Adalberto Maria Merli, attore e voce del cinema

Ci sono attori il cui volto il pubblico riconosce e altri la cui voce entra nelle case senza che il nome venga associato. Adalberto Maria Merli appartiene a entrambe le categorie: interprete di cinema, teatro e televisione dagli anni Sessanta, è anche una delle voci italiane più utilizzate del doppiaggio, prestata a protagonisti che hanno segnato la storia del cinema americano.
Un attore romano di formazione teatrale
Merli nasce a Roma il 14 gennaio 1938. La sua formazione avviene nel teatro di prosa, in un periodo in cui la scena italiana era ancora il canale principale di accesso alla professione e in cui il passaggio al cinema avveniva quasi sempre dopo anni di palcoscenico. La scheda biografica disponibile su Wikipedia ricostruisce una carriera cominciata nei primi anni Sessanta e distribuita su quattro mezzi diversi.
Il lavoro all’estero occupa una parte non marginale del suo percorso: Francia, Spagna e Inghilterra compaiono fra i paesi in cui ha girato, in una fase in cui le coproduzioni europee erano una pratica corrente per il cinema italiano.
La sua attività si distribuisce su quattro canali che nella pratica professionale italiana raramente coincidono: il palcoscenico, il set cinematografico, gli studi di posa della televisione pubblica e le sale di doppiaggio romane. Pochi interpreti della sua generazione hanno mantenuto tutti e quattro i fronti aperti per un arco di tempo così lungo, e questo rende la sua filmografia meno leggibile di quella di attori legati a un solo mezzo.
Il teatro con Visconti e Zeffirelli
Fra le regie con cui ha lavorato figurano due nomi che hanno definito la scena italiana del dopoguerra. Con Franco Zeffirelli prende parte a “Romeo e Giulietta”, con Luchino Visconti a “Il giardino dei ciliegi” e a “Egmont”. Nel suo percorso teatrale compare anche “Il mercante di Venezia” diretto da Ettore Giannini.
Si tratta di allestimenti che appartengono alla stagione in cui i grandi registi cinematografici italiani lavoravano regolarmente in teatro, portando sul palcoscenico un metodo di direzione degli attori vicino a quello del set. Per un interprete giovane significava accedere a un apprendistato difficilmente replicabile altrove.
La radio Rai e gli sceneggiati sonori
Un capitolo consistente della sua attività riguarda la prosa radiofonica della Rai, che negli anni Sessanta e Settanta produceva riduzioni di romanzi e testi teatrali con cadenza settimanale. Merli partecipa fra le altre cose a “La pietra della luna” nel 1963 e alla versione radiofonica di “Romeo e Giulietta” nella traduzione di Salvatore Quasimodo, trasmessa nel 1964.
Torna al titolo “Il mercante di fiori” in due momenti lontani fra loro, nel 1966 e nel 1997, indizio di una continuità di rapporto con il mezzo radiofonico che pochi attori della sua generazione hanno mantenuto così a lungo.
Il cinema degli anni Settanta
Al cinema il ruolo più ricordato è quello accanto ad Alain Delon in “La prima notte di quiete”, il film diretto da Valerio Zurlini nel 1972 e ambientato in una Rimini invernale. L’anno successivo è protagonista di “La villeggiatura”, diretto da Marco Leto, racconto ambientato durante il confino fascista che appartiene al filone del cinema politico italiano di quegli anni.
Nel 1977 compare in “Per questa notte”, tratto da Juan Carlos Onetti. Nel 1989 interpreta il commissario tecnico Vittorio Pozzo in “Il colore della vittoria”, dedicato alla nazionale italiana di calcio degli anni Trenta.
La sua filmografia raccoglie una trentina di titoli distribuiti su più decenni, con una concentrazione nel periodo compreso fra la fine degli anni Sessanta e la metà dei Settanta. È l’arco in cui il cinema italiano produceva un numero di film oggi difficilmente immaginabile e in cui un attore di formazione teatrale poteva alternare ruoli da protagonista e partecipazioni di supporto nello stesso anno.
La televisione e gli sceneggiati
La produzione televisiva Rai lo impegna in diverse stagioni. Compare in “La freccia nera”, nella terza serie de “La piovra” e in “Maria Montessori, una vita per i bambini”. Il passaggio dallo sceneggiato in bianco e nero alla fiction seriale degli anni Ottanta e Novanta attraversa buona parte della sua carriera e ne fa un testimone diretto del mutamento produttivo della televisione pubblica.
