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“l’amor che move il sole

e l’altre stelle”

(Dante Alighieri)

 

Questa sera spengo la luna e le stelle. Spengo il mio cuore e sogno il mio bel principe azzurro sul suo cavallo bianco venirmi incontro, cercando me, solo me. Ma tu non essere geloso, lo sai, il mio cuore appartiene solo a te. Sei nella mia anima e lì ti lascerò, per sempre.

Tutti mi vogliono, tutti mi cercano. E chi voglio io? Mi cercherà? Non lo farà mai! Non mi cerca e non mi pensa, forse però mi pensa e non vuole cercarmi. Forse è troppo impegnato per cercare me. Mettiti l’anima in pace: non ti cerca perché non ti pensa, non ti cerca perché non è te che vuole! Oh che dolore provo nel mio cuore!

Questa sera niente luna, niente stelle. Il cielo è coperto, ascolto musica per non pensare. E’ così difficile far tacere la mente e non ascoltare il cuore. Vorrei tornare indietro, a qualche mese fa per poter cancellare alcuni avvenimenti. Non si può. Il male è fatto. Resta solo chiudere quel libro per poter aprirne un altro.

Non ho nessuna vena poetica questa sera: stanca, triste, delusa, annoiata, gran mal di testa, praticamente con tutte le ruote a terra. Ho sonno, non riesco a dormire e devo svegliarmi all’alba. Paranoica, irascibile o come sono stata definita: una folle. I miei complimenti a tutte quelle persone che giudicano senza conoscere realmente le persone, fermandosi alle apparenze, a quello che vogliono vedere. A me non importa quello che pensano o dicono gli altri. A me interessa quello che credi tu. Fa molto male sapere che lo pensi anche tu

 

 

“basta una stilla di male

per gettare un’ombra infamante

su qualsiasi virtù”

(William Shakespeare)

 

Non dico bugie, non amo mentire. Sicuramente non ti fidi di me. Solo guardandomi negli occhi riusciresti a capire. Gli occhi sono lo specchio dell’anima, almeno così si dice. Decidi tu per me: amami o cancellami. Così saprò che mi sono sbagliata. Che non mi hai mai guardata con occhi pieni d’amore. Che ogni volta non mi cercavi con lo sguardo. Che non mi hai mai desiderata. Cancellami tu, non ci resterò male. Capirò e forse guarirò da questo amore malato. Cancellami tu, perché non ho il coraggio di farlo io. Continuo ancora con i miei sterili monologhi, diventando più noiosa del solito o come diresti: soffro di solitudine e stupidità.

Questa mattina nel cielo c’è una lunga scìa rosata. La ammiro con occhi pieni di speranza perché ci sei solo tu. I miei pensieri, quello che scrivo, sono solo per te

 

 

“con la tua immagine,

tu,

benchè assente

mi sei ogni ora presente.

Perché non puoi allontanarti

oltre il confine dei miei pensieri:

ed io sono ogni ora con essi

ed essi con te”

(William Shakespeare)

 

Viso stanco, occhi spenti. Il sorriso non esce dal tuo cuore! Ho sempre lavorato nella mia vita, ho iniziato quando avevo solo sedici anni. Lavoravo in estate perché andavo a scuola. E quei pochi soldi che guadagnavo, un po’ li mettevo da parte, un po’ li usavo per la scuola e per me stessa. Erano pochi, a me sembravano tanti. Riuscivo a gestirli bene. Mio padre non voleva che lavorassi, a me invece, piaceva rendermi utile. E’ stato lui a mettermi al volante di un’auto per la prima volta, trasmettendomi la sua passione per la guida. Ha sempre lavorato fuori e quando tornava, non si pranzava se non fossi tornata da scuola. Era mio amico, era mio complice. Affettuoso, scherzava in continuazione e la sua bontà era conosciuta da tutti. Guai però, se qualcuno lo prendeva in giro o approfittava di lui. Testardo, orgoglioso di se stesso e della sua famiglia. Eravamo felici, molto felici. Mio padre! L’uomo più importante della mia vita. Che dolce carezza sul mio cuore. Lo amavo. Lo amo tanto!

 

Nel profondo

Ho ascoltato in silenzio

le parole

che mi uscivano dal cuore

e una vocina misteriosa

mi ha detto:

ti voglio bene papà

(Granelli di sabbia)

Ho provato a dire basta a questo sentimento che mi logora ogni giorno di più. Vorrei sradicarti dai miei pensieri, cancellarti dal mio cuore. Sempre puntuale, una forza misteriosa mi conduce a te.

