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Giornate FAI d’Autunno 2019 Tutte le aperture in Piemonte e Valle d’Aosta

GRUPPO FAI GIOVANI DI AOSTA

Alla scoperta di Villeneuve: tra storia, cultura ed enogastronomia VILLENEUVE (AO)
Domenica, 09:30-12:30 / 14:00-17:30
BARMÉ
I “barmè” sono cantine naturali scavate nella roccia viva della Becca, la collina che sovrasta il borgo di Villeneuve. La temperatura interna sempre costante rendeva perfette queste cavità per il deposito e la conservazione di generi alimentari, nonché luoghi ideali per la stagionatura delle fontine, il ricovero di animali o rifugio in caso di maltempo. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
ALTOFORNO
Ad ovest dell’abitato, in località Martinet, sorgono i resti di una fonderia ottocentesca. Si tratta di un esempio, ancora ben conservato, di archeologia industriale risalente al 1838. Presso questa fonderia, utilizzata anche per scopi bellici, venne fusa per volere di César-Emmanuel Grappein la famosa fontana di Cogne nel 1809, e alcune parti della Mole Antonelliana di Torino.
ANTICA CHIESA DI SANTA MARIA
La chiesa di Villeneuve è una delle più antiche della Valle d’Aosta poiché la sua edificazione risale al secondo quarto dell’XI secolo. Viene menzionata per la prima volta in una bolla papale del 1184 e figura, sotto il titolo di Santa Maria, tra i
possedimenti della Collegiata di Sant’Orso ad Aosta.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.
CASTELLO DI CHATEL ARGENT
In cima alla “Becca”, salto di roccia che sovrasta l’abitato di Villeneuve, si staglia il castello, di cui si trova traccia in documenti d’archivio del 1274-1275. La sua torre misura circa 16 metri per 9 di diametro. Luogo con criticità. Si arriva alla rocca tramite un sentiero.
ANTICO FRANTOIO PER L’OLIO DI NOCI
L’antico frantoio appartiene ancora oggi alla famiglia Georgy, insediata a Villeneuve nei primi anni dell’Ottocento. Il fabbricato con il torchio è stato infatti acquistato da Antoine Georgy, valente e intraprendente fabbro del paese.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.
CHIESA PARROCCHIALE di S. MARIA ASSUNTA
I lavori per la costruzione della chiesa iniziarono nel 1787 e terminarono nel 1792 con la consacrazione del nuovo edificio da parte di Monsignor Solaro, sotto il titolo di Maria Assunta in Cielo.

DELEGAZIONE FAI DI ALESSANDRIA

ALESSANDRIA (AL)
Domenica, 10:00 – 18:00
OSPEDALE SS. ANTONIO E BIAGIO: PATRIMONIO STORICO E DOCUMENTALE
Sarà possibile visitare: la chiesa-biblioteca biomedica con i suoi libri antichi, la quadreria dei benefattori, la sala del Moncalvo, gli antichi vasi di farmacia e il salone di rappresentanza. Luogo normalmente chiuso, aperto per la prima volta al pubblico.
FORNACE BOLLOLI
La fornace è un’azienda storica, fondata nel 1907. L’alta ciminiera è al centro di un grande anello in cui si accendeva il fuoco per cuocere i mattoni. Un interessante esempio di un’attività produttiva ormai scomparsa e una pagina di storia da recuperare. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

GRUPPO FAI GIOVANI ALESSANDRIA

BOSCO MARENGO (AL)
Domenica, 10:00-18:00
COMPLESSO MONUMENTALE DI SANTA CROCE
Ispirato al convento di San Marco a Firenze, il complesso è organizzato in tre settori: il chiostro piccolo, o “chiostro dei morti” su cui si aprono il refettorio, le cucine, i locali di servizio e la sala capitolare; un cortile rettangolare nell’angolo nordoccidentale intorno a cui si trovano gli ambienti destinati a foresteria e gli appartamenti privati del fondatore; il chiostro grande detto anche “chiostro della cisterna”, riservato alla clausura e alla
formazione dei giovani novizi. Grande attenzione meritano le opere Vasariane, ospitate negli spazi originariamente destinati alla funzione di sala capitolare. Al suo interno si possono ammirare le opere che costituivano la Macchina Vasariana e le catacombe con i resti dei monaci.
FAI – Fondo Ambiente Italiano
GRUPPO FAI BASSA VALLE TANARO

RIVARONE (AL)
Domenica, 09:30-18:00
A SPASSO SUL FIUME TANARO E DENTRO L’ARTE
Arte e acqua: a Rivarone un percorso per vivere un’esperienza unica, tra l’approdo che da qualche tempo è divenuto uno dei fulcri della vita sul Tanaro e il centro storico del paese. Sarà infatti possibile andare all’avventura conducendo la propria canoa sulle acque del fiume, oppure attraversarlo a bordo di una chiatta, passeggiare lungo le sue rive o visitando la chiesa, l’antica cantina e le mostre di foto storiche e di dipinti. Non può mancare inoltre una pausa per fare colazione, merenda o pranzare al punto ristoro. Fra azione educativa e promozione del territorio, il FAI, il Gruppo scout AGESCI Valenza 1, il Centro nautico “Un Po strano” – AGESCI Piemonte, SOMS e ARCA di Rivarone, mettono insieme forze e competenze per poter tornare a godere di una giornata all’aria aperta.

GRUPPO FAI CASTELLAZZO BORMIDA

CASTELLAZZO BORMIDA (AL)
Domenica, 10:00 – 17:00
SAPONIFICIO MORTEO E GIANOLIO DI CANTALUPO ALESSANDRIA
La fabbrica, nata nel 1881 e chiusa nel 1967, esempio di archeologia industriale di fine Ottocento, è composta da una serie di edifici, alcuni in condizioni precarie, altri ancora utilizzati da artigiani locali. Nei vari reparti produttivi venivano impiegati ben 250 operai di cui il 19% erano di sesso femminile. Accanto all’olio e al sapone venivano prodotti anche glicerina e mangimi per animali. Fino al 1925 la fabbrica produsse inoltre candele steariche. In occasione della GFA 2019, grazie al sostegno della proprietà, sarà possibile compiere un percorso guidato all’interno di alcuni reparti. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

GRUPPO FAI DI LA STRADA FRANCA

FUBINE (AL)
Domenica, 10:00-12:30 / 14:00-18:00
GLI INFERNOT DI FUBINE
FAI Piemonte e Valle d’Aosta – via Giolitti, 19 – 10123 Torino – t. 011 539212 faipiemonte.comunicazione@gmail.com
Direzione e uffici – La Cavallerizza -via Carlo Foldi, 2 – 20135 Milano – t. 02 4676 151 – f. 024819 3631 PEC 80102030154ri@legalmail.ithttp://www.fondoambiente.it

