Tre donne umiliate dai loro compagni.

Ingrid, ex giornalista, che rinuncia a una carriera brillante per seguire la famiglia, ma scopre un tradimento pesante da parte del marito, giornalista stimato e di fama nazionale.

Victoria, scappata dalla Russia alla ricerca della serenità e di un po’ di felicità, si ritrova a convivere con un marito violento e alcolista, che la tratta come un oggetto da manipolare a suo piacimento.

Birgitta, insegnante, divenuta madre con tanti sforzi di due gemelli, malata di cancro, non vuole farsi curare per non esporre il suo corpo agli occhi di un medico che vedrebbe i chiari segni di una violenza a cui è sottoposta da anni da parte del marito, all’apparenza, uomo tranquillo e amorevole solo con i figli.

Le tre donne per un segno del destino si troveranno unite e decideranno di porre fine a questo calvario.

Un romanzo ben scritto, sullo sfondo una Svezia, ai nostri occhi un paese moderno ed emancipato, e, invece, in questa narrazione, descritto come una nazione che guarda distrattamente i problemi del mondo femminile.

Una storia che ancora una volta mette in luce le difficoltà nell’inserimento lavorativo e familiare delle donne, le loro ansie, le frustrazioni incomprese dagli occhi egoisti e maschilisti.

Il volersi a tutti costi vendicare in una maniera così netta, trasformando la loro determinazione fino a divenire delle vere e proprie mantidi, mi ha lasciato un po’ perplessa.

NOTE BIOGRAFICHE

Camilla Läckberg, cresciuta sulla costa ovest della Svezia, in questa zona ha ambientato la sua serie di gialli.

Ricordiamo: La gabbia dorata, La principessa di ghiaccio, Il predicatore.