 

“ma tu chi sei che avanzando nel buio

della notte inciampi nei miei

più segreti pensieri?

(William Shakespeare)

 

Ho una rara malattia, si chiama: solitudine e stupidità. E’ così che sono stata definita, se non ricordo male. E anche se pensassi questo di me, vorrei essere lo stesso nei tuoi pensieri, essere cullata dalle tue braccia, sentire il battito del tuo cuore.

 

“dammi mille baci, poi cento

poi altri mille, poi ancora cento

poi altri mille, poi ancora cento

poi altri mille, poi cento ancora.

Quindi,

quando saremo stanchi di contarli,

continueremo a baciarci senza pensarci,

per non spaventare e perché nessuno,

nessuno dei tanti che ci invidiano,

possa farci del male sapendo che si può

coi baci,

essere tanto felici”

(Catullo)

 

Ho la testa che scoppia, e domani sarà anche peggio. Non riesco a combinare nulla questa mattina, fisico a terra per non parlare dello stato d’animo. Quando la giornata inizia con il piede sbagliato, finisce peggio. Come al solito a fare del bene ci si rimette sempre.

L’Amore! L’Amore! Che brutto affare! Beati i cuori innamorati e ricambiati.

 

“ho cercato di capire

cosa mi stesse accadendo

ho trovato da sola la risposta:

mi stavo innamorando di te!

Ho urlato al vento la mia disperazione

per soffocare questo sentimento,

lui infuriato mi ha detto di aspettare!

Ho parlato di te al mio cuore

e lui speranzoso mi ha detto di

abbandonarmi a questo sentimento.

Ho cercato di capire

cosa mi stesse accadendo,

ho trovato da sola la risposta:

mi sono innamorata di te!

(Granelli di sabbia)

Infiniti fogli riempiti a metà, sparsi sul letto per prendere vita.

 

“vorrei portarti sulle ali di un gabbiano

e farti volare con me

nel cielo più chiaro di un giorno d’estate.

Sfiorare il mondo e accorgersi

che ci sei solo tu

in un posto nascosto del mio cuore”

(Granelli di sabbia)

 

Ricordo il giorno che ti ho visto per la prima volta. Mi hai guardata, no anzi, mi hai squadrata dalla testa ai piedi. Anch’io ti ho guardato con aria di sufficienza. Non so se è iniziato da lì, so solo che ogni volta non vedevo l’ora di vederti. E pensare che quel giorno, non volevo neanche venire, non ero affatto sicura. Dovrei iniziare dall’inizio, come ho fatto ad arrivare lì, forse un giorno lo farò. O forse era meglio non essere venuta, ma non avrei incontrato te.

 

“essere amati profondamente da qualcuno

ci rende forti

amare profondamente

ci rende coraggiosi”

(Lao Tzu)

 

Che freddo! Arriva fino al cuore questo freddo gelido. L’ideale sarebbe davanti la fiamma di un camino, accoccolati fra le braccia di chi si ama. Ancora una volta mi sento vuota e inutile. Ieri sera mi sono sentita dire: hai rovinato la mia vita. La vita ce la siamo rovinata a vicenda, purtroppo. Mi guarda con odio, forse ha ragione. Io non riesco a guardarlo con occhi pieni di odio ma neanche con amore. Quando tutto finisce, si dovrebbe avere il coraggio di ammettere le proprie colpe, non sempre è così. Nel momento in cui ho mollato, tutto mi è crollato addosso. Volevo dargli una lezione, per scuoterlo un po’, a quanto pare, la lezione l’ho data solo a me stessa. Ci sono giorni in cui mi sembra di affondare, di sprofondare sempre più giù e per quanti sforzi io possa fare, mi ritrovo sempre al punto di partenza. E pensare che avevo tutto!

Il mio crollo lo sto iniziando ad avere. Devo reagire, non posso permettermi proprio adesso di cadere. Tutto è così difficile, soprattutto quando non puoi contare su nessuno. Quando non ti puoi confidare con qualcuno che non ti tradirebbe mai. Quando non hai una spalla su cui appoggiarti per avere dei consigli. Sola e stupida dirai. Al momento è quello che sono, mi sento legata, in trappola. Non riesco a capire, come facevo un tempo a realizzare tutti i miei desideri, tutti i miei sogni. Non sono qui per lamentarmi o piangermi addosso. Ho solo bisogno di sfogarmi, di tirare fuori tutto quello che mi logora dentro.