Fondazione nazionale senza scopo di lucro per la tutela e la valorizzazione dell’arte, della natura e del paesaggio italiani.
Riconosciuta con DPR n. 941 del 3.12.1975 – Reg. Persone Giuridiche Prefettura MI n. 86 – C.F. 80102030154 – P.IVA 04358650150
La collina su cui sorge Fubine è la prima, provenendo dalla pianura, costituita da arenarie deposita-
tesi nel quaternario. Gli Infernot sono stati scavati nel sottosuolo delle abitazioni dagli abitanti durante il periodo invernale con lo scopo di creare dei locali accessori per l’invecchiamento del vino. Sarà possibile visitarne alcuni, fra cui quello presente sotto il palazzo comunale, ed inoltre la Cappella Bricherasio, fatta realizzare in stile neogotico dalla famiglia dei conti Cacherano di Bricherasio. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
SOLERO (AL)
Domenica, 10:00-12:30 / 14:00-18:00
CASTELLO FAA DI BRUNO, EX GUASCO
Il Castello pervenne alla famiglia Faà di Bruno a seguito del matrimonio di Luigi con Giacomina, ultima erede della famiglia Guasco. Ristrutturato nel 1854 quando, proprietario Emilio Faà di Bruno, figlio cadetto del marchese Luigi, si diede al castello l’aspetto attuale. Sono da attribuirsi a questo periodo la costruzione della torre principale e della merlatura guelfa in perfetto spirito neo medievale. Nei locali del castello è visitabile l’esposizione del banco di lavoro e di alcuni strumenti costruiti dal famoso liutaio Gallinotti, nato e vissuto a Solero. Nel pomeriggio di domenica nei saloni al primo piano studenti del Conservatorio Antonio Vivaldi di Alessandria eseguiranno brani per chitarra classica. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
QUADRERIA DELLA CHIESA COLLEGIATA
DI SAN PERPETUO
Il restauro delle tele della quadreria della chiesa Collegiata di San Perpetuo è una delle più importanti iniziative che la Parrocchia ha attivato per il recupero delle opere d’arte della chiesa. Sono presenti opere restaurate grazie ai contributi delle Fondazioni Cassa di Risparmio di Torino, Compagnia di San Paolo e Fondazione Grattarola. Questi capolavori d’arte e di fede si aggiungono a quelli già in precedenza “ritrovati”, provenienti dagli Oratori delle Confraternite. L’opera più importante della raccolta è la Madonna del Rosario del Moncalvo, restituita al suo originario splendore da un recente restauro. Questa preziosa opera fu commissionata dalla Compagnia del Santo Rosario tra il 1600 ed il 1610, seguendo l’impulso dato da Pio V alla pratica devozionale istituita da San Domenico nel 1215 circa.
GRUPPO FAI DI VIA EMILIA SCAURI

SEZZADIO (AL)
Domenica, 10:00 – 18:00
FORNACE DI SEZZADIO
La Fornace di Sezzadio produce mattoni fatti a mano avvalendosi della lunga esperienza maturata in duecento anni di ininterrotta attività. Le ottime argille di Sezzadio, il giusto impasto, la lenta essiccazione all’aperto, la cottura ad alta temperatura nei forni Hoffman, il rispetto della millenaria tradizione dei maestri mattonai, fanno del cotto della Fornace di Sezzadio un prodotto unico nel suo genere: di grande affidabilità, resistente al gelo e al fuoco, agli sbalzi termici, all’usura e particolarmente apprezzato sia per il ripristino di antichi edifici che per la costruzione dei nuovi. Nel corso della visita sarà possibile assistere, con dimostrazioni dal vivo, alle diverse fasi di lavorazione. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

GRUPPO FAI DI OVADA

Antico suono degli Organi OVADA (AL)
Sabato e domenica, 14:00-18:00
ORATORIO DI SAN GIOVANNI
Fondato su un’antica cappella cimiteriale risalente a prima dell’anno Mille, fu realizzato, nella sua attuale conformazione architettonica, nel XVII secolo. Posto accanto all’antica parrocchiale di San Sebastiano – come da tradizione ligure – si trova in posizione sopraelevata. Sede dell’omonima confraternita, risalente al XII secolo, esso conserva al suo interno un Crocifisso ligneo processionale e una splendida macchina processionale opera di Anton Maria Maragliano: forse una delle opere più felici dell’artista. L’organo presente fu costruito dall’organaro modenese Piacentini nel 1882; nel 1929 fu parzialmente modificato, e infine completamente restaurato nel 1988. Dal 1977 oltre che per il servizio liturgico viene spesso utilizzato per concerti, a cui hanno partecipato alcuni tra i più grandi e apprezzati organisti a livello mondiale. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
PARROCCHIALE DI N.S. ASSUNTA E SAN GAUDENZIO
Progettata da Gio Antonio Delfrate nel 1770, fu costruita tra il 1771 e il 1801. La sua architettura, a tre ampie navate con pilastri a doppia colonna, è ispirata dalla chiesa di Nostra Signora delle Vigne di Genova. Originariamente dotata di un solo campanile, nel 1853 ne fu eretto un secondo destinato a ospitare un orologio e le campane delle ore. L’interno è interamente affrescato con Scene della vita di Cristo, opera dei fratelli Tomaso e Pietro – detto Il muto – Ivaldi di Toleto di Ponzone. Di notevole interesse il coro ligneo e la sacrestia, con il suo arredo e le volte affrescate dal pittore genovese Lazzaro Luxardo. Nella chiesa sono conservati due organi di grande importanza storica e musicale.
ORATORIO DELLA SS. ANNUNZIATA
L’oratorio fu edificato nel XVI secolo sulle strutture di una precedente chiesa risalente al 1270 e successivamente ampliata nel XV secolo. Di dimensioni contenute ma perfettamente armoniose, presenta ricche decorazioni pittoriche, opera di Ignazio Tosi, Luigi San Sebastiano e Costantino Frixione. L’oratorio custodisce inoltre due tele del celebre pittore cinquecentesco Luca Cambiaso. Di grande interesse le due macchine processionali in legno opera di Luigi Fasce e Anton Maria Maragliano. L’organo fu costruito dai fratelli Serassi di Bergamo nel 1825 e ampliato nel 1884 da Camillo Guglielmo Bianchi. Interamente restaurato nel 1992 da Italo Marzi, questo strumento dotato di tastiera, pedaliera ridotta e inclinata e una quindicina di registri reali, è oggi perfettamente funzionante ed abitualmente utilizzato. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

DELEGAZIONE FAI DI ASTI

Alla scoperta di Asti liberty ASTI (AT)
Domenica, 10:00-18:00
CIMITERO DI ASTI
Il Liberty, la cui stagione si circoscrive fra il 1885 e il 1906, è uno degli stili che più contraddistingue la statuaria cimiteriale. Sinuosità ed eleganza decorativa sono gli elementi tipici di questo gusto, che nell’arte funeraria contribuisce a enfatizzare i temi della malinconia, del distacco e del dolore. Luogo rappresentativo del tessuto sociale, il cimitero non può quindi che riflettere il gusto di quella borghesia di fine Ottocento che trova nell’arte celebrativa un ulteriore elemento per affermare e aumentare il proprio prestigio. Si ingaggiano allora scultori come Contratti, Giribaldi e Bistolfi che lasciano al cimitero di Asti importanti testimonianze, trasformandolo in un vero e proprio museo della scultura a cielo aperto, mentre edicole e cappelle di famiglia ne fanno un piccolo compendio per la storia dell’architettura.
PALAZZO GASTALDI
Palazzo Gastaldi venne realizzato su progetto di Carlo Bensi nel 1898, commissionato da Luigi Gastaldi, banchiere ed esponente di spicco della borghesia industriale astigiana. Si affaccia su piazza Roma, ridisegnata in occasione del cinquan-tenario dello Statuto. Eccellente esempio del gusto liberty, declinato nelle decorazioni a conchiglie, acanto e melograno, con accenni di forme eclet-tiche ispirate al Rococò, viene ornato anche ad opera di Giuseppe Rizzola, pittore canellese di fama, impegnato a lungo al Quirinale. L’atrio d’ingresso è sovrastato da stucchi a conchiglioni e motivi fitomorfi, con l’inconfondibile lastricato a toz-zetti di legno pieno, mentre un drago e girali vege-tali ornano la ringhiera della scala che conduce ai piani superiori. Il palazzo ospita oggi il Consorzio per la tutela dell’Asti Spumante DOCG.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.
GRUPPO FAI GIOVANI DI BIELLA

