Associazione Gabbie Vuote: Il mondo è di tutti

“Verrà il tempo in cui l’uomo non dovrà più uccidere per mangiare, ed anche l’uccisione di un solo animale sarà considerato un grave delitto” Leonardo Da Vinci

Il 27 settembre sarà ‘ultimo giorno della settimana di mobilitazione per il clima che ha coinvolto centinaia di paesi in tutto il mondo. A Firenze, in Piazza S. Maria Novella, alle ore 9, avrà luogo la manifestazione che vedrà coinvolte, in simultanea, molte altre città italiane.

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Sono passati 22 anni dal protocollo di Kioto (presa di coscienza) e 4 anni dall’Accordo di Parigi. Le promesse che sono state fatte devono ancora trasformarsi in azioni da parte di una politica indifferente e persa intorno al proprio orticello.

Il cambiamento climatico i cui effetti disastrosi sono sotto gli occhi di tutti e che il 95% degli scienzziati dichiara inconfutabile, ha molteplici cause messe in atto dalla società umana che, ormai entrata nell’era geologica dell’Antropocene, è incapace di adattarsi all’ambiente come fanno tutti gli altri esseri viventi, ma lo modifica a suo uso e consumo avviandolo alla distruzione.

Tra i tanti fattori che contribuiscono all’effetto serra ovvero all’immissione in atmosfera dei gas ad effetto riscaldante o GHG (anidride carbonica, metano e protossido di azoto), si parla soprattutto dei combustibili fossili, ma ne esistono altri di cui non si fa parola, che passano inosservati o addirittura volutamente ignorati

Questi fattori indicati nel rapporto della FAO Livestock’s long shadow, sono gli allevamenti intensivi e la conseguente deforestazione per far posto ai pascoli.

Gli allevamenti, che riguardano 70 miliardi di animali ogni anno, oltre ad altri svariati problemi (aumento della fame nel mondo, consumo smisurato di acqua, utilizzo di fertilizzanti chimici, antibiotico resistenza, atroce sofferenza per gli animali esseri senzienti….), emettono oltre il 50% di gas serra e contribuiscono ad una massicia deforestazione.

La mancanza di alberi ad alto fusto ha come effetto la diminuita capacità di catturare l’anidride arbonica. La FAO dichiara, nel suo rapporto, che ben il 70% delle aree deforestate in Amazzonia sono occupate da pascoli e da coltivazione di foraggio.

Anche la Commissione europea conferma quanto sopra https://ec.europa.eu/clima/change/causes_it dichiarando che le cause dell’aumento delle emissioni sono:

La combustione di carbone, petrolio e gas che produce anidride carbonica e ossido di azoto.

Abbattimento delle foreste (deforestazione). Gli alberi aiutano a regolare il clima assorbendo CO2 dall’atmosfera. Abbattendoli, quest’azione viene a mancare e la CO2 contenuta nel legno viene rilasciata nell’atmosfera, alimentando in tal modo l’effetto serra.

Lo sviluppo dell’allevamento di bestiame. I bovini e gli ovini producono grandi quantità di metano durante il processo di digestione.

I fertilizzanti azotati producono emissioni di ossido di azoto.

I gas fluorurati causano un potente effetto serra, fino a 23 000 volte più forte dei quello provocato dalla CO2. Fortunatamente, questi gas vengono emessi in quantità minori e la legislazione dell’UE ne prevede la graduale eliminazione.

Chiediamo che almeno l’informazione sia libera, trasparente e imparziale e non ceda agli interessi dei “poteri forti”. Per rispetto dei propri valori professionali.

Il mondo è di tutti.

Mariangela Corrieri

Presidente Associazione Gabbie Vuote ODV Firenze

info@gabbievuote.it

www.gabbievuote.it

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