Sentimenti di rabbia, di dolore, di delusione. Delusa dalla vita e anche da me stessa. Neanche oggi ho pranzato e questa sera non ho cenato. Non ho fame. Anche se mi rendo conto di non poter continuare così. Ho lo stomaco chiuso, non riesco a mangiare nulla. Mi ammalerò se continuo ad andare avanti così.

 

Combattuta, avvilita, non so neanche io come mi sento. Vorrei sbattere centomila volte la testa al muro e centomila volte rompermela. Per tutta la giornata non ho fatto altro che ascoltare, ascoltare, ascoltare. La mia testa è in fiamme. Non ho avuto neanche il tempo di buttare due cose in valigia per domani, adesso non ne ho la forza. A letto presto, anche se questa notte so che non dormirò come tutte le altre.

 

A volte, è più facile confidarsi con un estraneo. Chissà perché! Forse perché non ci conosce abbastanza, forse perché ci vede come siamo realmente e non come vogliamo far credere di essere. Da ragazzina ero solita tenere un diario, dove di giorno in giorno scrivevo frammenti della mia vita. In fondo, sono ancora una ragazzina, un po’ cambiata ma sempre fedele a quello in cui credo, sempre pronta ad aiutare gli altri, anche se come al solito in molti approfittano della mia bontà.

Io che sono la confidente di tutti. Ed io? Chi mi aiuta? Chi mi ascolta? Chi mi da’ consigli? Chi mi prende per mano? Sempre da sola ad affrontare i miei problemi, i miei dubbi. Perché la fiducia che riponevo in alcuni è stata tradita già da tempo e iniziare a fidarsi di nuovo è molto difficile. Scrivo qui perché non ho alternative, perché quello che scrivo non lo leggerà nessuno.

Sono sicura che sto per cacciarmi in un altro pasticcio, sono una calamita per i guai. Come al solito, penso e mi prodigo per i problemi degli altri. Sono un caso clinico. Quando finirà questa situazione? Lo sapevo, sarebbe stato un guaio. Ma come faccio ad abbandonarli anch’io. Una cara amica mi ha detto “Devi essere davvero molto forte per sopportare la tua situazione”. Sì è vero, sono forte. Ma la mia amica non sa, che quando sono da sola, prima di addormentarmi, tutta la mia forza si scioglie e calde lacrime rigano il mio viso. L’importante è non farsi mai vedere, quando soffri, quando piangi.

 

“amami quando lo merito meno…

perché sarà quando ne avrò bisogno”

(Catullo)

 

Può sembrare la trama di un romanzo ma non lo è. Non bastano i miei guai, anche quelli degli altri devo sorbire. Lunedì sta per arrivare. Paura? No, non ho paura. Forse non so cosa sia. Forse l’unica paura che ho è quella di non essere felice. Sono esausta, solo adesso mi sono resa conto di non aver cenato. Bella consolazione! Mi chiedo ancora una volta: perché ogni sera devo addormentarmi con le lacrime agli occhi?

Tutto quello che voglio scappa, mi sfugge dalle mani. Fino a quando sarò disposta ad arrivare alle stelle per avere te? E la mia situazione? Mi manderanno in prigione? Già sto in un fosso, più nera di così non può andare. Oggi è stato detto: “spero che la vita sia buona con lei”. Che beffa! La vita non è mai stata dolce con me, non è un problema, sono forte abbastanza. Sono forte è vero, ma per quanto io possa esserlo, arriverà il momento del crollo e non ci sarà nessuno a sostenermi. Anche questo non è un problema. Ci sono abituata, è tutta la vita che è così. Almeno, dopo tutte queste peripezie, qualche piccola soddisfazione oggi l’ho avuta. Ho avuto il mio piccolo successo. Il mio sogno! Ma quanti sogni ho lasciato a metà?