Biella sotto i 1.000 metri BIELLA (BI)
Domenica, 10:00 – 17:00
BIRRIFICIO E MUSEO DELLA BIRRA MENABREA
Motivo d’orgoglio per la città di Biella, lo storico birrificio fondato da Giovanni Menabrea ha scritto la storia della birra italiana. È il più antico birrificio attivo in Italia e produce birre di alta qualità fin dal 1846. Il percorso all’interno del birrificio e del Museo della Birra Menabrea si snoderà tra il legame di Birra Menabrea con il territorio biellese, gli antichi e i nuovi macchinari, le materie prime e la storia delle famiglie Menabrea e Thedy, giunte a Biella dalla Valle D’Aosta. La visita proseguirà infine nella Sala Cottura, cuore del Birrificio, struttura all’avanguardia per funzionalità e spettacolare per impatto visivo, che verrà inaugurata a settembre 2019. Luogo normalmente chiuso al pubblico. Aperto
ufficialmente per la prima volta dopo i lavori di ammodernamento TRIVERO (BI)
CASCINA PILOTA DI CAULERA
Sono passati 78 anni da quando Ermenegildo Zegna decise di avviare il progetto di costruzione dell’Alpe Pilota. Questa ospita oggi un’azienda agricola a conduzione famigliare, che intende rendere le proprie produzioni parte integrante del territorio. L’allevamento che vi si pratica è di tipo sostenibile, basato sul rispetto e sulla cura dell’animale e della natura. Al centro si trova ancora un sistema armonico tra ambiente, bestiame e allevatori. L’azienda mira a preservare le caratteristiche innate dell’animale, rispettando le stagionalità dei prodotti che esso fornisce. A partire dal 2015 è iniziato un recupero e una ristrutturazione delle stalle esterne e successivamente dello stabile principale, in cui è attivo il caseificio, il laboratorio e un piccolo punto vendita.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.
CASA ZEGNA
L’archivio storico, cuore di Casa Zegna, accoglie anche in forma digitalizzata la puntigliosa raccolta di preziosi campionari di tessuti, documenti, foto, video, testimonianze di cento anni di storia industriale. Non solo un imponente archivio tessile, ma anche un excursus tra storia imprenditoriale e mecenatismo ambientale e sociale. La mostra creata per La Triennale di Milano, ora in allestimento permanente a Casa Zegna, racconta un’impresa familiare da quattro generazioni impegnata a realizzare la visione e gli ideali del fondatore: qualità, innovazione continua, responsabilità sociale e ambientale. La città di Biella, fino al 14 ottobre, ospita “Padre e
Figlio”: un grande progetto espositivo sviluppato su tre sedi che mette in dialogo Michelangelo Pistoletto e suo padre, Ettore Pistoletto Olivero. Casa Zegna è il luogo di un omaggio a Ettore, apprezzato pittore di paesaggi e nature morte.

GRUPPO FAI DI FOSSANO

FOSSANO (CN)
Domenica, 9:30-12:30 / 14:30-17:30
PALAZZO DAVISO DI CHARVENSOD: NOBILTÀ FOSSANESE
Lo storico Palazzo Daviso di Charvensod a Fossano, di proprietà privata, sarà aperto al pubblico per la prima volta dopo le importanti opere di restauro conservativo recentemente intervenute. I restauri hanno messo in luce caratteristiche architettoniche e decorazioni pittoriche prevalentemente attribuibili al XVIII secolo. Proprio nel Settecento il palazzo è stato oggetto di uno studio di miglioria da parte dei noti architetti Francesco Gallo e Bernardo Vittone.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.

GRUPPO FAI GIOVANI IVREA e CANAVESE
Borgofranco d’Ivrea: nobiltà e civiltà contadina
BORGOFRANCO D’IVREA (TO)
Domenica, 10:00 – 18:00
PALAZZO MARINI
L’edificio, appartenuto al marchese Claudio Marini, è un’imponente costruzione a “L” che occupa un lotto quasi rettangolare all’interno dell’originario borgo medievale, in prossimità della porta verso Ivrea. La parte residenziale, la più importante, è costituita da un piano terreno, un primo piano e un sottotetto. Mancano i sotterranei, a causa del terreno acquitrinoso di Borgofranco che non permette la costruzione di cantine; la loro funzione è quindi assolta dai Balmetti. Palazzo Marini conserva un ciclo di decorazione murale databile al secondo quarto del Seicento. La decorazione si svolge sulle pareti dello scalone, nelle quattro sale del primo piano e nel loggiato, costituendo nel suo insieme un’antologia del gusto dell’epoca. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
CHIESA DI S. MAURIZIO E RICETTO DI BORGOFRANCO D’IVREA
Borgofranco d’Ivrea è un piccolo borgo agricolo sorto verso la fine del Duecento per volontà del vescovo di Ivrea e del marchese del Monferrato con l’obiettivo di costituire un avamposto in una zona contesa. Da Borgofranco passavano anticamente i pellegrini che dall’Inghilterra e dalla Francia partivano per raggiungere Roma percorrendo la via Francigena. Un territorio dove sono ancora evidenti i segni lasciati da un’economia agro-pastorale; l’antico Ricetto, quasi intatto, si presenta al visitatore con la regolarità delle sue vie e l’architettura tipicamente rurale delle abitazioni, composte da due o tre piani con grandi logge ad archi e ampie “travà” per stalle e deposito del fieno.
BALMETTI
I Balmetti, diminutivo di Balma (antica denominazione di origine ligure che significa grotta o luogo incavato nel monte) sono dislocati a un chilometro circa dal centro di Borgofranco d’Ivrea. Si estendono in direzione nord, per quasi cinquecento metri e formano una sorta di villaggio. Nascondono al proprio interno un fenomeno naturale unico al mondo: una concatenazione di fenomeni geonaturali permette infatti all’aria fresca di fuoriuscire con continuità dal ventre della montagna, quasi fosse un respiro, attraverso numerose fenditure del terreno. Luogo del Cuore votato alla nona edizione del censimento nel 2018. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
GRUPPO FAI GIOVANI DI NOVARA
Le ville signorili del Novarese
CAMERI (NO)
Domenica, 10:00-13:00 / 14:30-18:00
VILLA PICCHETTA
Villa Picchetta è situata nel territorio di Cameri e risale, secondo alcuni documenti, al 1575, quando le terre intorno alla “Picchetta” vennero assegnate ai Cid – nobili originari di Saragozza residenti a Milano – come compenso per i servigi prestati in guerra. Dal 1989 la villa e l’oratorio sono passati fra le proprietà del Parco del Ticino, il quale ha intrapreso importanti interventi di restauro. L’edificio è oggi sede dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore. Particolarmente interessante è la Sala dell’Ottagono, le cui decorazioni a grottesche, in seguito ai recenti restauri, hanno ritrovato la loro bellezza originaria. ** Luogo normalmente chiuso al pubblico. Sede privata degli Uffici dell’Ente di Gestione delle Aree Protette del Ticino e del Lago Maggiore.
TRECATE (NO)
VILLA E PARCO CICOGNA
Villa Cicogna sorge sulle antiche vestigia di un castello di cui oggi non resta traccia. Situato a nord di Trecate, l’attuale edificio risale alla metà del Settecento e la sua costruzione è legata alle vicende di un curioso personaggio: il marchese Antonio Giorgio Clerici. Il nobiluomo, insignito da Maria
Teresa d’Austria del titolo di ambasciatore presso la Santa Sede, investì molti dei suoi averi nella realizzazione della villa, seguendo le più aggiornate tendenze architettoniche settecentesche. Secondo alcuni studiosi, il progetto di Villa Cicogna potrebbe essere riferibile a Francesco Croce, architetto noto nell’ambiente lombardo e milanese. La villa incarna in sé tutte le caratteristiche degli edifici settecenteschi nobiliari, riuscendo ad unire alla funzionalità l’eleganza delle forme architettoniche e decorative. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