Lo sceneggiato degli anni Sessanta e Settanta lavorava su tempi di ripresa lunghi e su un impianto vicino al teatro filmato, con attori abituati a reggere scene di parecchi minuti. La fiction successiva impone ritmi diversi e una recitazione più asciutta. Merli attraversa entrambe le stagioni senza cambiare registro in modo vistoso, e la sua presenza nei cast serve spesso a garantire la tenuta delle parti dialogate più dense.
La voce e il doppiaggio
Il lavoro di doppiatore costituisce il capitolo più noto al grande pubblico, anche se spesso in forma anonima. La sua voce è stata associata a interpreti molto diversi fra loro, in film che appartengono al canone del cinema contemporaneo.
- Clint Eastwood in “Million Dollar Baby”
- Jack Nicholson in “Qualcuno volò sul nido del cuculo”
- Malcolm McDowell in “Arancia meccanica”
- David Carradine in “Kill Bill”, volume uno e volume due
La varietà dell’elenco dice qualcosa sul mestiere: la voce di Merli è stata usata sia per personaggi minacciosi sia per figure ironiche, adattandosi a registri che nella pratica del doppiaggio italiano vengono di solito divisi fra professionisti diversi.
Il mestiere della voce in Italia
Il doppiaggio italiano è una industria nata negli anni Trenta e strutturata attorno a poche cooperative romane, con un sistema di turni e di ruoli che assegna a ciascun professionista un repertorio abbastanza definito. Chi presta la voce a un attore straniero tende a conservarlo per anni, costruendo nella percezione del pubblico una associazione stabile fra due timbri.
Merli si colloca dentro questo sistema come voce di carattere, chiamata su interpreti molto diversi anziché legata a un solo volto. È una posizione che comporta meno riconoscibilità immediata e una maggiore quantità di lavoro, e che spiega perché il suo nome ricorra nei titoli di coda di film distanti fra loro per epoca e per genere.
Premi e riconoscimenti
Nel 1999 riceve il Nastro d’argento come migliore attore non protagonista per “La cena”, il film corale diretto da Ettore Scola. Lo stesso anno gli viene assegnato il premio Voci nell’Ombra come migliore voce di caratterista per “The Truman Show”. Nel 2011 arriva il Leggio d’oro alla carriera, riconoscimento dedicato al doppiaggio.
La coincidenza dei due premi del 1999, uno per la recitazione in campo e uno per il lavoro in sala di doppiaggio, riassume bene la doppia natura della sua professione.
L’incarico ministeriale del 2005
Nel 2005 Merli viene nominato membro della commissione consultiva del Ministero per i beni e le attività culturali incaricata di valutare i film di interesse culturale. L’organismo esprimeva pareri sui progetti candidati al sostegno pubblico, un compito che in quegli anni pesava sensibilmente sulle possibilità di realizzazione del cinema italiano meno commerciale.
La nomina colloca l’attore in un ruolo diverso da quello dell’interprete, dentro il meccanismo amministrativo che decide quali film ricevono risorse. È un passaggio poco citato nelle sue biografie divulgative e utile per capire quanto la sua figura fosse riconosciuta anche fuori dal set.
Domande frequenti
Chi è Adalberto Maria Merli?
È un attore e doppiatore italiano nato a Roma il 14 gennaio 1938, attivo in teatro, cinema, radio e televisione dagli anni Sessanta.
In quali film è stato protagonista?
Fra i titoli più noti “La prima notte di quiete” di Valerio Zurlini del 1972 e “La villeggiatura” di Marco Leto del 1973.
Quali attori ha doppiato?
Ha prestato la voce fra gli altri a Clint Eastwood, Jack Nicholson, Malcolm McDowell e David Carradine.
Ha lavorato in teatro con registi noti?
Sì, ha preso parte ad allestimenti diretti da Franco Zeffirelli e da Luchino Visconti, oltre che da Ettore Giannini.
Quali premi ha ricevuto?
Il Nastro d’argento del 1999 per “La cena”, il premio Voci nell’Ombra nello stesso anno e il Leggio d’oro alla carriera nel 2011.
Che incarico pubblico ha ricoperto?
Nel 2005 è stato nominato membro della commissione consultiva ministeriale per i film di interesse culturale.
Redazione cultura
Giornalista culturale, scrive di arti visive, mostre e patrimonio storico-artistico del Piemonte e del Monferrato.