 

“un cuore che cerca,

sente che gli manca qualcosa,

ma solo il cuore che ha perduto

sa cosa gli manca”

(Goethe)

 

Devo parlare, mi devo confidare, posso farlo solo qui. Mi sento come un vulcano in procinto di eruttare. Non posso tenere tutto dentro. Sarò lunga, noiosa, la solita stupida. Anche se quello che scriverò non verrà letto, anche se correrò il rischio di essere fraintesa, anche se sarò giudicata male. Basta solo iniziare e le parole prenderanno vita da sole. Bisogna stabilire, se andare a ritroso o iniziare dall’inizio.

La vita non è mai stata dolce con me, anch’io del resto, me la sono sempre complicata e continuo a farlo ancora oggi. Ho una rabbia dentro che stento a mantenere, ogni giorno, tutto mi appare difficile, insormontabile, mi ritrovo puntualmente in un vortice, un labirinto senza uscita. Per quanti sforzi io possa fare, non riesco a trovare una via d’uscita, non riesco ad intravedere la mia luce. Mi sento limitata, vorrei volare, ho le ali tagliate a metà, non riesco a spiccare il volo.

Da qualche tempo, qualsiasi cosa io faccia si rivela un fallimento, non basta metterci la buona volontà, perché c’è sempre qualcosa o qualcuno ad ostacolare il mio cammino. E mi chiedo dove sbaglio. Perché in passato riuscivo in qualsiasi cosa? Perché non riesco a sollevarmi da questa situazione? Perché ho fatto morire dentro di me, la parte più bella che avevo? Perché non riesco a preparare la mia valigia e andare via?

Ho iniziato la mia battaglia e come risposta mi sono sentita dire: “per me puoi andare via anche adesso”. Mi da colpe che non ho, gli do colpe che non ha. E’ facile dare la colpa agli altri, non assumersi le proprie responsabilità. E’ facile dire: la colpa è tua. A sbagliare si è sempre in due, anche se non è affatto semplice ammetterlo a se stessi.

Di chi è la colpa quando tutto finisce?

Perché non si ha il coraggio di parlarsi onestamente?

Perché si sta insieme, facendo finta che tutto vada bene?

Perché è difficile fare andare via l’altro, nonostante si è consapevoli che non sarà mai felice al tuo fianco? Per egoismo forse, per i figli, per cosa? Vivere una separazione è sempre doloroso, a pagarne le conseguenze sono sempre i figli. Ti segna dentro, nel più profondo, è ammettere il tuo fallimento. Credi durerà tutta la vita, invece, un giorno ti accorgi che non è affatto così. Ti trovi a un bivio. Decidi di lottare per avere la tua libertà. C’è sempre molto dolore, cerchi di fare meno male possibile, non ci riesci, c’è sempre qualcuno che soffre.

Dentro di te, giorno dopo giorno, si spezza qualcosa, una parte di te si spegne per sempre. Specialmente quando a soffrire sono i bambini. Allora, per il bene dei figli, cerchi di tornare sui tuoi passi, cerchi di dare delle possibilità. Rifai gli stessi errori, ti fai di nuovo male.

Ho sbagliato. Ho sbagliato tutto nella mia vita. Errori su errori. E gli errori a lungo andare si pagano a caro prezzo.

Sei andato via! Ti ho perso per sempre, non ti rivedrò più! Mi illudo, ancora oggi, che mi vuoi bene, purtroppo, non è così. Se mi volessi mi avresti cercata, anche con la scusa più banale. Non lo hai mai fatto, è solo la mia immaginazione che mi ha fatto vedere quello che non è mai esistito. Spero ogni giorno che vuoi me, proprio me. Continuo puntualmente a farmi del male. Non mi hai mai voluta, ho frainteso i tuoi sguardi, non sei qui per me. Con tutte quelle modelle che ti ritrovi al fianco, figuriamoci se pensi proprio a me. Mi devo svegliare! La devo smettere! Non voglio proprio capire che mi sto facendo  male.

Qualcuno ha detto: lasciala stare. Perché? Perché faccio pena o perché sono una povera stupida? Non lo saprò mai. Quanto gelo nel mio cuore. Ho chiuso la porta, ho buttato via la chiave, nessuno la troverà mai.

Ho solo un rimpianto… è un segreto… resterà custodito gelosamente nel mio cuore.

Quante domande, nessuna risposta. Solo con l’amore e la pazienza si potrebbe far tornare a  battere un cuore gelido, insensibile all’amore.

I segreti del cuore: presentazione

I segreti del cuore: novembre

I segreti del cuore: dicembre