GRUPPO FAI GIOVANI ALTO NOVARESE

Massino e i Visconti
MASSINO VISCONTI (NO)
CHIESA DI SAN MICHELE
Domenica, 9:00-12:30 / 14:00-17:30
Situata al centro del paese, la chiesa è nota per il suo campanile pendente. Nel corso dei secoli l’edificio subì varie modifiche, le più importanti tra il Seicento e il Settecento, quando fu consolidata dopo un lungo periodo di abbandono causato probabilmente da una frana che la danneggiò provocando anche l’inclinazione del campanile. Della costruzione originaria rimane oggi solo il campanile romanico, datato tra il 1025 e il 1050. Sulle sue pareti si aprono monofore e bifore, mentre il lato a sud presenta un tipico capitello a stampella decorato con testa umana a bassorilievo. Sulle pareti dell’abside quadrata è possibile ammirare un ricco ciclo di affreschi quattrocenteschi attribuiti alla bottega di Giovanni de Campo: sulla sinistra, la teoria degli Apostoli e più in alto i profeti; al centro, la figura del Cristo Pantocratore tra s. Michele Arcangelo e una Madonna del latte in trono; a destra s. Agata, la Trinità e il martirio di s. Lorenzo.
CASTELLO VISCONTEO
Domenica, 9:30-12:30 / 14:00-17:30
Il vasto complesso del castello visconteo sorge nelle adiacenze della chiesa parrocchiale, anch’essa inclusa nella visita. Il complesso, oltre a una robusta torre (1548 e 1555), comprende edifici risalenti a varie epoche successive, cortili e giardini con ampie vedute verso il paese e verso il lago. Di un primo castello si hanno notizie sin dal Duecento, ma è nel Cinquecento che la fortificazione si trasformò in residenza padronale, dove erano conservati i proventi in natura, soprattutto il vino, che i Visconti riscuotevano dai sudditi. Nel 1721, vi nacque Filippo Maria Visconti, poi arcivescovo di Milano. Il castello è ancora oggi proprietà della famiglia Visconti di San Vito.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.
CHIESA DELLA MADONNA DI LORETO
Domenica, 9:30-12:30 / 14:00-17:30
Questa piccola chiesa, nel rione di Cadelloro, all’estremità Nord dell’abitato, fu edificata nel XV secolo. Nell’abside quadrata è possibile ammirare gradevoli pitture che i Visconti fecero realizzare nel Cinquecento da varie scuole pittoriche, tra cui quella di Sperindio Cagnoli. La scena centrale del trasporto della Santa Casa di Nazareth è affiancata dalle figure di San Sebastiano e San Rocco, mentre seguono altre raffigurazioni con Storie di Cristo. Nel corso del XVI secolo l’edificio fu ampliato e dotato della sacrestia e di una cappella dedicata a San Rocco con affreschi datati al 1599. Al Seicento risalgono invece la cappella di San Carlo e il campanile.
QUARTIERE VISCONTINO
Domenica, 9:30-12:30 / 14:00-17:00
Già nell’aggiunta del predicato “Visconti” al nome di Massino risulta evidente il loro legame con il paese, del quale furono per diversi secoli i feudatari. Il legame è testimoniato materialmente – oltre che dal castello e dai numerosi affreschi conservati nelle chiese – anche dal cosiddetto “quartiere Viscontino” che custodisce le testimonianze più antiche del borgo. Qui infatti si possono ancora oggi osservare antichi portali medievali, tracce di murature dell’epoca e due interessanti capitelli scolpiti: uno reca lo stemma del “biscione” visconteo, l’altro il castello con l’aquila imperiale.
Luogo normalmente chiuso al pubblico. Cortili di abitazioni private.
CHIESA DI SAN SALVATORE
Domenica, 10:00-12:30
Il monte San Salvatore è un rilievo di 794 m che sovrasta Massino; qui i religiosi dell’abbazia di Massino avviarono, intorno all’anno Mille, la costruzione di una chiesa dedicata al Salvatore cui si aggiunsero poi, a un livello inferiore, altre tre cappelle sovrapposte a formare un singolare grappolo d’arte romanica. Nell’abside originaria, oggi cappella laterale della chiesa notevolmente modificata nel tempo, i restauri del secolo scorso hanno messo in luce una decorazione pittorica quattrocentesca fatta realizzare da Lancillotto dei Visconti. Sul piazzale antistante sorgono due cappelle devozionali: una barocca e l’altra, più antica, con affreschi del Quattrocento. Verso la fine del XV secolo, decaduta l’abbazia di Massino, giunsero i monaci Eremitani di Sant’Agostino che ampliarono il complesso rimanendovi fino al 1660. Essi introdussero la devozione alla Madonna della Cintura, richiamando per secoli sul colle le popolazioni del Vergante.
GRUPPO FAI DI TICINO

NOVARA (NO)
Domenica, 10:00-12:00 / 14:00-17:30
MUSEO STORICO NOVARESE ALDO ROSSINI
Il museo, fondato nel 1965 dal senatore avvocato Aldo Rossini, è gestito dalle Associazioni Combattentistiche d’Arma Novaresi. Di alto valore culturale, conserva un importante archivio oltre a raccogliere ed esporre le testimonianze relative a personaggi storici e combattenti di Novara e provincia, oltre che le armi bianche e da fuoco dalla battaglia di Novara – avvenuta nel marzo del 1849 – alla Seconda Guerra Mondiale. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

DELEGAZIONE FAI DI NOVI LIGURE

Conoscenza, erudizione e amore per l’antico nella produzione ottocentesca d’arte e architettura NOVI LIGURE (AL)
Sabato 14:30-18:00 Domenica, 10:30-18:00
VILLA ROVEDA, GIÀ NEGROTTA
La villa, sull’area collinare a sud di Novi, è un interessante esempio di dimora signorile edificata tra Otto e Novecento dalla nascente borghesia. L’edificio, appartenuto a famiglie illustri, tra cui i genovesi Negrotto-Cambiaso, deve il suo aspetto all’architetto Riccardo Haupt (1864-1950). Haupt intervenne sull’edificio esistente con la realizza-zione di una torretta, di un bow window e di una veranda e con un ridisegno dei prospetti che aggraziò con decorazioni, timpani in legno alle finestre e un portale di accesso in stile neogotico. Il nome della strada (dei Cristiani) su cui si affaccia la villa e alcuni resti presenti sul sito hanno consolidato l’ipotesi che qui si trovasse un convento dei frati francescani, demolito a inizio Cinquecento. Immersa nel verde, la villa è circondata da conifere, tipiche essenze del parco ottocentesco. La visita riguarderà il parco e l’imponente atrio d’accesso alla dimora, oggi residenza privata.
Luogo normalmente chiuso al pubblico. Si tratta di
un’abitazione privata. Verranno aperti il parco e l’atrio della villa
SEDE DELLA SOCIETÀ STORICA DEL NOVESE
La Società Storica nacque nel 1960 con l’obiettivo di studiare e divulgare, anche attraverso la rivista “Novinostra”, la cultura e le vicende novesi e dell’Oltregiogo genovese, “Le quali fanno parte di quella storia delle piccole patrie che si cerca di conservare e tramandare”. Lo spirito della Società rimanda alle antiche Deputazioni di Storia Patria, sorte nell’Ottocento nelle varie regioni dopo l’annessione al Regno d’Italia. Le due sale della sede, al piano terra di un palazzo storico, sono arredate con gusto ottocentesco e sono ricche di oggetti e documenti preziosi. Qui si possono ammirare diversi ritratti di personaggi novesi tra cui Romualdo Marenco (1841-1907), musicista e autore del Ballo Excelsior, e Mariano Dellepiane (18441916), industriale tessile e filantropo a cui è dedicata la piazza principale di Novi. Pezzi di epoca risorgimentale, la prima moneta stampata da una banca novese, trofei, editti, antichi volumi, compongono questo piccolo scrigno di storia. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
SERRAVALLE SCRIVIA (AL)
LIBARNA E IL SUO TEATRO
Libarna è una città romana fondata intorno al II secolo a.C. lungo la via Postumia, la strada di collegamento tra Genova e Aquileia, riscoperta durante i lavori di realizzazione della strada TorinoGenova (1820-25) e della ferrovia (1850-52). Nel settore nord-orientale della città, quello attualmente riportato in luce, si trovavano gli edifici per il tempo libero, come terme, anfiteatro e teatro. Il teatro fu costruito intorno al I secolo d.C. ed è stato stimato che potesse contenere fino a 3800 spettatori. In occasione delle Giornate FAI, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Alessandria, Asti e Cuneo e l’Associazione Libarna Arteventi, saranno effettuate visite guidate al teatro di Libarna soffermandosi anche sulla figura dello scultore Santo Varni: uno dei personaggi più significativi del mondo culturale genovese dell’Ottocento, che ha dato un grande
contributo alle ricerche e agli studi sull’antica città romana

