Scavati dentro

Il vuoto non si compra, di Paola Tafuro

Di Maria Cangemi

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Succedono cose che svuotano le persone e pian piano, tutto inizia a scivolare addosso. Si ha la sensazione di essere soli, anche in mezzo alla folla, mentre tutto quello che si fa sembra essere privo di senso.

Un lutto, lo stress di una relazione sbagliata, il non potere comunicare la terribile sensazione di essersi sentiti violati, nel corpo, nei sentimenti o il non avere potuto vivere la propria vita. Quello che scava il vuoto dentro le persone, é immateriale. Ciò che lascia ferite nell’anima, quello che potrebbe curarle, non é quantificabile per come siamo abituati a fare.

Mi é difficile parlare di un’autrice che ho sentito troppo vicina e le cui parole mi sono sembrate troppo vere. Il messaggio di Paola Tafuro diventa subito chiaro nel titolo, le frasi che aprono il libro ne sintetizzano bene il senso. La citazione di Bukowsky esprime la sensazione di incomprensione e di solitudine di chi attraversa il tunnel della depressione, mentre le frasi della scrittrice ne richiamano lo stato d’animo, le cause e propongono soluzioni.

Nelle pagine successive, attraverso le storie di otto donne in cui tutti possono ritrovare alcuni tratti della propria esperienza di vita, l’autrice racconta e indaga le cause del disagio che hanno sviluppato.

Qualcuna perchè si é dovuta accontentare, rinunciando a coltivare le proprie inclinazioni, le amicizie con cui si condividono interessi e idee, in un Sud che non ne da la possibilità, dove bisogna ringraziare quando si riesce solo a portare anche un piccolo stipendio a casa. Un Sud che teme tutto quello che ha da raccontare e che viene di continuo messo a tacere.

Maria Gangemi

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