Un’astuta e bella principessa, stanca dei soliti insulsi e ignoranti corteggiatori, nella volontà di sposarsi e di avere a fianco un principe che fosse in grado di poter tenere a bada i cortigiani e il Reame tutto, volle metterli alla prova, instaurando con loro una normale conversazione valutando così la loro perspicacia e intelligenza dalle risposte dategli. Ma l’esperimento sembrava non dare buoni frutti, nonostante i pretendenti venissero pure dai paesi lontani, nel dialogare con loro, nessuno era all’altezza dell’intelligenza e dell’acume della principessa.
Nel tempo in cui si svolgevano questi fatti, c’era in un paese limitrofo, vicino al quel reame, un contadino che aveva tre figli, che oltre a essere una mano forte per il suo lavoro avevano anche un acume particolare, il più grande di esse sapeva addirittura a memoria tutto il dizionario latino, il secondo non c’era articolo del codice che non conoscesse, mentre il terzo suo malgrado, non sapeva assolutamente niente, era un bravo ragazzone, lavoratore, sempre ubbidiente e composto, ma la sua semplicità era talmente grande che abbondava di non sapienza tanto da essere conosciuto come Gianni lo Sciocco.
Naturalmente anche questi giovani ebbero a conoscenza del bando indetto dalla principessa e vollero sostenere la prova, compreso il povero Gianni.
Un giorno partirono insieme a cavallo, ed insieme arrivarono al cospetto della regina, ma i due sapientoni, al cospetto di tanta bellezza e di tanto fasto non riuscirono a cavar parola e furono naturalmente scartati. Gianni, che era entrato nel palazzo con un corvo morto, una scarpa rotta e un pugno di fango che aveva raccolto strada facendo, spavaldo si inchinò davanti alla regina asserendo:
Che caldo che fa qui dentro!
Certo, rispose la giovane, perchè sto cucinando dei polli.
Allora potrei cuocere anch’io questo corvo?
Se volete, non ho problemi, ma non ho sufficienti casseruole.
Che importa, l’ho io. E mostrò la scarpa rotta.
Ma manca la salsa! (La principessa ci stava prendendo gusto)
Se permettete mia principessa, ho anche quella. E prese del fango che aveva nelle tasche.
Bravo! Ma lo sapete che ogni cosa che voi dite domani sarà pubblicata in tutti i giornali del mondo?
E mostrò a Gianni alcune persone che in effetti prendevano nota del colloquio.
Bene! Allora loro si meritano la parte migliore.
E gettò il resto del fango sulla faccia di quei signori.
La figlia del Re rimase talmente soddisfatta delle risposte di quel giovane che volle subito preparare le nozze dichiarando vincitore il semplice ma astuto Gianni lo Sciocco.

Spesso e anzi meglio, sa districarsi nella vita, una persona semplice e con poca sapienza, ma con intelligenza e acume innato , che tanta sapienza appresa e ripetuta a memoria come anatre rumorose sulle aie. Bisogna sapersi districare nella vita a seconda del momento e delle situazioni, e il sapere è importante ma bisogna avere anche la proprietà di saperlo adoperare.

Mio riadattamento dalla fiaba “ Gianni e lo Sciocco” di H.C.Andersen

Roberto Busembai (errebi)

Immagine web: “Gianni e lo Sciocco” illustrato da C.Ruffinelli