GRUPPO FAI GIOVANI DI NOVI LIGURE

Conoscenza, erudizione e amore per l’antico nella produzione ottocentesca d’arte e architettura NOVI LIGURE (AL)
Domenica, 10:00-18:00
TEATRO ROMUALDO MARENCO
Il Teatro, intitolato al Re Carlo Alberto, fu eretto a partire dal 1837 nella centrale via Girardengo della città di Novi Ligure da parte di una società costituita da 37 cittadini. L’inaugurazione avvenne il 2 ottobre del 1839. Nella prima metà del ‘900, l’edificio fu dedicato a Romualdo Marenco, grande compositore e direttore d’orchestra novese. Il teatro, concepito a decoro della città come costruzione autonoma sul modello ottocentesco del Teatro all’italiana, fu progettato dall’architetto Giuseppe Becchi con l’approvazione del collega Luigi Canonica, massimo esperto di architettura teatrale dell’epoca e già consulente nel progetto del Teatro Carlo Felice di Genova. La sala storica “a ferro di cavallo”, rimasta ad oggi inalterata, fu realizzata con tre ordini di palchi sovrapposti ed il loggione superiore e con l’arco di boccascena, sul quarto lato, a divisione della sala dal palcoscenico. Rimasto chiuso per decenni, il teatro si presenta oggi rinnovato dopo i recenti restauri ** Luogo normalmente chiuso al pubblico. Luogo rimasto chiuso dagli anni cinquanta del Novecento ad oggi. Oggetto di restauro in corso, è stato aperto parzialmente per la prima volta al pubblico con visite guidate in due fine settimane ad aprile 2019 a cura del Gruppo FAI Giovani di Novi Ligure.
GRUPPO FAI SETTE CASTELLI DAL TOBBIO ALL’ORBA

CASTELLETTO D’ORBA (AL)
Domenica, 10:00-18:00
MUSEO DEL TORCHIO DI BOZZOLINA E ANTICA CANTINA
La borgata Bozzolina, sulle alture di Castelletto d’Orba, custodisce l’antico torchio per l’olio di noci datato 1716. Questo torchio, abbandonato per molti anni, è costituito da parti in legno (la trave principale supera i sette metri di lunghezza) e massicce componenti in pietra; è stato sottoposto a restauri da parte del comune, su proposta dell’Associazione “Amici di Bozzolina”. Il torchio è collocato in un museo dedicato a questa testimonianza del mondo rurale. A pochi metri dalla sede espositiva è conservata una cantina d’epoca, che custodisce l’attrezzatura in legno realizzata dal proprietario: il provetto falegname Tacchino. In occasione delle Giornate FAI, nella vicina chiesa, grazie agli allievi del Conservatorio di Alessandria, sarà possibile apprezzare un intrattenimento musicale.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.

LERMA (AL)
TORRE ALBAROLA
Salendo oltre l’abitato di Bozzolina, si percorre un sentiero napoleonico riconducibile alle antiche vie del sale. La visuale spazia verso la pianura e le Alpi dal lato nord, fino ai rilievi dell’Appennino ligurepiemontese, dalla parte opposta, con i castelli, i paesi, i cascinali, i vigneti e i boschi che compongono il territorio. Il percorso condurrà i visitatori alla scoperta dei ruderi della Torre Albarola: uno straordinario punto di osservazione al crocevia di strade secondarie che si snodano attraverso un piacevole contesto paesaggistico, agricolo e naturalistico. La torre faceva parte di un sistema difensivo di avvistamento creato contro le incursioni saracene, attorno all’anno mille. Il suo compito era di riprendere i segnali provenienti dal monte Colma e, con falò accesi sulla cima, avvisare la vicina torre del Gazzolo (s. Cristoforo). Il Comune di Castelletto d’Orba, grazie ai volontari della Protezione Civile, renderà disponibile una navetta per il rientro a Bozzolina
MORNESE (AL)
Sabato e Domenica 14:30-19:00
ARCHIVIO STORICO COMUNALE DI MORNESE
L’Archivio Storico del Comune di Mornese ha sede nel municipio, un immobile acquistato alla fine del ‘900 dalla Parrocchia di San Silvestro e già appartenuto alle suore che qui ebbero una scuola (da cui il nome con cui è noto: Ca’ di Munghe). In occasione delle GFA, l’archivio storico apre le sue porte mostrando i documenti che custodisce, arricchiti da alcuni pezzi eccezionali in prestito da altri enti, tra cui i disegni dell’ampliamento della chiesa parrocchiale di San Silvestro, datati 1812, o il progetto della linea di illuminazione elettrica di Mornese di primo ‘900. I visitatori potranno consultare loro stessi i documenti più interessanti, sotto la guida del personale competente, mentre per gli abitanti del luogo sarà possibile sperimentare una ricerca guidata sulle proprie origini. Il professor Paolo Mazzarello (Università di Pavia) terrà sabato sera (12 ottobre) un incontro dedicato al genio irrequieto di Leonardo da Vinci, nel 500esimo anniversario dalla sua morte.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.

GRUPPO FAI GIOVANI DI SALUZZO

Saluzzo dentro le mura SALUZZO (CN)
PALAZZO DELLA CHIESA D’ISASCA
Sabato 14:00-17:00 Domenica, 9:30-12:30 / 14:00-17:30
Ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI. Palazzo signorile che affaccia sulla platea, fulcro della società medievale, appartenne in origine a uno degli esponenti dei Della Chiesa, famiglia di uomini di legge presenti a Saluzzo sin dal XIV secolo. L’interno presenta un nobile scalone in pietra illuminato da una grande vetrata e un cedro del Libano nel cortile interno.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.
CASA ARTI LIBERALI
Sabato 14:00-17:00 Domenica, 9:30-12:30 / 14:00-17:00
Ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI.
Palazzo signorile attiguo all’antico palazzo comunale, presenta sulla parete esterna maestosi affreschi a grisaille raffiguranti le allegorie delle arti del Trivio e del Quadrivio. Fondata dal marchese Ludovico II come Accademia Saluzzese, subì numerosi cambi d’uso e per un periodo fu addirittura adibito a carcere femminile.
GIARDINO CASTELLO MARCHESI DI SALUZZO
Sabato 14:00-17:00 Domenica, 9:30-12:30 / 14:00-19:00
All’interno dell’antica Vigna Ariaudo, si è conservata nei secoli la fonte dei giardini della Castiglia. È il progetto di conservazione e valorizzazione promosso dalla Delegazione di Saluzzo, luogo magico della cultura medioevale. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
VIGNA SANTA CHIARA
Sabato 14:00-17:00 Domenica, 9:30-12:30 / 14:00-17:00
Confinante con le mura dalla Castiglia, di cui è possibile osservare uno scorcio inedito, il vitigno sarà al pieno della sua maturazione permettendo così di godere di bellissime cromie autunnali. Il terreno era in origine legato al Monastero di Santa Chiara, al quale si accedeva tramite un passaggio che è ancora oggi visibile. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
LE STORIE DI DAVID: GLI AFFRESCHI DELLA CASA DELLA CHIESA
Sabato 14:00-17:00 Domenica, 9:30-12:30 / 14:00-17:00
Ex sede delle suore Carmelitane di Santa Teresa, alla fine del Quattrocento l’edificio fu domus di Giorgio della Chiesa, consigliere e vicario marchionale. Le pareti di fondo del cortile interno ospitano i preziosi affreschi a grisaille attribuiti alla mano di Hans Clemer, che narrano le Storie di David: si tratta dell’esempio meglio conservato di questo gusto decorativo che abbelliva le facciate dei palazzi signorili saluzzesi all’inizio del XVI secolo. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
LICEO CLASSICO “BODONI”
Sabato 14:00-17:00 Domenica, 9:30-12:30 / 14:00-17:00
Attraverso il maestoso portale d’ingresso che affaccia su via Della Chiesa, si entra nel grande e luminoso atrio, con vetrate sul giardino interno, che dà accesso al salone: questo presenta una pavimentazione in cementine esagonali, soffitto affrescato e una decorazione con festoni in stucco e colonne rastremate. Oggi è aula magna del Liceo Classico “G.B. Bodoni”.

