Uno si chiamava Gino
era quello piccolino,
l’altro era Mariolino,
quello più birichino,
uno si chiamava Aldo
e aveva sempre caldo,
uno ancora era Pinetta
un dolce micetta
l’ultimo, ma non per importanza
si chiamava Lanza
e non si sapeva che nome fosse
che a pronunciarlo faceva venir la tosse.
Erano cinque piccoli gattini colorati
che vivevano appartati
in una casa abbandonata
dove Pinetta c’era pure nata,
una stanza per mangiare
e un letto grande per riposare,
altre stanze abbandonate
per passarci le giornate
e per cibo c’era la Martina
una cara e dolce bambina
che abitava proprio li vicino
e pensava a loro un pochino.
A destar le notti e i giorni
era un topolino nei dintorni
che fugace e astutamente
gli rubava il cibo e non lasciava niente,
lui arrivava di soppiatto
e lasciava a bocca asciutta ogni gatto.
Bisognava trovare la soluzione
per porre fine a quella situazione!
Una notte tutti e cinque i gattini
fecero finta di dormire chiudendo i loro occhini,
il topo arrivò com’era solito di soppiatto
ma trovò ad aspettarlo un altro grosso gatto,
era il gatto del villaggio, Sansone il rosso,
che se ti saltava addosso
non rimaneva niente che potesse a lui sfuggire
se non la voglia di morire,
e così quando il topo vide quel gigante
in un attimo si fece errante
e da quel giorno non venne più a disturbare
e del cibo dei gattini a mangiare.
Erano cinque gattini colorati
erano soli ma molto fortunati,
avevano Sansone come personale difesa
e Martina che faceva loro la spesa.

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web:Watercolour of six kittens in a canopied bed woken by a mouse (circa 1900) by George Hope Tait.