quei muri di sostegno che hanno reso gli scoscesi pendii della montagne fertili campi coltivabili, in grado di garantire il sostentamento a tutta la popolazione. Alla fine del diciannovesimo secolo, mons. Ivan Trinko descriveva così la situazione dell’agricoltura in Benecia: «In montagna si fa tutto a mano. I campi sono generalmente…

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