GRUPPO FAI GIOVANI DI TORINO

Il rinnovamento urbanistico della città di Torino nel 1700 TORINO (TO)
AREA ARCHEOLOGICA – RIVELLINO DEGLI INVALIDI
Sabato 14:00-18:00 Domenica, 10:00-13:00 / 14:00-18:00
La Cittadella fa parte delle fortificazioni volute dal Duca Emanuele Filiberto e fu successivamente ampliata tra Seicento e Settecento. Fu risparmiata dalle opere di disarmo volute da Napoleone nel 1800 e fu smantellata a partire dal 1856, ormai obsoleta. Ad oggi rimangono il Maschio ed alcune aree ormai sotterranee. Tra queste, gli scavi dei lavori per la realizzazione del parcheggio “Galileo Ferraris” hanno riportato alla luce i resti del Rivellino degli Invalidi, della Polveriera delle Mine, di un tratto di mura dell’ampliamento seicentesco della città ed un esteso tratto della Galleria Magistrale del sistema di contromina. La costruzione del Rivellino degli Invalidi iniziò nel 1639 e fu ultimata verso la fine del Seicento. Per quanto ancora suddiviso in due sezioni separate dal fossato della piazzaforte, risultò pronto alla vigilia dell’Assedio del 1640. Con la dismissione della Cittadella, il Rivellino fu demolito fino alla quota delle nuove strade e le sezioni inferiori interrate
Ingresso in gruppi di 15 persone, in ordine di arrivo; durata del percorso 30 minuti circa. Si informa che i siti non sono accessibili alle persone con disabilità o difficoltà motorie; inoltre, sono sconsigliati a soggetti claustrofobici ed è opportuno utilizzare calzature adeguate allo sconnesso. I minorenni possono entrare solo se accompagnati da genitori.
FORTE DEL PASTISS
Sabato 14:00-18:00 Domenica, 10:00-13:00 / 14:00-18:00
Realizzata 1564 su progetto di Paciotto e Horologi ed inaugurata nel 1566, la Fortezza si estendeva per 29 ettari. Nel 1572 furono potenziati i bastioni verso la campagna con casematte di controscarpa. Il nome Pastiss, in Piemontese “pasticcio”, per l’intricata architettura della casamatta. La Cittadella rimase in servizio fino al 1856, quando fu demolita, lasciando il Mastio. Il Pastiss venne quindi danneggiato e riempito di terra durante i lavori per le fondamenta dei nuovi palazzi di corso Matteotti e, nel 1943-45, parzialmente utilizzato come rifugio antiaereo prima di un nuovo abbandono. Nel 1958, Guido Amoretti e Cesare Volante, nel corso di ricerche attraverso le cantine di un palazzo di via Papacino, raggiunsero in un grande ambiente sotterraneo, quasi totalmente riempito di terra e pietrame, poi identificato come parte del Pastiss. Scavi esplorativi successivi portarono, nel 1976, all’impianto di un cantiere stabile che ha consentito il recupero di buona parte degli ambienti. ** Luogo normalmente chiuso al pubblico. Area non ancora museata. *** Luogo con criticità. Ingresso in gruppi di 15 persone, su prenotazione; durata del percorso 30 minuti circa. Si informa che i siti non sono accessibili alle persone con disabilità o difficoltà motorie; inoltre, sono sconsigliati a soggetti claustrofobici ed è opportuno utilizzare calzature adeguate allo sconnesso. I minorenni possono entrare solo se accompagnati da genitori. All’ingresso verrà richiesto di indossare un elmetto di sicurezza e di depositare borse e zaini.
PALAZZO CAPRIS DI CIGLIÈ
Sabato 14:00-18:00 Domenica, 10:00-18:00
“L’augusta via che chiamasi di S. Maria, verso ponente, è senza capo, e si perde nella strada di S. Dalmazzo; procedendo verso levante, piglia denominazione di via del Monte di Pietà, dei due Buoi, della Caccia, del Giardino, delle Finanze, finché sbocca nella via Bogino. Nella seconda isola a destra, andando sempre da ponente a levante è il nobile palazzo de ‘Conti Carpis di Cigliè, antica famiglia torinese; architettura del Plantery”. Così nel 1847 il Cibrario, nella sua “Storia di Torino”, descrive il sito e il palazzo. Stefano Capris, originario di Biella, aveva acquistato già alla fine del XV secolo case, orti e terreni agricoli nel quartiere detto della “Porta Nuova”. La famiglia Capris edificò un primo palazzo, inglobato e dall’attuale edificio del 1730. Attuale sede dell’Ordine degli Avvocati, conserva ancora gli splendidi saloni affrescati.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.
PALAZZO DEI SUPREMI MAGISTRATI O CURIA MAXIMA
Sabato 14:00-18:00 Domenica, 10:00-18:00
Il Palazzo della Curia Maxima fu commissionato intorno al 1720 da re Vittorio Amedeo II all’architetto di corte, don Filippo Juvarra, per farne la sede delle due Supreme Magistrature del Senato e della Camera dei Conti. Juvarra ne fornì i disegni e successivamente diresse i primi lavori di edificazione relativi all’angolo tra via Corte d’Appello e via Sant’Agostino. L’impresa fu tuttavia abbandonata per il trasferimento di Juvarra a Madrid. Nel 1824, re Carlo Felice rimise mano al progetto affidandone il completamento a Ignazio Michela, architetto idraulico e civile nonché ingegnere ispettore delle regie finanze. L’inaugurazione dell’edificio, denominato Palazzo dei Magistrati, avvenne nel 1838, quando il 24 novembre la Regia Camera dei Conti vi tenne la prima udienza, seguita il 6 marzo 1839 dalla prima udienza del Senato di Piemonte. Luogo normalmente chiuso al pubblico. Tribunale dismesso.
GRUPPO FAI DELLE COLLINE DAL PO AL MONFERRATO

RIVA PRESSO CHIERI (TO)
PALAZZO GROSSO
Sabato e domenica 10:00-17:30
Nel 1619 il duca Carlo Emanuele I di Savoia donò alla sua favorita il castello di Riva con titolo marchionale. L’edificio, incendiato dai Francesi nel 1692, rimase a lungo fatiscente e nel 1738 la ricostruzione venne affidata all’architetto Bernardo Vittone. Alla giovane contessa Faustina Grosso in Mazzetti di Montalero, che lo ereditò nel 1778, si deve la ricca e originale decorazione interna, opera dei fratelli Torricelli, chiamati ad affrescare le magnifiche sale del piano nobile. Il gusto aggiornato dei committenti e l’abilissima tecnica degli artisti fanno
del ciclo di Palazzo Grosso un esempio di grande suggestione, dove l’amore per l’arte antica si mescola al sapiente uso della tecnica trompe-l’oeil. La visita prenderà il via dal monumentale scalone decorato in stile neogotico per poi snodarsi lungo le sale del primo piano: il salone delle feste, la sala cinese, quella etrusca e del finto legno.
DELEGAZIONE FAI DI TORTONA

VILLALVERNIA (AL)
Sabato 10:00-12:00 / 15:00-18:00 Domenica, 10:00-12:00 / 15:00-18:00
CASTELLO
Sorto come rocca nell’Alto Medioevo, fu ampliato e tra il 1100 ed il 1300. Munito di cinta fortificata e di bastioni dai vescovi di Tortona che ne avevano in feudo la maggior parte, il castello subì varie trasformazioni nel corso dei secoli, che tuttavia lasciarono intatta l’antica torre rotonda, mentre furono abbattute le mura che racchiudevano il maniero e l’antico borgo. Verso la fine dell’Ottocento era ancora esistente un profondo trabocchetto medioevale, poi fatto interrare dal cavalier Felice Bogliolo. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
CHIESA PARROCCHIALE DELL’ASSUNTA
La chiesa parrocchiale, sotto il titolo di Beata Vergine Assunta, venne edificata in forme neoclassiche tra il 1841 e il 1848 a spese della comunità. L’edificio fu consacrato nel 1846. L’interno si presenta decorato nella vasta volta ottagonale con i quattro Evangelisti del pittore Adriano Sic baldi. Dello stesso autore nell’abside un’Ultima cena e sulla controfacciata il disegno preparatorio per il dipinto raffigurante il bombardamento di Villalvernia del 1° dicembre 1944. In monocromo appena sotto la volta vi sono tre grandi riquadri raffiguranti scene evangeliche, opera di Pietro Mietta di Tortona. Sulle pareti laterali del presbiterio sono visibili due tele della prima metà del XVIII secolo: il Compianto sul Cristo morto e la Vergine con le anime del Purgatorio.
CHIESA DEL BORGO ANTICO
Dalla primitiva chiesetta, nata forse come modesta cappella per le esigenze religiose del borgo, si passò in epoca rinascimentale alla struttura ancora oggi visibile. All’interno del tempio riposa con la diletta figlia il generale Giuseppe Passalacqua, medaglia d’oro al valor militare, caduto nella sfortunata ma eroica battaglia di Novara del 23 marzo 1849. La struttura della chiesa si compone di quattro bracci coperti a “botte” che convergono verso la cupola sostenuta da quattro archi. Tra la chiesa e la ex canonica è incorporata la torre campanaria in corrispondenza dell’altare maggiore. In prossimità dell’ingresso, sul lato sinistro, una scala, attualmente senza sbocco, è compresa in un avancorpo
edificato nel 1869 dalle Suore della Visitazione di Porto Maurizio, divenute proprietarie.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.

GRUPPO FAI GIOVANI DELLA VALSESIA

Le Ville dell’Ottocento VARALLO (VC)
Domenica, 10:00-18:00
VILLA BARBARA
Villa Barbara è stata progettata nel 1883 dal geometra Cesare Peco, su commissione della famiglia Durio. Nel 1934 è stata acquistata da Adolfo Grober, grande industriale locale. Nel 1968 la villa passa nelle proprietà del Comune e adibita a sede del Municipio. Oggi ospita gli uffici della Pretura. La villa è in stile eclettico ed è caratterizzata nel prospetto dalla suddivisione in tre parti con un loggiato centrale che occupa l’intera altezza dell’edificio. La cornice di Villa Barbara ospiterà la mostra “Movimenti di ferro e luce”, una ricerca creativa di Giovanna Vettorello.
VILLA VIRGINIA
Villa Virginia venne edificata per volere della famiglia Axerio Cilies, di cui alcuni membri erano imprenditori del marmo artificiale. La villa è un esempio importante dell’utilizzo del finto marmo di Rima, tecnica decorativa tutta valsesiana che vanta grande successo anche nella decorazione dei palazzi delle grandi corti europee. Oltre a ciò, degni di nota sono il grande lucernario soprastante il vano d’ingresso e il salone centrale, posto nell’ala meridionale del piano terreno, il cui soffitto è decorato con uno splendido affresco a tema allegorico. Lungo le pareti sono pannelli in marmo artificiale giallo con molteplici tipi di venature. L’apertura sarà impreziosita dalla mostra “L’assenza. Un percorso fotografico e sonoro” di Claudio Farinone, visitabile nelle sale della dimora, e dai due laboratori dedicati alla manipolazione del finto marmo.
VILLA DURIO
Nello splendido parco della villa, una delle sedi comunali più belle di tutta la regione Piemonte, in occasione delle Giornate FAI d’Autunno si terrà un’esposizione con oltre 400 varietà di zucche provenienti da tutto il mondo. Sul tema della zucca, i produttori enogastronomici locali esporranno i loro prodotti tipici, mentre gli artigiani le loro creazioni di strumenti musicali e oggetti sonori con zucche secche. Sarà possibile scoprire tutte le curiosità sulle diverse tipologie di zucche esposte, e sulle loro proprietà curative e culinarie.
DELEGAZIONE FAI DI VERCELLI

TRINO (VC)
PALAZZO PALEOLOGO
Domenica, 10:00-18:00
Palazzo Paleologo, conosciuto a Trino anche come “Castello” si riferisce alla fase “paleologa” della dominazione dei marchesi del Monferrato sull’area. Violante, infatti, ultima aleramica rimasta dal momento che il fratello Giovanni I era morto a causa di una malattia misteriosa e senza eredi, l’imperatore bizantino Andronico II Paleologo e il loro secondogenito Teodoro ereditò il marchesato di Monferrato. Iniziava così nel 1306 la dinastia paleologa della regione, sotto la quale gli obiettivi furono principalmente la sottomissione di importanti città come Chivasso, che ne fu – fino alla metà del Quattrocento – la città di riferimento, Alba, Acqui Terme e Casale Monferrato che rivestì il ruolo di capitale a partire dalla seconda metà del secolo XV. La perdita di Chivasso nel 1435 – località di riferimento per la corte di Monferrato – segnò il tramonto della signoria paleologa e della fortuna del marchesato. Molti marchesi scelsero Lucedio come luogo di sepoltura. Luogo normalmente chiuso al pubblico.
CHIESA DI OGNISSANTI
Domenica, 10:00-13:00 / 14:00-18:00
La chiesa, sede dell’Arciconfraternita di Orazione e morte, ha facciata ottocentesca e portale d’ingresso ligneo risalente del XVIII secolo. L’interno è ad aula unica e presenta un ampio presbiterio, preceduto da una balaustra marmorea del XVIII secolo. L’altare di San Camillo de Lellis, patrono e protettore dell’Arciconfraternita, è in marmo policromo. L’altare di San Carlo Borromeo della Beata Vergine venne invece realizzato dal trinese Carlo Montagnino e presenta una pala raffigurante la Madonna, Sant’Evasio e Sant’Antonio da Padova. L’Arciconfraternita possiede un archivio storico, riconosciuto di interesse culturale. Luogo normalmente chiuso al pubblico
VERCELLI (VC)
MUSEO DEL TEATRO
Domenica, 10:00-13:00 / 15:00-18:00
Ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI. Il Museo del Teatro è ospitato nel Ridotto del Civico di Vercelli. Le tre sale su cui si modula raccontano la storia del teatro vercellese e dei molti artisti che ha ospitato dagli anni ’50 a oggi, mettendo a disposizione dei visitatori costumi di scena, manifesti d’epoca, fotografie e spartiti. Le sale sono dedicate al baritono Cesare Bardelli, al fondatore del Concorso Viotti Joseph Robbone e alla docente di danza Pilar Sampietro. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

GRUPPO FAI GIOVANI DI VERCELLI

TRINO (VC)
CAMPANILE ABBAZIALE DEL PRINCIPATO DI LUCEDIO
Domenica, 10:00-16:00
Il campanile della chiesa di Santa Maria di Lucedio, alto 36 metri, è una delle poche strutture abbaziale originali della struttura fondata nel 1123 dai monaci cistercensi di La Ferté chiamati dal marchese Aleramo a bonificare l’area. Negli anni successivi all’edificazione del monastero lo sviluppo della comunità fu rapido rimanendo sotto il patronato dei marchesi del Monferrato fino al 1708, anno in cui passò ai Savoia. Il restauro integrale del campanile a pianta quadrata, che si sviluppa in altezza con forma ottagonale ed è caratterizzato da lati di dimensioni diverse alternati e definiti da lesene angolari e fasce marcapiano in laterizio, ha previsto il suo consolidamento strutturale, il recupero degli apparati decorativi, il completo rifacimento della copertura e la sostituzione degli orizzontamenti interni con il ripristino della scala di collegamento tra la chiesa e la torre campanaria. Luogo normalmente chiuso al pubblico.

GRUPPO FAI GIOVANI VALLE DI SUSA

SANT’AMBROGIO DI TORINO (TO)
EX MAGLIFICIO BOSIO
Sabato 17:00-18:30
Il maglificio, istituito come “Manifattura Fratelli Bosio Società anonima”, venne fondato nel 1871 dai fratelli Pietro ed Augusto Bosio a Sant’Ambrogio di Torino, in prossimità del canale Cantarana, le cui acque costituivano la principale forza motrice per i macchinari produttivi. Lo stabilimento arrivò a impiegare circa 700 operai nel 1889 e 1000 nel 1910. Dal 1920 si verificarono alcuni passaggi di proprietà, fino alla chiusura nel 1953. L’edificio, oggi occupato da diverse attività produttive, rientra a pieno titolo nella classificazione di complesso di archeologia industriale.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.
CHIESA DEL VITTONE: CHIESA DI SAN GIOVANNI VINCENZO
Domenica, 10:00-17:30
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Vincenzo sorse probabilmente nell’XI secolo per volere degli abati di San Michele della Chiusa, monastero da cui rimase dipendente fino all’istituzione della Diocesi di Susa nel 1772. L’attuale edificio è frutto di una pressoché completa riedificazione intervenuta nella seconda metà degli anni Cinquanta del XVIII secolo su progetto del Vittone. Accanto al campanile, unica testimonianza dell’antica struttura, la facciata di mattoni a vista è impreziosita da un profilo concavo coronato da un timpano triangolare. All’interno, la navata unica si conclude con un’abside poligonale e presenta decorazioni fitomorfe e medaglioni realizzati da Luigi Morgari agli inizi del Novecento. Tra gli arredi custoditi nella parrocchiale spicca l’antica urna reliquiario del santo titolare della chiesa, eremita morto nel 1002.
TORRE COMUNALE
Domenica, 10:00-18:00
La Torre Comunale, alta circa 15 m, risale con ogni probabilità al XV secolo, situata a ridosso della cinta muraria di cui sono affiorati frammenti durante i recenti lavori di restauro. Molto importanti le pitture venute alla luce al primo piano della torre: la loro datazione è incerta, pur potendo ipotizzare la loro realizzazione fra il Duecento e il Trecento. Nel paese sono ancora presenti la duecentesca torre della Dogana, situata nel luogo dove si trovava la porta d’accesso verso Torino, e la Torre del Feudo, al centro del paese, inglobata in un edificio più recente risalente al Settecento, i cui ruderi fanno pensare a una costruzione di particolare prestigio.
CAMPANILE DELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI VINCENZO
Domenica, 10:00-17:30
La chiesa parrocchiale di San Giovanni Vincenzo sorse probabilmente nell’XI secolo per volere degli abati della Sacra di San Michele, monastero da cui rimase dipendente fino all’istituzione della Diocesi di Susa nel 1772. L’attuale edificio è frutto di una pressoché completa riedificazione intervenuta nella seconda metà degli anni Cinquanta del XVIII secolo su progetto del Vittone. L’unica testimonianza ancora oggi visibile dell’antica struttura è costituita dal massiccio campanile, più volte rimaneggiato nel corso del tempo ma che conserva le tracce delle vicissitudini passate: un viaggio nel tempo attraverso la lettura delle mura.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.
SACRESTIA DELLA CHIESA DI SAN GIOVANNI VINCENZO: MADONNA DEL ROSARIO DEL LANINO.
Domenica, 10:00-17:30
Ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI. La sacrestia della chiesa di San Giovanni Vincenzo conserva una splendida tavola: l’antica pala d’altare della Madonna del Rosario, già attribuita a Bernardino Lanino, recante integrazioni (cornice e Misteri del Rosario) databili per via documentaria tra il 1621 e il 1625.
Luogo normalmente chiuso al pubblico.

GRUPPO FAI DELLA VAL SANGONE

COAZZE (TO)
LA MINIERA DI TALCO DI GARIDA – FORNO DI COAZZE
Sabato 9:30-12:30 / 14:00-18:00 Domenica, 9:30-12:30 / 14:00-18:00
Ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI.
L’antica miniera di talco di Garida, situata in zona Forno di Coazze a circa 1070 m, è tra le più antiche delle Alpi. Si disloca, grazie a gradini e scale, su più livelli. È possibile visitarla per oltre mille metri, osservando l’evoluzione della pratica di estrazione del talco. Le prime gallerie risalgono alla fine dell’Ottocento, mentre le più recenti furono realizzate intorno al 1968: anno in cui cessò l’attività estrattiva. ** Luogo normalmente chiuso al pubblico. Apertura esclusiva per visite guidate *** Luogo con criticità. Antica Miniera visitabile con stivali o scarpe con soletta alta, munirsi di giacche impermeabili (tipo kway) per via della temperatura interna che si aggira intorno ai 7-9°. La visita all’interno verrà effettuata dall’Associazione GECO di Coazze con guide esperte. Gruppi di visita max. 15 persone alla volta. PRENOTAZIONI OBBLIGATORIE – Ufficio Turistico, Cristina Dominici: 011/9349681.
GIAVENO (TO)
MULINO DU DETU 1218
Sabato 9:30-12:30 / 14:00-18:00
Ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI. L’antico mulino della Ruata Bassa di Giaveno, oggi al numero 8 di via Beale, fu edificato nel 1218, come una epigrafe ancora oggi parzialmente visibile sopra il vecchio portone d’ingresso in quercia. Già mulino abbaziale, appartenuto ai monaci benedettini della Sacra di San Michele, nel 1877 era stato acquistato e restaurato da Giai Via Benedetto (Lou Detu), proveniente dalla vicina borgata Tetti Via (lou Cant dou Tet). ** Luogo normalmente chiuso al pubblico. Apertura esclusiva per scuole e associazioni. Il Mulino è in ottimo stato conservativo.
BENI FAI PIEMONTE

MANTA (CN)
CASTELLO DELLA MANTA
Sulle colline della provincia di Cuneo, il Castello della Manta custodisce nel salone baronale una delle più stupefacenti testimonianze della pittura del gotico internazionale: un ciclo di affreschi raffigurante “Eroi ed Eroine” cui fa riscontro, sulla parete opposta, la misteriosa rappresentazione della “Fontana della Giovinezza”. Il complesso castellano è frutto di successive aggregazioni a partire dall’originario fortilizio del XIII secolo, fino ad assumere l’aspetto di una dimora signorile nel ‘500 grazie all’opera della famiglia Saluzzo della Manta.
Ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI. Sarà possibile visitare – grazie ad una speciale autorizzazione dei Conti De Rege – il giardino sulle mura del Castello. Un percorso che permette di passeggiare sotto l’ala quattrocentesca del Castello fino alla zona in cui era collocata la porzione di edificio fatta costruire da Valerio della Manta, abbattuta nel 1800 perché pericolante. Al termine della visita, il Consorzio delle Colline Saluzzesi offrirà un bicchiere di vino.
CARAVINO (TO) CASTELLO E PARCO DI MASINO
Ingresso esclusivo per gli Iscritti FAI. Il Castello di Masino ebbe origini molto antiche: era in origine una semplice fortificazione a pianta quadrata con torri angolari. Appartenne sin dalle origini alla famiglia Valperga, che lo abitò fino al 1987, anno della morte della Marchesa Vittoria Leumann, moglie di Cesare Valperga di Masino. Il Castello venne presumibilmente demolito alla metà del XVI secolo e ricostruito nel corso del Seicento. Accesso per disabili motori, solo al piano terra. Presenza di barriere architettoniche e pavimentazione molto scoscesa. Percorso “Fai per tutti” per persone con disabilità cognitiva.
MAGNANO (BI)
COLLEZIONE ENRICO A VILLA FLECCHIA
La Collezione Enrico, donata alla Fondazione nel 2011 da Piero Enrico e dalla moglie Franca Ferrero, in ricordo dello zio Domenico Davide Flecchia, custodisce alcune preziose opere d’arte. La natura e il paesaggio che la circondano – Villa Flecchia si affaccia sullo spettacolare panorama dell’anfiteatro morenico di Ivrea – riecheggiano anche nei quadri che custodisce: più di 60 dipinti che raccontano l’evolversi della cultura figurativa italiana e piemontese tra Ottocento e Novecento. Fanno parte della Collezione capolavori di due artisti oggi considerati tra i grandi maestri del XIX secolo: Antonio Fontanesi (1818-1882) e Lorenzo Delleani (1840-1908). Accesso a persone con disabilità motoria solo al piano terra.